giovedì 6 marzo 2014

comunicato stampa

Mi chiamo Linda e questo comunicato che leggete è per rendervi partecipi del mio cambiamento di vita. Da domani inizierò un percorso psichico e biologico per diventare una mela.

Non mi sono mai sentita donna. Appena sono nata, i miei genitori naturali mi hanno abbandonata. Mi misero in una cassetta di legno e mi lasciarono sotto un albero vicino ad una casa in campagna.


La mia mamma adottiva vendeva frutta e verdura. Mi portava sempre con sé al lavoro. Mi metteva tra le cassette di mele e diceva a tutti: “Guardate che bella la mia bambina?! L’ho trovata sotto un albero! E’ rotonda come una mela!”. Le signore più entusiaste mi mordevano ghiottamente le guanciotte rosate facendomi piangere, ma per loro non erano lacrime, bensì rugiada.


Non sono andata a scuola, ma appena ho imparato a leggere, ho scoperto che nelle storie, le mele sono sempre importanti.


Una volta mi innamorai di un ragazzino. Entrava ogni mattina in negozio e comprava una mela per fare merenda. Un giorno mentre gli porgevo il frutto lo prese dalla mie mani, lo baciò e me lo restituì. Scappò via! Non l’ho più rivisto. 


Forse da allora ho voluto cambiare.


Non sarà facile diventare una mela, anche se sono bassina e rotondetta. Il percorso sarà lungo: dovrò bere molto. Inoltre mi inseriranno una valvoletta nel fianco per soffiarmi dentro del gas. Mi gonfieranno come un palloncino, ma piano piano, per non smagliare la buccia. Con un ciclo di dialisi mi sostituiranno il sangue con del succo di mela dolcissimo; mi nutrirò esclusivamente con barbabietole e cheratina così da diventare tutta rossa e con la scorza dura.


A coloro che sono contrari alla mia scelta dico: lasciatemi libera di essere me stessa! Non importa se sono nata donna, ciò che conta veramente è quello che mi sento di essere. A chi dice che non sarò mai una mela perché non avrò mai i semini neri e nemmeno un torsolo, beh io dico: siete dei razzisti!


Scrivo ai giornalisti: non dovranno dire che ero donna e mi chiamavo Linda, ma soltanto che sono una mela! Questo comunicato è per loro, perché rispettino la mia decisione e non mi feriscano con le loro parole affilate come coltelli. Sono ancora acerba per essere sbucciata ed affettata, ma spero arrivi presto anche per me, il momento di essere finalmente desiderata e gustata.


Con il mio esempio spero di dare coraggio a tutti coloro che desiderano essere una mela, una banana, una fico, una pesca, un’albicocca, una pera, un mirtillo o una fragola. Sono con voi. Viva la frutta e abbasso le mele marce!


Con tanta dolcezza!                                
Linda

(tratto da//eliseodeldeserto.blogspot.it/2013/12/comunicato-stampa-di-linda-lamela.html)

domenica 16 febbraio 2014

hold me close...

Stay tonight
We’ll watch the full moon rising
Hold on tight
The sky is breaking
I don’t ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking
I don’t ever want to be alone
With all my darkest dreaming
Hold me close
The sky is breaking






giovedì 6 febbraio 2014

per palpito di carità



Quando da bambino ho scoperto come si facevano i figli sono rimasto traumatizzato.
Non mi sarei mai aspettato una cosa così violenta, quasi animalesca.
Nella mia ottica fanciullesca mi è sembrata una pratica barbara, indegna di un essere umano e per molti giorni ho guardato incredulo a quelle persone, soprattutto parenti, che reputavo più educati ed eleganti chiedendomi come era possibile che anche loro avessero potuto fare i figli a quel modo!
E quella mia zia, poi, così fine e graziosa: anche lei…come ha potuto!
Ho compreso, allora, che c’era qualcosa che non andava nella natura umana; una profonda contraddizione inscritta nella carne conduceva l’uomo a commettere atti ai limiti dell’umano.
Qualcosa non era andato per il verso giusto!
Ma cosa diavolo era successo?
E poi perché nessuno si ribellava a quella barbarie?
Perché tutti la consideravano una pratica normale, qualcosa di “naturale” e finanche piacevole?
Non riuscivo a trovarvi niente di naturale o piacevole in quello spargimento di sangue.
Una volta adolescente ho capito poi perché la cosa poteva riuscire addirittura piacevole, ma non mi è mai scomparsa del tutto l’impressione che fosse una operazione del tutto “innaturale”.


