mercoledì 19 gennaio 2022

il figlio velato

E' considerato uno degli scultori più importanti al mondo, malgrado la giovane età.

E' italiano e recentemente ha deciso di stabilire il suo studio a Napoli, nel quartiere Sanità, all'interno di una delle tante chiese ormai chiuse al pubblico, quella di sant'Aspreno ai Crociferi.

Il suo nome è Jago, al secolo Jacopo Cardillo da Frosinone.

Una delle sue opere più celebrate si chiama il figlio velato ed ha tratto ispirazione dal più famoso capolavoro collocato nella cappella di San Severo.

Riproduce un bimbo disteso per terra, il volto leggermente di profilo, gli occhi che si intravedono chiusi nonostante il velo leggero copra tutto il corpo, lasciando scoperta solo una mano, inerme.

Nell'intenzione dell'artista l'opera rappresenta l'immagine dell'infanzia vilipesa ed oltraggiata dall'egoismo del mondo contemporaneo: icona di tutti i bambini vittime innocenti della crudeltà umana.

Jago è anche un grande comunicatore: basta vedere uno dei tanti video in cui si racconta per comprendere che la sua arte è espressione di un pensiero profondo e innovativo.

Personalmente la sua opera che apprezzo di più è Muscolo Minerale, che riproduce un cuore all'interno di un blocco di marmo da lui raccolto sulla sponda di un fiume, quando, all'inizio della sua carriera, non avendo mezzi economici per comprare il marmo, si riforniva degli scarti abbandonati sul greto del fiume.

Mi sembra bellissimo il contrasto tra il blocco di marmo grezzo ed il cuore finemente scolpito all'interno: immagine perfetta di come anche i materiali più infimi (compresi quelli umani) possano nascondere al loro interno meraviglie insospettate.




martedì 28 dicembre 2021

la strage degli innocenti

C'è un solo nemico che dobbiamo temere e questo nemico si chiama superbia.

Non esiste cosa più pericolosa al mondo, perché ci fa perdere il contatto con la realtà. 

Ogni volta che perdiamo contatto con ciò che realmente siamo e con la realtà che ci circonda generiamo disastri.

La strage degli innocenti che oggi ricordiamo, e che si ripete ogni volta che i potenti della terra perdono il contatto con la realtà, nasce da questo delirio di onnipotenza.

Non si spiega diversamente la folle idea concepita da Erode che si è ripresentata in ogni epoca della storia: arrivare ad uccidere Dio.

Come si può concepire un'idea simile?

Se quel bambino nato in una grotta della Palestina fosse stato un bambino qualunque allora era inutile tanto spargimento di sangue innocente.

Ma se quel fanciullo apparentemente così indifeso era realmente il Dio bambino come poteva Erode pensare di ucciderlo?

Uno dei personaggi più significativi di tutta la sacra scrittura è sconosciuto ai più e risponde al nome di Gamaliele; era un grande Rabbi di Israele, maestro di san Paolo, e pur non avendo aderito subito al cristianesimo possedeva una dote che gli altri farisei ignoravano: il buon senso, che gli consentiva di non perdere mai il contatto con la realtà.

Ebbene, questo personaggio pronuncia una sola frase nel Nuovo Testamento, ma è una frase decisiva.

Quando, dopo la morte e resurrezione di Cristo, il Sinedrio arresta e processa gli Apostoli colpevoli di continuare a diffondere la dottrina cristiana, Gamaliele interviene e pronuncia poche e semplici parole che dovrebbero essere ascoltate da tutti gli Erodi contemporanei:

"non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria è di origine umana verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli. Non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio"; Atti degli Apostoli, 5, 38-39.

Se queste poche parole fossero realmente comprese in questa continua lotta tra il bene e il male a cui dobbiamo partecipare ogni giorno, quante tragedie inutili anche oggi si potrebbero davvero evitare.

mercoledì 24 novembre 2021

La casa degli sguardi

Era già da un po' di tempo che volevo leggere questo libro di Daniele Mencarelli.

Mi affascinava soprattutto la sua storia, così dolorosa e autentica, storia di una vera e propria resurrezione.

Il libro racconta la sua vicenda umana di giovane poeta segnato da “una malattia invisibile all’altezza del cuore e del cervello", a causa della quale precipita in un buio sempre più profondo, cercando nell’alcool di dimenticare il vuoto che lo assedia.

"Non ho Dio tra i miei amici, l’ho cercato spesso, forse nei momenti, nei luoghi sbagliati, ma ne sento la mano, nella bellezza delle cose, negli interrogativi che l’amore mi fa piangere. C’entra anche lui con il mio velocissimo declino. Non so quanti ce ne siano in circolazione, appartengo alla categoria di quelli che lo vedono nella maestà delle cose senza sentirne il calore nel cuore. Una cosa infame".

