venerdì 19 febbraio 2021

il mistero della IV egloga

Com'è possibile che un poeta "pagano" abbia potuto profetizzare la nascita e la missione di Cristo?

Nella IV egloga delle Bucoliche, infatti, il poeta latino Virgilio (70-19 a.c.) compone dei versi che la tradizione cristiana ha indicato come profetici.

Riprendendo un oracolo pronunciato dalla Sibilla di Cuma, Virgilio cita una vergine e descrive la nascita "dal cielo di una nuova progenie": un bambino "cara prole degli dei" che instaura un periodo di pace per il mondo, e sotto la sua guida scompaiono "le tracce della nostra colpa".

Qual'è allora la chiave del mistero?

Cominciamo col dire che Virgilio ebbe una fortuna immensa: nessun autore latino ha goduto della sua notorietà: non a caso Dante lo sceglie come guida nella Divina Commedia.

Il sommo poeta scopre, infatti, nell'Eneide una sintesi mirabile tra i valori dell'umanesimo classico e quelli del cristianesimo a lui tanto cari.

La raffigurazione di Enea che fugge da Ilio in fiamme verso una nuova patria con il vecchio padre Anchise in spalla e il figlio Ascanio, esprime un valore nuovo nel panorama letterario classico, quello della "Pietas", qualcosa di sorprendentemente cristiano: "omnia vincit amor" (Ecl. 10,79).

Per questo Virgilio ha affascinato moltissimi poeti moderni, da Petrarca a Boccaccio, da Ariosto ad Eliot, che hanno alimentato la fama di profeta che già circondava la sua tomba, a Napoli, di infinite leggende, tanto che un altro grande poeta, Leopardi, volle essere sepolto accanto a lui.

Com'è possibile, dunque, che un pagano abbia potuto profetizzare l'avvento dell'era cristiana?

Sembra che la risposta stia nella condotta di vita di Virgilio, consacrata unicamente alla ricerca della "Sapienza"; il poeta infatti conduceva una vita sobria e modesta, amava la solitudine ed evitava accuratamente orge e gozzoviglie, tanto di moda all'epoca.

Amava tanto una vita tranquilla e senza eccessi che quando Ottaviano Augusto gli offrì i beni di un uomo condannato all'esilio, egli li rifiutò.

Virgilio fu realmente, quindi, quello che oggi chiameremmo un santo, seppur precristiano, e perciò possedette tutti i carismi dell'uomo di Dio, anche quello della profezia.





lunedì 8 febbraio 2021

la violinista

Volevo vivere una storia d'amore che avesse un tono musicale.

Cercavo quella sillaba, la più sospirata da ogni innamorato, la più desiderata: da ogni innamorata.

Cercavo tra gli spartiti un SI. Mi capitò un bemolle.

Lo presi fra le dita cercando di non fargli male.

Con dolcezza lo adagiai in una scatola e per metterlo a suo agio, attaccai un bequadro sulla parete di cartone.

Forai il coperchio perché entrasse aria e quando, dopo giorni di nutrimento a solfeggi e scale lui iniziò a fidarsi di me - lo lasciai libero nella mia casa.

Cresceva a vista d'occhio, anche se raramente, per timidezza, si mostrava a occhio nudo.

Intonava solfeggi monotòni per compiacermi. Alternando-SI con altri SI.

Mi sembrava felice. E forse lo era davvero.

Nutriva la mia anima di eteree astrusità; fingeva di cadere nella vasca di Pesce Rosso mentre era Pesce che curioso, attratto da quella melodia, si avvicinava al bordo della vasca, per poterlo sentire più forte.

Si librava in aria fingendo di volare, mentre era solo la pala del ventilatore, che soffiando aria fresca, lo sbalzava sul soffitto.

Erano giorni idilliaci, d'amore, non fosse altro che l'amore ha bisogno di note.

Di note molto cupe, a volte, come il DO profondo - di un de profundis.

Perché si sa che l'amore giace quando un sì tace.

La mancanza di dialogo incrina. Il nostro rapporto aveva bisogno di una scossa, salii di una ottava e un SI troppo acuto, frantumò la vasca di Pesce Rosso che finì a terra boccheggiando.

Fu la nota  che fece traboccare il vaso.

Decidemmo di suonare, tentando di dimenticare.

Il destino volle che nel mezzo di un vibrato un MI cadesse dall’archetto.