Anni dopo, leggendo un’autrice che ha scritto una vita di Cristo così come Lui stesso l’avrebbe rivelata (Maria Valtorta) sono rimasto davvero sorpreso nel leggere il brano in cui il Signore descrive come l’uomo è arrivato a concepire i figli in quel modo:
"Dio aveva detto all'uomo e alla donna 'conoscete tutte le leggi ed i misteri del creato: ma non vogliate usurparmi il diritto di essere il Creatore dell'uomo. A propagare la stirpe umana basterà il mio amore che circolerà in voi, e senza contatto di senso ma per solo palpito di carità susciterà i nuovi Adami della stirpe.
Tutto vi dono. Solo mi serbo questo mistero della formazione dell'uomo.....Se foste stati fedeli a Dio, avreste avuto la gioia dei figli, santamente, senza dolore".
Prima della caduta, allora, i figli nascevano soltanto se l'uomo e la donna si amavano davvero, e ciò avveniva soltanto nel momento in cui i loro cuori suscitavano quel palpito di carità in grado di meritare un figlio.
Tutti i figli nascevano dall'amore; non c'erano bambini indesiderati, e se non c'era amore non arrivavano i figli: vi rendete conto di quanti problemi non avrebbero afflitto la terra se le cose fossero rimaste così?

mercoledì 29 gennaio 2014

Jesus blood never failed



"Nel 1971 mentre vivevo a Londra, stavo lavorando con un amico, Alan Power, intorno a un film sulla gente che viveva sulla strada nella zona attorno a Elephant and Castle e la stazione Waterloo.
Quando erano ripresi, alcuni si mettevano a cantare canzoni da ubriachi – qualche volta pezzi di opere, qualche volta ballate sentimentali – e uno di loro, uno che in realtà non beveva, cantò una canzone religiosa, “Jesus’ Blood Never Failed Me Yet” (il sangue di Gesù non mi ha mai tradito).
Questo pezzo alla fine non fu usato nel film e tutte le parti inutilizzate del nastro mi furono consegnate, compresa questa. Quando la suonai a casa, scoprii che il canto di quell’uomo era in tono col mio piano, e improvvisai un breve acccompagnamento.
Notai anche che la prima sezione della canzone – 13 battute in lunghezza – formava un efficace loop che si ripeteva in modo sottilmente imprevedibile.
Portai il nastro a Leicester, dove lavoravo nella Facoltà di Belle Arti, e copiai il loop in una bobina continua, pensando di aggiungerci magari un accompagnamento orchestrale.
La porta della sala di registrazione dava su una dei grandi laboratori di pittura e lasciai il nastro a copiare con la porta aperta mentre uscivo per un caffè. Tornando trovai la sala, che normalmente è molto animata, calma in modo innaturale.
La gente si muoveva molto più lentamente del solito e alcuni stavano seduti da soli, piangevano in silenzio.
Mi stupii, e poi mi accorsi che il nastro stava ancora suonando, e che tutti si erano commossi a sentire quell’uomo cantare.
Questo mi convinse del potere emotivo della musica e delle possibilità aperte con l’aggiunta di un semplice, anche se gradualmente in crescendo, accompagnamento orchestrale che rispetti la nobiltà e la fede semplice del vagabondo.
Sebbene sia morto prima di poter ascoltare quello che avevo composto con il suo canto, il pezzo rimane un’eloquente, anche se contenuta, testimonianza del suo spirito e del suo ottimismo".    Gavin Bryars

A questo punto Gavin decide di orchestrare il brano lasciando però sempre in ripetizione la stessa frase. “Jesus Blood never failed me yet, there's one thing I know, cause he loves me so...“, ed il suo arrangiamento si unisce delicatamente alla voce del barbone in un rispettoso crescendo, accostando ora i quartetti d’archi ora l’intera orchestra e verso la fine, prima di lasciare di nuovo la voce solitaria, se ne unisce un’altra, quella di Tom Waits.