Ad un certo punto, pur di alleviare in qualche modo il dolore che la sua situazione arreca alle persone care, si decide a cercare un lavoro: il 3 marzo 1999 firma un contratto con una cooperativa di pulizie per prestare il suo servizio all’ospedale pediatrico del Bambin Gesù di Roma.

Inizia così per Daniele un cammino che lo condurrà a ritrovare se stesso, seppur attraverso continue ricadute e rinascite.

Il punto di svolta è rappresentato dal contatto con il dolore dei bambini che incontra in ospedale, li vede soffrire e morire e questo lo segna profondamente.

Di fronte a questo dramma si alza potente il suo grido al cielo, a cui rivolge la grande domanda: qual'è il senso di tanto soffrire?

«Io non sapevo che i bambini morissero, sì, muoiono, ma non così, come quello scandalo di bellezza e infanzia sfinita ai miei piedi».

La risposta gli arriva attraverso un incontro, un gesto d’amore che vede all’ospedale: una suora che bacia il viso piagato di un bambino.

In quel gesto Daniele coglie che non serve spiegare il perché del dolore, ci vuole qualcuno che lo sappia comprendere e portare: questo cambia la sua vita.

"Non serve capire, comprendere.
Serve accogliere l’umano con tutta la forza che ci è concessa.
Arrivare alla bellezza che non conosce disfacimento, nucleo primo e inviolabile.
Fronteggiare l’orrore per sfondarlo. Ecco il primato d’amore che ho visto negli occhi di quella suora".

La casa degli sguardi è un libro da non perdere perché indica il cammino che ogni uomo deve percorrere per trovare il senso della propria vita, e spesso il senso lo troviamo proprio in un incontro più che in mille bei ragionamenti: "basta osservare con cura, farsi portare nella vita degli altri".

Questo libro è imperdibile anche perché è poetico nella sua drammaticità, spietato ma vero e struggente, scritto con parole che incantano. 

"Tutto quello che ha preso la mia vita e l’ha rivoltata è dentro l’ospedale. Un grammo alla volta, arto dopo arto, fino al cuore, il cervello. Quando penso a tutti gli incontri, le esperienze, l’aberrazione e l’incanto dentro ogni singolo istante. E la moltitudine di parole che mi viaggia nella mente. Io sono già rinato. Il primo giorno che ho messo piede al Bambino Gesù".


mercoledì 27 ottobre 2021

In cerca del miracolo

Cominciamo dal principio.

All'inizio della settimana scorsa uscendo di casa come al solito per andare a lavoro passo davanti a dei cassonetti dell'immondizia sul cui coperchio è appoggiata una scatola piena di dischi formato cd.

Vi ho già parlato della mia passione per la musica qua e quindi non potevo certo passare oltre senza dare un'occhiata: dentro la scatola ci sono circa una cinquantina di cd sconosciuti ai più, me compreso, tranne il caso di un cantautore veronese che conosco perché fa il mio stesso mestiere.

Decido di prenderne una decina dopo una veloce selezione, confidando sul mio intuito, dal momento che tutti non riesco a trasportarli.

Qualche giorno dopo comincio ad ascoltarne qualcuno e rimango estasiato: avete presente il disco che avreste voluto scrivere e suonare voi? Esattamente quello!!!

Ne ascolto un secondo e la magia come per incanto si ripete al punto che, trascinato da una curiosità irrefrenabile, ascolto il terzo e non riesco a credere alle mie orecchie!!!

Mi sorge allora spontanea una domanda: chi è il soggetto che ha voluto disfarsi di tali capolavori? e perché?

Ma il bello deve ancora venire.

Il terzo disco è di una cantautrice veneta che si chiama Vanessa Tagliabue Yorke che fa prevalentemente musica sperimentale vagamente free jazz, con una passione per la ricerca non solo sonora ma anche letteraria.

Il disco si chiama "Controdanza" ed è ispirato alla poetica di un artista olandese attivo negli anni settanta: Bas Jan Ader, scomparso misteriosamente in mare durante una performance che lui stesso intitolò "in cerca del miracolo": Vanessa confessa che ha lavorato a questo album "nel desiderio di comprenderlo, seguirlo e dargli un ultimo appassionato addio sulla soglia di quel punto remotissimo dove nessuno può trovarsi se non in solitudine".

"Uomo isolato davanti all'infinito, entro la propria particolare soglia di umanità, profondissima, si dirige deciso e semplice verso il miracolo, usando la sua stessa vita come materia prima della sua opera: ha preso la sua esistenza e l'ha coinvolta dirigendosi al cuore del significato".

A questo punto non posso fare a meno di scoprire qualcosa di più su questo misterioso personaggio e vado a vedere alcune delle sue perfomance nel video che segue e mi assale una profonda inquietudine.

E' come se l'artista cerchi disperatamente una via d'uscita dalla normalità della vita quotidiana, provocando un evento che rompa la monotonia dei giorni sempre uguali.

