venerdì 25 luglio 2014

quanto costa la libertà?

Per costruire un’opera d’arte con materiale fragile ci vuole tempo, intelligenza e abilità.
Per mandarla in frantumi basta un secondo. E provare a rimettere assieme i cocci dopo che il danno è stato fatto è difficilissimo.
Le scienze sociali e la teoria economica più recente ci insegnano che i 'beni relazionali' sono ciò che contribuisce di più alla felicità e alla fioritura di vita delle persone. E, soprattutto, che il loro fallimento produce infelicità e danni economici rilevanti.

Proprio come nell’esempio dell’opera d’arte, i beni relazionali sono fragili e richiedono una particolare sapienza per poter essere edificati.
Le relazioni non sono come un gelato dove disponibilità economica e volontà individuale sono condizioni sufficienti per poterne godere.
Il terzo e il quarto ingrediente fondamentale di cui c’è bisogno per la creazione delle relazioni sono la volontà della persona con cui il bene relazionale si vuole costruire e l’investimento di tempo e fatica di entrambi.
Guardando la foto del mio matrimonio e le facce sorridenti di quel giorno ho pensato, qualche giorno fa, che nessuno avrebbe potuto dire allora se quell’avventura sarebbe stata un successo o un fallimento.

Nelle relazioni umane non esiste nessun destino e il loro fallimento non può mai essere colpa di terzi.
La storia di ogni relazione è una pagina bianca su cui scrivono i protagonisti.
Il risultato finale è incerto perché la buona volontà di soltanto uno dei due non basta, ma è necessario un investimento congiunto.
Io sono stato felice e fortunato sino ad oggi perché il mio 'investimento' è stato corrisposto, ma proprio per questo non posso vantarmi di nulla né mancare di delicatezza e comprensione per chi ha puntato su una relazione che, per limiti personali o del partner, non ha avuto lo stesso esito.
È arrivato il tempo di capire che la straordinaria 'conquista di civiltà' della nostra libertà di fare qualunque cosa ci passa per la testa rapidamente, senza costi e facendo finta che essa non abbia alcun effetto su terze persone, va riconciliata con la sapienza del costruire relazioni, sapienza che purtroppo abbiamo smarrito.

La schizofrenia di una sensibilità ecologica spiccata per ogni specie animale e vegetale che si accompagna a una crescente sciatteria nell’ecologia delle relazioni umane, è una delle caratteristiche più comiche e allo stesso tempo tragiche dei nostri tempi.
Più che una riduzione dei tempi e dei costi di transazione nel fallimento delle relazioni che rischia di alimentare una nuova bolla speculativa di infelicità sentimentale, vorrei vedere una cultura e una politica che investono e creano le condizioni per una rinnovata sapienza e civiltà delle relazioni.


Leonardo Becchetti: il tragico inganno del divorzio breve, su Avvenire del 15 luglio 2014

sabato 12 luglio 2014

circoli virtuosi

Spesso neanche immaginiamo tutte le innumerevoli conseguenze di un solo atto di buona volontà.


