domenica 16 febbraio 2014

hold me close...

Stay tonight
We’ll watch the full moon rising
Hold on tight
The sky is breaking
I don’t ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking
I don’t ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking






giovedì 6 febbraio 2014

per palpito di carità



Quando da bambino ho scoperto come si facevano i figli sono rimasto traumatizzato.
Non mi sarei mai aspettato una cosa così violenta, quasi animalesca.
Nella mia ottica fanciullesca mi è sembrata una pratica barbara, indegna di un essere umano e per molti giorni ho guardato incredulo a quelle persone, soprattutto parenti, che reputavo più educati ed eleganti chiedendomi come era possibile che anche loro avessero potuto fare i figli a quel modo!
E quella mia zia, poi, così fine e graziosa: anche lei…come ha potuto!
Ho compreso, allora, che c’era qualcosa che non andava nella natura umana; una profonda contraddizione inscritta nella carne conduceva l’uomo a commettere atti ai limiti dell’umano.
Qualcosa non era andato per il verso giusto!
Ma cosa diavolo era successo?
E poi perché nessuno si ribellava a quella barbarie?
Perché tutti la consideravano una pratica normale, qualcosa di “naturale” e finanche piacevole?
Non riuscivo a trovarvi niente di naturale o piacevole in quello spargimento di sangue.
Una volta adolescente ho capito poi perché la cosa poteva riuscire addirittura piacevole, ma non mi è mai scomparsa del tutto l’impressione che fosse una operazione del tutto “innaturale”.


Anni dopo, leggendo un’autrice che ha scritto una vita di Cristo così come Lui stesso l’avrebbe rivelata (Maria Valtorta) sono rimasto davvero sorpreso nel leggere il brano in cui il Signore descrive come l’uomo è arrivato a concepire i figli in quel modo:
"Dio aveva detto all'uomo e alla donna 'conoscete tutte le leggi ed i misteri del creato: ma non vogliate usurparmi il diritto di essere il Creatore dell'uomo. A propagare la stirpe umana basterà il mio amore che circolerà in voi, e senza contatto di senso ma per solo palpito di carità susciterà i nuovi Adami della stirpe.
Tutto vi dono. Solo mi serbo questo mistero della formazione dell'uomo.....Se foste stati fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore".
Prima della caduta, allora, i figli nascevano soltanto se l'uomo e la donna si amavano davvero, e ciò avveniva soltanto nel momento in cui i loro cuori suscitavano quel palpito di carità in grado di meritare un figlio.
Tutti i figli nascevano dall'amore; non c'erano bambini indesiderati, e se non c'era amore non arrivavano i figli: vi rendete conto di quanti problemi non avrebbero afflitto la terra se le cose fossero rimaste così?

mercoledì 29 gennaio 2014

Jesus blood never failed



"Nel 1971 mentre vivevo a Londra, stavo lavorando con un amico, Alan Power, intorno a un film sulla gente che viveva sulla strada nella zona attorno a Elephant and Castle e la stazione Waterloo.
Quando erano ripresi, alcuni si mettevano a cantare canzoni da ubriachi – qualche volta pezzi di opere, qualche volta ballate sentimentali – e uno di loro, uno che in realtà non beveva, cantò una canzone religiosa, “Jesus’ Blood Never Failed Me Yet” (il sangue di Gesù non mi ha mai tradito).
Questo pezzo alla fine non fu usato nel film e tutte le parti inutilizzate del nastro mi furono consegnate, compresa questa. Quando la suonai a casa, scoprii che il canto di quell’uomo era in tono col mio piano, e improvvisai un breve acccompagnamento.
Notai anche che la prima sezione della canzone – 13 battute in lunghezza – formava un efficace loop che si ripeteva in modo sottilmente imprevedibile.
Portai il nastro a Leicester, dove lavoravo nella Facoltà di Belle Arti, e copiai il loop in una bobina continua, pensando di aggiungerci magari un accompagnamento orchestrale.
La porta della sala di registrazione dava su una dei grandi laboratori di pittura e lasciai il nastro a copiare con la porta aperta mentre uscivo per un caffè. Tornando trovai la sala, che normalmente è molto animata, calma in modo innaturale.
La gente si muoveva molto più lentamente del solito e alcuni stavano seduti da soli, piangevano in silenzio.
Mi stupii, e poi mi accorsi che il nastro stava ancora suonando, e che tutti si erano commossi a sentire quell’uomo cantare.
Questo mi convinse del potere emotivo della musica e delle possibilità aperte con l’aggiunta di un semplice, anche se gradualmente in crescendo, accompagnamento orchestrale che rispetti la nobiltà e la fede semplice del vagabondo.
Sebbene sia morto prima di poter ascoltare quello che avevo composto con il suo canto, il pezzo rimane un’eloquente, anche se contenuta, testimonianza del suo spirito e del suo ottimismo".    Gavin Bryars

