lunedì 27 luglio 2020

famous last words

Non c'è altro che mistero al mondo;
si nasconde dietro il tessuto dei nostri poveri giorni affannosi
e brilla luminoso a nostra insaputa".

la vita segreta delle api
 Sue Monk Kidd

martedì 7 luglio 2020

pensieri di pura luce


Primizia del mio tempo
Orlo del velo che copre la presenza
Dal vivo occhio mi penetra
Un raggio di pura luce
Fai cantare alla mia lingua
Melodie sconosciute
Dell'amore che buca l'opacità del mondo e crea
Io nulla, io nulla, io nulla, io nulla
Sciamano pensieri di pura luce
La via dell'assoluto rischiara
Primizia del mio tempo alla presenza
Io nulla, io nulla, io nulla, io nulla, io nulla
Oso fiorir
Sciamano pensieri di pura luce
La via dell'assoluto rischiara
Primizia del mio tempo
Alla tua presenza
Io nulla, io nulla, io nulla
Fai cantare alla mia lingua
Melodie sconosciute
Che nascono nel cuore
La notte se ne va
Primizia del mio tempo
Alla tua presenza
Io nulla, io nulla, io nulla
Davanti a te
Io nulla

lunedì 22 giugno 2020

storia di un albero

Il 17 maggio 2015, come alcuni di voi ricorderanno, c'è stato un incontro con amici bloggers a Verona, per molte ragioni indimenticabile.
Ad un certo punto della giornata ci siamo fermati sotto un albero davvero speciale ed io ve l'ho presentato così: "questa è la cosa più bella che abbiamo a Verona".
Mi ha reso felice il fatto che questo miracolo della natura abbia allietato anche il cuore degli amici presenti, al punto che alcuni di loro hanno improvvisato un valzer d'altri tempi sotto la chioma odorosa dei suoi rami.
Recentemente ho scoperto che questa meraviglia è stata dichiarata "Albero monumentale protetto dalla Regione Veneto", con tanto di targa esplicativa nella quale si evidenziano le caratteristiche essenziali di questo "Maestoso platano ibrido", incrocio tra la specie orientale e quella occidentale, di notevole interesse ambientale non solo per il suo apparato radicale profondo, ma soprattutto per l'età stimata: 230 anni, la circonferenza: 4,93 mt. e l'altezza: 35 mt.
Ma la cosa che impressiona di più è l'estensione della chioma, sotto la quale si rimane letteralmente a bocca aperta.
Io confesso che tutte le volte che ci passo davanti, il che avviene spesso poiché l'albero si trova in pieno centro (vicino piazzetta Pescheria), mi fermo diversi minuti a contemplarne la maestosità, esperienza che diventa per me quasi mistica.
Ho cercato di fotografarlo ma nessuna foto riesce a rendere la grandiosità di questo spettacolo della natura, perciò vi invito a venirlo a vedere dal vivo appena ne avrete l'occasione: sono sicuro che non ve ne pentirete.

giovedì 4 giugno 2020

paura di morire e voglia di vivere

Una frattura psicologica attraversa gli italiani mentre il lockdown finisce, si allentano le restrizioni fin quasi a scomparire, si aprono i confini, la vita fuori prende il sopravvento sulla clausura, la libertà sulla detenzione, il muoversi sullo stare immobili nella reclusione.
Una frattura trasversale, che fa a pezzi vecchie divisioni per suggerirne una tutta nuova: il partito della «paura di morire» contro quello dell’incontenibile «voglia di vivere», la sottile nostalgia del tutto chiuso contro la smania del tutto aperto.
Sono due psicologie, due modi di reagire alle devastazioni del virus, due mentalità che stanno affiorando mentre le sbarre, una ad una, vengono demolite. Due modelli culturali in cui non c’entra la destra e la sinistra. Forse conta l’anagrafe, visto che la «voglia di vivere» si fa strada soprattutto sui giovani. O forse conta la posizione sociale e lavorativa. Per il resto non usciamo tutti uguali e compatti nell’era delle riaperture. Ed esistono anche le sfumature, le oscillazioni, ipocondriaci terrorizzati da ogni malattia nei giorni dispari che si scoprono libertari e fatalisti nei giorni pari, o dall’altra parte creature squisitamente metropolitane e aperturiste per istinto che adesso vorrebbero sbarrare le porte di casa, mettere tutti dentro, ripararsi dalle incertezze della vita associata, assembrata, insofferente alle regole rigide del distanziamento sociale.
Il partito della chiusura ha orrore del pieno, equipara ad apocalittici assembramenti persino le passeggiate all’aria di tre, quattro persone insieme, se potesse metterebbe agli arresti domiciliari i giovani fanatici dello spritz, pensa a transumanze quando le frontiere tra le regioni verranno meno, vuole aspettare ancora, non si fida, deplora quest’ansia puerile di libertà, vorrebbe mettere gli anziani in quarantena permanente, pende dalle labbra dei virologi che in televisione si mostrano più pessimisti e sorride di compatimento con gli scienziati che si mostrano meno catastrofisti, aderisce in toto alle parole dei governatori delle regioni che ipotizzano frontiere regionali sigillate e schedature sanitarie di massa per isolare gli untori, diffida dei numeri troppo positivi quotidianamente somministrati dai media, dice che c’è il sommerso, che «è solo la punta dell’iceberg», che il ritorno del virus sarà devastante.
Poi c’è il partito della voglia di vivere che protesta per le misure troppo restrittive nei ristoranti, è insofferente alle distanze nelle spiagge, dice che la movida è uno sfogo sacrosanto dopo due mesi di carcere, ama gli scienziati che evidenziano la differenza, ovviamente benvenuta, con il prima, comincia a pensare che siamo sull’orlo di una «dittatura sanitaria», che il controllo sociale sui comportamenti dei cittadini nasconda inconfessabili pulsioni autoritarie, «non siamo come in Cina», pensa che i cittadini siano capaci di coniugare libertà con responsabilità, che le briglie sciolte sono la garanzia per ripartire, che la disperazione sociale provoca almeno tanta sofferenza quanto il Covid 19, vede la luce in fondo al tunnel, quando può abbassa le mascherine.
Le linee di confine tra i due partiti talvolta si confondono, in ciascuno di noi convivono due atteggiamenti opposti, la paura si mescola alla voglia di libertà, la prudenza si mischia con il piacere di vedere le città che poco a poco si riempiono. Ma basta una parola, talvolta solo un’occhiata per indovinare in quale delle due parti ci si colloca. Vengono fuori anche due diverse valutazioni del periodo di clausura appena trascorso. Nel partito dell’apertura al limite dell’irresponsabilità c’è l’incubo della pena carceraria, il ricordo straziante delle città deserte, morte, delle persone care separate per chissà quanto tempo, delle spie da balcone che urlavano contro i runner. Nel partito della paura trapela un’ansia di ordine contro il muoversi anarcoide delle persone lasciate a se stesse, la precauzione come filosofia di vita, la diffidenza verso gli esseri umani irresponsabili, bambini inclini alla disubbidienza da riportare nei canoni della disciplina, il silenzio della coesione comunitaria. Oggi, mentre l’Italia si riapre, questi due tipi di italiani si guardano un po’ in cagnesco. Due mentalità che si contrappongono. Eravamo tutti uguali in quarantena. Adesso che siamo liberi meglio divisi.             Pierluigi Battista, Corriere della sera