martedì 24 giugno 2014

La malattia dei tempi moderni

Non è forse vero che l'uomo propriamente ed originariamente desidera essere felice?
L'uomo, però, deve anche desiderare di essere degno della sua felicità.
L'uomo in fondo non vuole la felicità per se stessa, ma cerca un motivo per essere felice.
Infatti, appena si ha un motivo per essere felice, ecco che la felicità ne viene di conseguenza e con essa il piacere.
L'abbandono di un motivo per essere felice, perciò, impedisce il raggiungimento della felicità.
Ma come avviene tale abbandono?
Attraverso un orientamento forzato verso la felicità e il piacere.
La porta della felicità si apre solo verso l'esterno: chi tenta di forzarla in senso contrario finisce col chiuderla ancora di più.
L'uomo cioè è orientato costantemente alla ricerca e alla realizzazione di un significato, ma anche all'incontro con un altro essere umano: un "tu" da amare.
Quello che accade sempre più frequentemente nell'epoca moderna è il dirottamento di tale tensione primaria verso la ricerca diretta della felicità e del piacere.
Invece di rimanere ciò che deve essere, ossia un effetto (un senso realizzato e un essere umano incontrato), il piacere diviene l'oggetto di un'intenzione forzata: unico contenuto di attenzione.
Ma nella misura in cui ci si preoccupa solo del piacere, si perde di vista il motivo del piacere: in tal modo l'effetto "piacere" non può più sopraggiungere e si è sopraffatti dalla noia, vera malattia dei tempi moderni.
La mancanza di significato della propria esistenza diventa così la prima causa di malessere dell'uomo contemporaneo.
Ai nostri giorni l'uomo non soffre tanto di essere meno capace di un altro, ma piuttosto del fatto che la propria esistenza non ha alcun senso: non riesce a trovare nulla che possa permettergli di riempire il suo vuoto esistenziale.
Nel sottofondo della stessa frustrazione sessuale vi è di fatto un bisogno di significato:
solo in un vuoto esistenziale può lussureggiare la libido sessuale.
Questa noia allora può essere davvero mortale per l'uomo moderno, che si trova improvvisamente senza più un compito da svolgere.
Viviamo in un epoca in cui non si sa più che fare del tempo libero, diventato soltanto un tempo libero da qualcosa e non più un tempo libero per qualcosa.
Ma l'unico modo per sopportare la vita è di avere sempre un compito da svolgere.
E' urgente, perciò, ritrovare il senso perduto e per riuscire in questa impresa occorre non solamente mettere in moto la volontà di significato, ma anche, se essa è stata sepolta, risvegliarla.

Viktor Frankl, La sofferenza di una vita senza senso

giovedì 12 giugno 2014

dialogo minimo con un amico


Ho sempre apprezzato la tua lucidità di pensiero e la genialità della tua filosofia, Søren, tuttavia non si è mai allontanata dalla mia testa l’idea che tu fossi un po’ pazzo!!!

Se un uomo fosse tanto furbo da poter nascondere di essere pazzo potrebbe far impazzire tutto il mondo”.

Hai ragione amico mio, la tua pazzia è stata una di quelle pazzie contagiose, che conducono a rinunciare a tutto pur di conquistare l’unica cosa importante: aiutare l’essere umano a ritornare a casa;

ogni uomo è una sintesi di corpo e anima, destinata a esser spirito, cioè ad abitare nella casa; ma l'uomo preferisce stare in cantina, cioè nella determinazione della sensualità. E non solo preferisce stare in cantina, ma l'ama a tal punto da arrabbiarsi se qualcuno gli propone di occupare il piano di sopra che è vuoto e a sua disposizione perché la casa in cui abita è sua”.

E’ vero, non posso ignorare il fatto che l’umanità diventa sempre più come una nave senza condottiero;

la nave è ormai in preda al cuoco di bordo e ciò che trasmette al microfono del comandante non è più la rotta, ma ciò che mangeremo domani”.

Immagine molto arguta, davvero!!! L’unica consolazione sembra essere stata la tua amata Regine:

io ho desiderato, fino alla disperazione, di poter essere tutto per lei, fino al giorno in cui ho appreso, nel dolore, che è infinitamente più nobile non essere, per lei, assolutamente niente”.

Anche in quest’impresa, però, sei stato geniale, bisogna riconoscerlo:

penetrare con lo spirito nell'essere di una fanciulla è un'arte, ma saperne uscire è un capolavoro”.