SI accorse e fra le sue braccia lo accolse.
Fu un istante e la loro perfetta sintonia, mi travolse.
Li udivo alternarsi in oziosi solfeggi. Volteggiare in Fortepiano fra Accenti e Sincopi.
Una Pausa e tra noi fu il silenzio.
Non riuscivo a tollerare il loro incontrarsi tra le mie corde.
Furono giorni sempre più difficili, impossibile suonare senza di loro.
SI era esaurito - il nostro tempo era morto.
Mi diressi, con passo rapido e ben disteso, dall'analista che mi fece entrare nel suo studio e, indicandomi il lettino, esclamò:
- SI sdrai. MI dica.
Delusa dalla sua mancanza di tatto, rimasi in silenzio molto a lungo. Forse troppo a lungo.
Quando mi voltai verso di lui, lo vidi addormentato sulla poltrona.
Lo coprii d'insulti così che non prendesse freddo, e me ne andai.


Questo brano splendido, espressione di sintesi geniale tra poesia e prosa, è tratto dal blog: L'Isola di E'riu della mia amica Antonella, le cui parole sovente fanno vibrare il mio cuore!!!

https://amaremareedamore.blogspot.com/2021/02/la-violinista.html

venerdì 5 febbraio 2021

Una donna speciale

Una delle mie canzoni preferite degli anni 80 si chiamava "Pregherei" e vinse il Festivalbar del 1988.

Era cantata da Scialpi e da una ragazza bellissima di nome Scarlett Von Wollenmann.
Qualche tempo fa sono andato a vedere cosa ne era stato di lei ed ho scoperto qualcosa che non mi aspettavo.
All'apice del successo la sua carriera artistica si è interrotta bruscamente in una giornata qualunque a causa di un incidente automobilistico che la fa andare in coma e le procura gravi conseguenze fisiche, costringendola a vivere su una sedia a rotelle.

Scarlett chiude con il mondo dello spettacolo e, dopo alcuni anni trascorsi tra sofferenze indicibili, sballottata tra ospedali e cliniche di riabilitazione, scopre un universo insospettato, quello della solidarietà, che le ridà la vita.

Con l’aiuto dell’Unitalsi riesce ad andare a Lourdes ed a cantare davanti a migliaia di persone nelle sue stesse condizioni.

Con lei sul palco c'è Riccardo Cocciante, tra i pochi amici che non l'hanno mai abbandonata. ”Mi sono fatta desiderare un po’ troppo..ma qui è tutto così diverso…qui a Lourdes tutto è possibile" commenta.

Ed ancora ”Se un anno fa qualcuno mi avesse detto che avrei avuto soltanto un quarto dei problemi che sopporto oggi, avrei risposto: meglio morire. Invece, ad un certo punto dentro di te succede qualcosa. Non so cosa: la fede, l’amore, la speranza, Dio. Direttamente dalla tua anima viene fuori una forza straordinaria. E capisci che anche questa e’ la vita, che devi andare avanti. Perche’ se sono rimasta in vita ci sara’ un motivo. Ci deve essere. E quel motivo voglio scoprirlo. E, credetemi, sono una ragazza testarda”.

“Sono paraplegica, tetraplegica, incompleta. Soffro. Per lenire i miei dolori ho provato di tutto: dall’ aspirina alla morfina. Ma io non mi arrendo, non dobbiamo arrenderci".

Il video che segue è dell’11 febbraio del 2000, quando partecipa al Concerto del Giubileo degli Ammalati cantando davanti a Sua Santità Giovanni Paolo II con Riccardo Cocciante, dopo una breve testimonianza della sua rinascita.

Adesso Scarlett ti trovo ancora più bella...





lunedì 1 febbraio 2021

oltre la morte

Un miliardario di Las Vegas, Robert Bigelow, offre quasi un milione di dollari di ricompensa a chiunque riesca a fornire la prova della vita oltre la morte.

Per poter beneficiare dell'enorme premio, i partecipanti devono presentare domanda entro il 28 febbraio e mostrare un curriculum di almeno cinque anni di studio nel campo d'indagine.

ll sito web dell'istituto che gestisce il concorso afferma che è stato fondato "per supportare la ricerca sulla sopravvivenza della coscienza umana dopo la morte fisica e, sulla base dei dati di tali studi, sulla natura dell'aldilà".

Servono prove concrete "che ci portino oltre la religione o la filosofia e forniscano un corpus di conoscenze da portare ampiamente nell'arena pubblica che potrebbe essere unificante nel suo impatto sulla consapevolezza e sulla cultura umana".

L'interesse di Bigelow per questi temi si è sviluppato per la prima volta dopo la morte per suicidio del figlio di 24 anni Rod Lee, avvenuta nel 1992, a cui è seguito il suicidio del nipote nel 2011 e la recente morte della moglie a causa di un tumore. 

Non nascondo che sarei molto interessato a conoscere le prove che i partecipanti al concorso presenteranno per accaparrarsi l'ambito premio, anche se nutro forti dubbi sul fatto che tali prove esistano.

