La razza umana è solo una schiuma chimica su un pianeta di dimensioni irrilevanti?
In questo modo ha definito l'umanità il famoso astrofisico Stephen Hawking.
La fisica moderna, però, sembra dimostrare il contrario.
Gli studi più recenti, infatti, conducono alla conclusione secondo cui le costanti fondamentali del cosmo appaiono perfettamente e finemente calibrate in modo che nell'universo venisse alla luce la vita umana.
E' l'affermazione del cosiddetto principio antropico, che autorizza a ritenere che i punti chiave dei fattori fondamentali operanti nell'universo (forza di gravità, campi elettromagnetici e interazioni nucleari) possiedono valori straordinariamente adatti alla vita, tanto che se avessero avuto anche solo una infinitesima parte di consistenza diversa in percentuale sarebbe stato impossibile vivere sulla terra.
L'esempio più lampante è quello che riguarda l'origine dell'universo, mediante l'esplosione primordiale che gli scienziati chiamano Big Bang: anche un cambiamento infinitesimale dei valori chimici ed elettromagnetici di tale esplosione avrebbe precluso la vita.
E' una acquisizione che ha portato molti fisici, astronomi e matematici ad interrogarsi nuovamente sulla "specialità" della Terra e li ha condotti ad ipotizzare un origine ideata da una sorta di intelligenza superiore, poiché attribuire tale "straordinarietà" al caso fortuito sarebbe credere ad un miracolo ancora maggiore rispetto a quello operato da una mente ordinatrice.
Risulta più plausibile, dunque, anche dal punto di vista logico, pensare che l'universo, lungi dall'essere il frutto di incidenti casuali, sia stato perfettamente "messo a punto" per favorire la vita sulla terra.
Il video che segue spiega brevemente questo principio.