    Dialogo minimo con Søren Kierkegaard 
             (Verona, 12 giugno 2014)

giovedì 5 giugno 2014

per l'emancipazione della poesia

Avete mai sentito parlare del movimento per l'emancipazione della poesia?    No?
Neanch'io!
L'ho scoperto ieri attraversando la zona universitaria di Padova: ho notato dei fogli attacati ai muri che racavano versi, per lo più brevi, di poesie spontanee e anonime. 
Sono tante le poesie disseminate per la città e chiunque può leggerle, copiarle, farne ciò che vuole.
Non sono scritte sui muri: sono stampate su fogli A4, e su quella carta ci si possono scrivere altre parole o commentare i versi appena letti.
Poesie in movimento, per non dimenticare sentimenti ed emozioni, per dare un valore nuovo al vissuto di ognuno, per riconoscersi, per infuriarsi, per innamorarsi ancora… delle parole.
Il Movimento per l’Emancipazione della Poesia, nasce a Firenze nel 2010, sul link http://www.movimentoemancipazionepoesia.tk troviamo la motivazione che ha spinto questi ragazzi a crearlo: “Il MeP si propone di restituire alla poesia il ruolo egemone che le compete sulle altre arti e al contempo di non lasciarla esclusivo appannaggio di una ristretta élite, ma di riportarla alle persone, per le strade e nelle piazze”.
Poesia per chiunque e dove non te l'aspetti.
Gli autori sono anonimi affinché siano le poesie ad essere messe in primo piano e non i singoli poeti.
Gli artisti del MeP ribadiscono che il loro: “E’ un movimento artistico che persegue lo scopo di infondere nuovamente nelle persone interesse e rispetto per la poesia intesa nelle sue differenti forme”.
Indipendentemente dal valore intrinseco dei versi, credo si tratti di una iniziativa da promuovere, non vi pare???


venerdì 23 maggio 2014

l'uomo con la finestra in petto

Credo che ormai sia nota a tutti la mia passione per la musica.
Grazie a questa passione decisi alcuni anni fa di iscrivermi per la prima volta ad un social-network: si trattava di myspace, piattaforma che all'epoca riuniva soprattutto giovani musicisti in cerca di strumenti per esprimere il proprio talento.
Alcuni di loro hanno fatto strada, mentre altri sono rimasti per lo più sconosciuti ma, non per questo, meno degni di considerazione.
Un giorno mi arrivò la notizia che un gruppo di produzione musicale, Magma production, stava organizzando una selezione di pezzi musicali e racconti letterari di autori presenti su myspace, allo scopo di provvederne alla pubblicazione.
Ne vennero fuori un cd e un libro, poi presentati al Museo Madre di Napoli in uno spettacolo pubblico.
Tra i pezzi musicali selezionati ce ne fu uno che richiamò subito la mia attenzione per l'originalità del titolo e per la bellezza della canzone: "l'uomo con la finestra in petto" di Alessio Arena.
Recentemente ho riascoltato questo pezzo ritrovandone intatta tutta l'originalità e la bellezza.
Sono andato a vedere, allora, cosa ne era stato di Alessio in questi anni,  scoprendo che è maturato molto come artista e, proprio recentemente, ha dato alle stampe un nuovo album: "Bestiario Familiare" la cui caratteristica principale è quella di coniugare melodie tipicamente partenopee (Alessio è napoletano) con il sound della tradizione spagnola, anche perchè ormai da molti anni vive a Barcellona e canta prevalentemente in castigliano.
In particolare mi ha colpito un brano, di cui vi propongo il video, che secondo me è bellissimo. 
Il testo che accompagna la canzone, quale nota al margine, è in realtà l’origine della storia: quella di una donna senza fissa dimora che Alessio incontrò qualche anno fa, nel quartiere di Sant Andreu, a Barcellona.
Il suo nome era: Montagna.
Ma lasciamo a lui la parola:
"Come si dice Montagna? La mia lingua cerca la posizione più comoda per appoggiare e sostenere una parola così grande e un nome così. Ma riesce solo a contorcersi, o meglio svolazza su se stessa come un pennuto dalle ali corte, che dopo cade a picco, di fronte alla disperazione di essersi allontanato troppo da casa, di fronte alla sorpresa nel riconoscere quanto è alto il nido, quanto enorme l’orizzonte di un palato affamato, quanto triste non sapere chi stai chiamando quando chiami a gran voce: Montagna!
 Non ho mai pensato che tutte le parole del mondo potessero entrare in un corpo, che tutte le parole rampicanti, scavatrici, potessero disegnare il perimetro della propria vanità tra le pieghe della pelle, in ogni ruga, nelle radici e nella cima oscura degli occhi. Come si dice qualcosa che possa riempire un buco, che raddrizzi una curva, che pulisca i vetri appannati della finestra? Nella mia gola la voce ha fatto un nido per il mio nome; sono io la lingua che si ritorce: è tutto quello che ho. Sono il pennuto che svolazza e dopo cade a picco perché quella era una corona di spine, la pronuncia appuntita del silenzio".