venerdì 24 gennaio 2014

il peggio è passato

gennaio è sconfitto
ed il sole è tornato a splendere
in fondo la vita è più bella di quanto sembri...


venerdì 17 gennaio 2014

vulnerabile

Amare significa, in ogni caso essere vulnerabile.
Qualunque sia la cosa che vi è cara, il vostro cuore prima o poi avrà a soffrire per causa sua, e magari anche a spezzarsi.
Se volete avere la certezza che esso rimanga intatto, non donatelo a nessuno, nemmeno a un animale.
Proteggetelo avvolgendolo con cura in passatempi e piccoli lussi; evitate ogni tipo di coinvolgimento; chiudetelo col lucchetto nello scrigno, o nella bara, del vostro egoismo.
Ma in quello scrigno-al sicuro, nel buio, immobile, sotto vuoto-esso cambierà: non si spezzerà; diventerà infrangibile, impenetrabile, irredimibile.
L’alternativa al rischio di una tragedia, è la dannazione.
L’unico posto, oltre al cielo, dove potrete stare perfettamente al sicuro da tutti i pericoli e i turbamenti dell’amore è l’inferno. 
 
C. S. Lewis – I quattro Amori
 
Grazie Signore per avermi donato un cuore vulnerabile; custodiscilo nelle tue mani misericordiose, perchè non abbia mai a conoscere il gelo dell'indifferenza!!!

martedì 10 dicembre 2013

chi siamo veramente

Da tempo, voi lo sapete, mi stavo chiedendo chi sono veramente, dal momento che quello che sono stato lo so già; quello che sarò posso soltanto immaginarlo e continuare a costruirlo, ma quello che sono era per me ancora un mistero.
Come tutti voi, infatti, anch'io sono stato qualcuno in qualcosa e sono stato qualcosa per qualcuno, ma questo non mi bastava: il mio cuore era ancora insoddisfatto.
Si smette presto, infatti, di essere qualcuno in qualcosa: si impiega più o meno tempo ma alla fine si diventa vecchi per tutto.
Si smette anche di essere qualcosa per qualcuno: la nostra capacità di amare è limitata ed il nostro cuore fa molta fatica ad essere fedele.
Preso dallo sconforto, ho cominciato a cercare dentro e fuori di me la risposta agli aneliti più profondi del mio cuore e, quando ormai già temevo di aver perso ogni speranza, ecco che ho letto qualcosa che mi ha sconvolto: "Ogni creatura spirituale è voluta come termine immediato dell'amore creatore; è stata voluta e amata da Dio per sé stessa. Per questo l'individuo di natura razionale riceve un nome specifico, quello di persona, che ne esprime la dignità.
La creatura spirituale è partecipe dell'essere divino in modo più elevato delle altre: ha come tutte l'essere da Dio, ma lo ha perennemente, e non solo in funzione del resto del creato, bensì per sé stessa".
Ogni uomo è solo ma nessun uomo è inutile.
Nessuno viene all'esistenza per caso; questa verità illumina un'esperienza fondamentale per ogni uomo: la coscienza della propria dignità, il suo essere per tutta l'eternità come qualcuno davanti a Dio e per sempre e la necessità di essere amato per sé stesso, altrimenti si considera sventurato.
Essere per tutta l'eternità qualcuno davanti a Dio e per sempre: ma vi rendete conto di cosa significhi questo???
Adesso che ci penso mi accorgo che, sin da piccolo, ho sempre provato questa sensazione; sono sempre stato consapevole del fatto che "lassù qualcuno mi ama". Ho sempre percepito che Egli mi ama con amore esclusivo: come se esistessi soltanto io sulla terra; come sia possibile questo è un mistero ma io lo sento. Adesso so finalmente chi sono
Ho scoperto di essere ancora qualcuno
Qualcuno davanti a Lui e per sempre
Essere unico ed irripetibile ai Suoi occhi
Unico ed irripetibile per sempre
Il mio essere unico ed irripetibile è eterno
E questo sì che appaga il mio cuore
Adesso so finalmente chi sono
Non uno qualsiasi ma qualcuno e per sempre, per sempre, per sempre
Solo una grande certezza come questa mi consente di alzarmi dal letto la mattina.