Ogni volta che qualcuno ha cercato di dimostrare l'evidenza ad occhi umani di una realtà soprannaturale è andato sempre incontro ad un sicuro fallimento.

Forse sarebbe stato più felice il nostro miliardario se avesse rivolto l'attenzione ai problemi della vita sulla terra, piuttosto che svolgere unitili indagini sulla vita oltre la morte.


venerdì 22 gennaio 2021

Vi ricorda qualcosa?

Avete già sentito parlare della Laminina?

Si tratta di una proteina fibrosa, contenuta nella matrice extracellulare, svolge funzioni principalmente adesive, favorendo il congiungimento delle cellule epiteliali con la lamina basale.

Insomma, in termini del tutto profani, sarebbe il collante che tiene insieme tutta la struttura delle cellule che compongono il corpo degli esseri umani.

Il ruolo che svolge questa proteina è fondamentale anche nello sviluppo della psiche umana: è definita la "molecola della maturità" o la "proteina del giudizio", poiché è determinante nella fase del passaggio dall'adolescenza all'età della ragione, come ha dimostrato uno studio effettuato da alcuni scienziati dell'Università di Yale, secondo cui la Laminina avrebbe non solo il compito di organizzare le cellule in tessuti ma soprattutto quello di mettere ordine nelle sinapsi concitate degli adolescenti e "tranquillizzare" i neuroni agitati dei ragazzi.

Osservando la proteina al microscopio, infine, molti biochimici sono rimasti a bocca aperta: la sua conformazione tridimensionale infatti non sembra per nulla casuale.

Vi ricorda qualcosa?

lunedì 28 dicembre 2020

Viaggio nella vertigine

Ci sono dei libri che vengono a cercarti e ti chiedono di leggerli.

Viaggio nella vertigine di Evgenija Ginzburg è stato uno di questi: libro straordinario, uno dei più belli mai letti.

Nata a Mosca da famiglia ebraica, Evgenija Ginzburg (1904-1977), intellettuale di livello e docente universitaria, comincia giovanissima a occuparsi di politica.

Nel 1937, quando Stalin avvia il criminale processo di epurazione di quasi tutti i dirigenti del partito comunista, allo scopo di realizzare senza opposizione la sua folle dittatura, Evgenija viene processata per attività anti-rivoluzionaria e condannata a morte, pur essendo assolutamente innocente.

La pena viene poi commutata in una lunga detenzione ma Evgenija viene privata di tutto: marito, figli, lavoro, parenti e amici. Passa da un carcere all’altro, fino a giungere nelle terre più desolate della Siberia, dove passerà la maggior parte dei suoi dieci anni di prigionia.

Sottoposta ad interrogatori estenuanti (anche per sei giorni e sei notti ininterrottamente, senza dormire, bere e mangiare) al fine di indurla a firmare una dichiarazione falsa nella quale ammetta di aver svolto attività di opposizione al regime, si rifiuta eroicamente di andare contro la propria coscienza ed accusare ingiustamente altre persone.

Nel 1947 è una delle poche persone a cui è concessa la libertà; per essere riabilitata, tuttavia, dovrà attendere la morte di Stalin e il disgelo.

Il libro è una testimonianza incredibile dell’odissea di una donna che, mentre le cadono lentamente dagli occhi le scaglie dell’ideologia comunista, diventa capace di trarre insegnamento da ogni esperienza che attraversa, per quanto dolorosa e terribile possa essere.

Questo libro è prezioso per comprendere un'epoca cruciale per il destino dell'Europa.

Indimenticabili sono le pagine in cui la protagonista descrive l’estasi che prova quando torna a rivedere il cielo, dopo mesi di cella sotterranea; o la gioia che la prende quando legge per ventitré ore di seguito nella semioscurità, dopo un lunghissimo tempo in un cui non poteva avere accesso a nulla di scritto; o quando inaspettatamente entra nella sua cella di isolamento una compagna con cui non riesce più a smettere di parlare, tanto è grata di avere qualcuno con cui condividere quello che sta vivendo.

Dal libro sono stati tratti due film: Viaggio nella vertigine del 2009, con una grandissima Emily Watson come protagonista, e Cominciò il viaggio nella vertigine del 1972 di Toni De Gregorio, anche questo molto bello.

Peccato che questa donna coraggiosa e onesta non abbia vissuto abbastanza per vedere il crollo del regime comunista avvenuto formalmente 14 anni dopo la sua morte, il 25 dicembre (giorno di Natale) del 1991.






mercoledì 2 dicembre 2020

Poteva accadere, doveva accadere, è accaduto

Poteva accadere

doveva accadere

È accaduto
prima, dopo
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Wisława Szymborska