A questo punto Gavin decide di orchestrare il brano lasciando però sempre in ripetizione la stessa frase. “Jesus Blood never failed me yet, there's one thing I know, cause he loves me so...“, ed il suo arrangiamento si unisce delicatamente alla voce del barbone in un rispettoso crescendo, accostando ora i quartetti d’archi ora l’intera orchestra e verso la fine, prima di lasciare di nuovo la voce solitaria, se ne unisce un’altra, quella di Tom Waits.



venerdì 24 gennaio 2014

il peggio è passato

gennaio è sconfitto
ed il sole è tornato a splendere
in fondo la vita è più bella di quanto sembri...


venerdì 17 gennaio 2014

vulnerabile

Amare significa, in ogni caso essere vulnerabile.
Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi.
Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale.
Proteggetelo avvolgendolo con cura in passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo.
Ma in quello scrigno-al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto-esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile.
L’alternativa al rischio di una tragedia, è la dannazione.
L’unico posto, oltre al cielo, dove potrete stare perfettamente al sicuro da tutti i pericoli e i turbamenti dell’amore è l’inferno. 
 
C. S. Lewis – I quattro Amori
 
Grazie Signore per avermi donato un cuore vulnerabile; custodiscilo nelle tue mani misericordiose, perchè non abbia mai a conoscere il gelo dell'indifferenza!!!

martedì 10 dicembre 2013

chi siamo veramente

Da tempo, voi lo sapete, mi stavo chiedendo chi sono veramente, dal momento che quello che sono stato lo so già; quello che sarò posso soltanto immaginarlo e continuare a costruirlo, ma quello che sono era per me ancora un mistero.
Come tutti voi, infatti, anch'io sono stato qualcuno in qualcosa e sono stato qualcosa per qualcuno, ma questo non mi bastava: il mio cuore era ancora insoddisfatto.
Si smette presto, infatti, di essere qualcuno in qualcosa: si impiega più o meno tempo ma alla fine si diventa vecchi per tutto.
Si smette anche di essere qualcosa per qualcuno: la nostra capacità di amare è limitata ed il nostro cuore fa molta fatica ad essere fedele.
Preso dallo sconforto, ho cominciato a cercare dentro e fuori di me la risposta agli aneliti più profondi del mio cuore e, quando ormai già temevo di aver perso ogni speranza, ecco che ho letto qualcosa che mi ha sconvolto: "Ogni creatura spirituale è voluta come termine immediato dell'amore creatore; è stata voluta e amata da Dio per sé stessa. Per questo l'individuo di natura razionale riceve un nome specifico, quello di persona, che ne esprime la dignità.
La creatura spirituale è partecipe dell'essere divino in modo più elevato delle altre: ha come tutte l'essere da Dio, ma lo ha perennemente, e non solo in funzione del resto del creato, bensì per sé stessa".
Ogni uomo è solo ma nessun uomo è inutile.
Nessuno viene all'esistenza per caso; questa verità illumina un'esperienza fondamentale per ogni uomo: la coscienza della propria dignità, il suo essere per tutta l'eternità come qualcuno davanti a Dio e per sempre e la necessità di essere amato per sé stesso, altrimenti si considera sventurato.
Essere per tutta l'eternità qualcuno davanti a Dio e per sempre: ma vi rendete conto di cosa significhi questo???
Adesso che ci penso mi accorgo che, sin da piccolo, ho sempre provato questa sensazione; sono sempre stato consapevole del fatto che "lassù qualcuno mi ama". Ho sempre percepito che Egli mi ama con amore esclusivo: come se esistessi soltanto io sulla terra; come sia possibile questo è un mistero ma io lo sento. Adesso so finalmente chi sono
Ho scoperto di essere ancora qualcuno
Qualcuno davanti a Lui e per sempre
Essere unico ed irripetibile ai Suoi occhi
Unico ed irripetibile per sempre
Il mio essere unico ed irripetibile è eterno
E questo sì che appaga il mio cuore
Adesso so finalmente chi sono
Non uno qualsiasi ma qualcuno e per sempre, per sempre, per sempre
Solo una grande certezza come questa mi consente di alzarmi dal letto la mattina.