Nell'ultima impresa parte su una barchetta per un viaggio impossibile, da Cape Cod nel Massachussets alla volta dell'Olanda, dove non arriva mai: il suo corpo non viene mai ritrovato: è stato un suicidio premeditato? ha voluto far perdere le sue tracce o ha atteso veramente un improbabile miracolo?

Non lo sappiamo: quello che sappiamo è che alcuni vanno alla ricerca di miracoli imbarcandosi in viaggi impossibili da un capo all'altro del mondo; altri escono di casa e lo trovano abbandonato su un cassonetto della spazzatura!!!

La vita è veramente un mistero 

sabato 25 settembre 2021

le tele degli angeli

Marco nasce il 2 agosto del 1982.

Ha un grave deficit uditivo ma nessuno se ne accorge perché legge le labbra di quelli che gli parlano.

Nonostante riesca a comunicare con gli altri a scuola viene emarginato dai compagni perché non appare "normale" e i professori lo giudicano ritardato mentale.

All'età di 15 anni sua nonna scopre la sordità del nipote perché un giorno suona il telefono in casa e Marco che ce l'aveva accanto resta impassibile.

L'anziana donna si convince allora che suo nipote ha un talento nascosto che gli ha consentito di comunicare col mondo esterno senza che nessuno si accorgesse del suo handicap e gli compra un pianoforte iscrivendolo al conservatorio.

Poi la nonna muore e con lei svaniscono anche i sogni del nipote che si perde in un dolore inconsolabile, cominciando ad ingrassare in maniera patologica: 50 chili in un anno.

Il 26 luglio del 2006 la svolta della sua vita: alle 23,30 il suo cuore si ferma per 15 lunghi minuti al punto che i medici, malgrado tutti gli sforzi per rianimarlo, si rassegnano alla sua inevitabile dipartita.

In quei minuti però accade qualcosa di misterioso che lui stesso racconta: "mi sono ritrovato un bimbo davanti a me con una clessidra che mi dice che ho 15 minuti per decidere cosa voglio fare; io gli dico che sono un pianista ma lui mi dice che devo essere un pittore e che mi dovrò chiamare Marck Art. Lo guardo e accanto a lui vedo spuntare angeli bellissimi. Quando mi lasciano io riapro gli occhi e rinasco..."

La prima cosa che fa è chiedere ai genitori una tavolozza per dipingere e da allora non ha più smesso: "mi guidano gli angeli" afferma, confessando che lui di arte non ha mai capito niente.

Lo scoprono i marchesi Berlingieri, collezionisti di alto profilo, che per lui aprono i saloni di palazzo Mazzarino a Palermo per esporre.

Nel 2014 incontra casualmente Vittorio Sgarbi il quale vede le sue opere e rimane folgorato, paragonandolo a Pollock, vertice di un espressionismo astratto di qualità: comincia allora ad essere conosciuto in tutti gli ambienti dell'arte contemporanea che contano.

"Sono gli angeli che mi dicono cosa creare...li vedo sempre attorno a me", afferma a più riprese.

Che i suoi dipinti piacciano o no ho il presentimento che sentiremo parlare ancora  a lungo di Marck Art, al secolo Marco Urso, il pittore degli angeli.






lunedì 30 agosto 2021

Mete elevate

Qualche settimana fa sono passato dalla costiera amalfitana per fare un bagno "come Dio comanda" e ne ho approfittato per rivedere alcune perle di questa terra benedetta dal creatore. 

Arrivato a Ravello, famosa per l'eccezionale panorama su tutto il golfo che offrono i suoi "balconi", ho scoperto "i concerti all'alba" a cui si può assistere alle 5 del mattino dall'alto della terrazza più bella del mondo.

Nell'ambito della rassegna musicale che si svolge tutti gli anni nel mese di agosto a Ravello, infatti, l'evento più suggestivo è questo concerto che si svolge all'alba sulla terrazza di villa Rufolo, al modico prezzo di 50 euro a persona; mi sono chiesto allora quanti potevano essere gli eroi che si sarebbero svegliati alle 4 del mattino disposti a pagare anche un biglietto così salato.

Ho scoperto però che i posti sono sempre tutti esauriti.

Questa circostanza mi ha indotto a fare questa riflessione: quando si offrono mete elevate alla gente, le persone sono disposte a fare qualsiasi sacrificio per raggiungerle, mentre se si chiede poco si ottiene ancora di meno.

Credo che questo discorso valga soprattutto per i giovani: si dice spesso che non sono più disposti al sacrificio come lo erano i giovani di una volta, ma sono convinto che se gli si offrono mete elevate, per il cui raggiungimento vale la pena sacrificarsi, facendo loro gustare tutta la bellezza che comporta la conquista di un bene arduo, la risposta ci stupirà!!!