giovedì 28 maggio 2020

il grande sconosciuto

Come si fa a descrivere l'indescrivibile?
Eppure se le nostre parole hanno avuto talvolta un senso è solo grazie a lui, dal quale promana ogni dono di lingue.
Come riusciremo a dargli un volto, a lui che è spirito per eccellenza?
Eppure se nei nostri volti si può scorgere talvolta un che di familiare è solo grazie alla sua azione vivificante, che li rende amabili.
Come potremo volergli bene se non lo conosciamo?
Eppure se i nostri cuori sono stati capaci talvolta di un sia pur pallido palpito di vero amore è solo grazie a lui che è l'Amore per essenza.
Come faremo ad annunziarlo se non sappiamo come agisce davvero?
Eppure ogni volta che siamo riusciti a consolare il cuore di qualcuno è solo grazie a lui, dal quale scaturisce ogni consolazione, ogni gioia, ogni speranza, ogni sorriso, ogni nobile ambizione, ogni giusto pensiero, ogni compassione, ogni luminosa relazione, ogni conforto, ogni fiducia, ogni bellezza, ogni armonia, ogni melodia, ogni incanto, ogni lacrima di commozione, ogni desiderio di felicità, ogni anelito d'infinito, ogni palpito di carità, ogni sete di verità, ogni sentimento di gratitudine, ogni proposito di sincerità, ogni slancio dell'intelligenza, ogni stima di se stessi e degli altri, ogni capacità di bene, ogni volontà di donazione, ogni grazia, ogni pace, ogni riposo, ogni luce...

Vieni Santo Spirito
riempi il cuore
accendi il fuoco del tuo Amore
manda il tuo Spirito per una nuova creazione
e rinnoverai la faccia della terra...




lunedì 11 maggio 2020

HEROES

Tra le tante iniziative realizzate da artisti famosi in omaggio all'Italia che soffre, mi piace segnalare quella di un musicista a me molto caro: Peter Gabriel.
L'ex leader dei Genesis ha pubblicato sul canale Vimeo il video integrale di un suo concerto all'Arena di Verona.
Fu una serata molto speciale, circostanza che ha spinto il musicista inglese a rendere disponibile a chiunque il concerto, dal quale ho scelto una fantastica cover del brano Heroes di David Bowie, in omaggio ai tanti eroi italiani di questi mesi.



mercoledì 29 aprile 2020

basterebbe solo un giorno...

"Basterebbe solo un giorno senza aborti e Dio concederebbe la pace al mondo fino al termine dei giorni"; San Pio da Pietralcina. 
Se al posto della malaria scriviamo la parola aborto arriviamo alla cifra mostruosa di circa sei milioni di bambini uccisi ogni anno nel mondo.
Circa 80 mila all'anno solo in Italia, quasi il triplo delle vittime sinora causate dal covid 19 nel nostro paese.
Negli ultimi 40 anni l'aborto ha fatto piu' vittime di tutte quelle uccise dal delirio di Hitler, dalla follia di Mao e dalla crudeltá di Stalin messe insieme.
Contro il virus dell'aborto pochi combattono: l'occidente sembra indifferente di fronte a questa pandemia demoniaca, nonostante colpisca gli esseri umani piu' indifesi e bisognosi di tutela che esistono al mondo.
E' una pandemia che uccide anche la coscienza di chi vi e' coinvolto, quella dei governanti che non fanno nulla per evitarla; quella degli organi di informazione (il quotidiano Repubblica, in primis) che attaccano chiunque cerchi di arginare questo crimine orrendo. 
Qualche giorno fa mi ha colpito un manifesto affisso per le strade di Verona, nel quale si denunciava a caratteri cubitali l'uccisione di milioni di pulcini all'anno per la produzione delle uova commercializzate: per i bambini in attesa di vedere la luce invece nessuno si scandalizza, valgono meno addirittura di un pulcino.
Se questa è' la civilta' che abbiamo costruito fino ad oggi allora temo che quello che sta succedendo in questi mesi sia solo un pallido assaggio di quello che ci attende nei prossimi anni.