sabato 30 novembre 2013

La salvezza del mondo

Se il mondo sapesse chiamare “Maria” sarebbe salvo.
A chi ancora crede, nel mondo, Io dico: La salvezza del mondo è in Maria.
Unico ponte che ricongiunge il cielo alla terra.
Maria è come la luna rispetto al sole.
Ne è illuminata e riflette su voi la luce che l’ha illuminata, ma addolcendola di quei mistici vapori che la rendono sopportabile alla limitata vostra natura.
Il demonio ha ancora più ribrezzo del nome di Maria che del mio Nome e della mia Croce;
l’eco soltanto del nome di Maria lo mette in fuga.
Se il mondo sapesse chiamare Maria, sarebbe salvo.
Quel nome è scudo e difesa contro tutte le insidie, quel nome è musica di Cielo, quel nome fa trasalire di gioia la Trinità.
Nessun mortale, per santo che sia, può comprendere cosa sia per tutto il Cielo Maria.
E’ la radice e l’Albero dei Viventi: il Padre l’ha creata, l’Amore l’ha fecondata, e dal suo midollo è venuta la linfa di Grazia che v'ha dato il Frutto che è la Grazia stessa.
Vero Albero di Vita, Ella tende i suoi rami, carichi del Frutto del suo Seno, perché voi ne mangiate.
Ella Genitrice universale, versa il suo latte di grazia sui suoi poveri figli peccatori, deboli, malati, paurosi, stanchi.
Giardino colmo di fiori e api d’oro!
Orto chiuso e fonte soave!
Se il Pane vero è Gesù, è ancor Maria Colei che ha della Parola fatto un Uomo per darlo agli uomini a redenzione e nutrimento.

Sapienza, Vita, Forza è questo Pane, ma è ancor Purezza, Grazia, Umiltà.
Perché se questo Pane è Gesù, questo pane è ancor Maria che ha fatto Gesù col fiore del suo corpo e col miele del suo Cuore. 
Pane che ricorda la Passione divina, Pane che ricorda il vero Corpo e il vero Sangue di Gesù Cristo.
S'è fatta fior di farina per vostro amore, per amor degli uomini, s'è immolata, s'è ridotta in polvere fra le mole dell’ubbidienza e del dolore, e l’amore l’ha consegnata alla macina in cui la Corredentrice è divenuta, da spiga, fior di frumento.
Vergine bella, umile, casta, paziente, amorosa, per volere di Dio Immacolata, per volere suo fedele alla Grazia, Dio decretò:  “Tu non morrai, non può morire Colei che ha dato alla terra la Vita”, ma anzi per aver dato il Frutto del tuo seno, per averlo dato onde fosse colto, preso, mangiato e spremuto, Pane, Vino, Sangue, Redentore, si apriranno i tuoi occhi e sarai come Dio avendo la conoscenza del Bene e del Male, per amare e insegnare ad amare, mirabile Maestra, il primo, e per combattere con le tue armi il secondo.
Se non fosse per le cure di Maria, per le preghiere di Maria, la razza umana non sarebbe più.
L’avrei cancellata perché veramente il vostro vivere ha toccato il profondo del Male e la Giustizia è ferita, e la Pazienza è colmata, e la punizione è pronta; ma c’è Maria che vi ripara con il suo manto, e se io posso, con un volger di sguardo, far prostrare il Paradiso e tremare gli astri, non posso nulla contro mia Madre.
Sono il suo Dio, ma sono sempre il suo Bambino.

Su quel Cuore mi sono riposato nel primo sonno d’infante e nell’ultimo della morte, e di quel Cuore so tutti i segreti.
So, dunque, che punirvi sarebbe dare un trafiggente dolore alla Madre del genere umano, alla Madre vera, che sempre spera potervi condurre al Figlio suo.
Sono il suo Dio ma Ella è mia Madre ed Io perfetto in tutto, vi sono Maestro anche in questo: nell’amore per la Madre.
A chi ancora crede, nel mondo, Io dico: “La salvezza del mondo è in Maria”.

Maria Valtorta, Diari