mercoledì 7 maggio 2014

l'avvocato del diavolo

Cari amici, sono l’Avvocato del Diavolo. Tranquilli… niente paura… il mio nome all’inizio intimorisce un po’, ma se saprete superare il sospetto e il pregiudizio nei miei confronti, vedrete che tutto sommato sono inoffensivo.
Di cosa mi occupo? Semplice: indago, senza paura della verità e senza paura di raccontarla agli altri. Condivido i risultati delle mie ricerche con chi voglia conoscerli, lasciando però che ognuno tragga le proprie conclusioni.
Il mio capo, una donna fredda e cerebrale, mi ha chiesto di utilizzare al massimo le mie capacità investigative per una questione di vitale importanza. Vuole che verifichi se le persone che assicurano di parlare oggi, attraverso la preghiera, con la Vergine Maria e Gesù Cristo siano malate di testa, siano state ingannate, o se dicono la verità.
Se scopriamo che è tutta una menzogna, continueremo a vivere come fino ad ora, dando le spalle a quel dio inventato. Conosciamo però le conseguenze di una vita senza Dio, non c’è bisogno di immaginarle.
Ma… se scoprissimo che le ricette del Cielo sono autentiche e funzionano anche sulla terra? Avremmo paura di cambiare ciò che si deve cambiare?
Ho dedicato tre anni di ricerca per questa particolare missione, evitando volontariamente i teorici della fede e concentrandomi invece su coloro che vivono esperienze autentiche in prima persona. Sono persone provenienti da dieci paesi, che hanno vissuto per anni senza Dio e che ora vivono con Dio. Ho rivolto loro qualsiasi tipo di domanda. Con grande rispetto, ma senza paura, senza argomenti tabù. Abbiamo parlato di Dio, del Diavolo, di Gesù Cristo, della Vergine Maria, della Chiesa, dei Comandamenti, della vita, della sofferenza, della morte… e tutta l’indagine è documentata nel film TERRA DI MARIA, che il 18 settembre uscirà nelle sale cinematografiche italiane, completamente doppiato.
Gli spettatori che l’hanno visto, dicono che il film risponde ad incognite profonde e provoca cambiamenti di vita.
Non so cosa potrà provocare in te, perché non esistono due spettatori uguali. Forse c’è stato un tempo in cui hai davvero amato Dio… ma un giorno, senza una data specifica, Lo hai trasformato in un bel quadro o in una scultura, in un certificato ricevuto da bambino e che hai conservato in un cassetto o nel tuo album fotografico, come ricordo. Se Dio e la Bibbia fossero invenzioni della fantasia, sarebbe bene dimenticarseli insieme ad altri personaggi delle favole.
Ma se fosse vero che siamo creati, amati, perdonati, cercati e attesi da Dio… Se fosse vero che chiunque può conoscere Dio, immediatamente e soprattutto gratuitamente… che non si rivolge alle persone speciali, ma è per tutti, ovunque, oggi…
Sarebbe forse il caso di smettere di parlare di Dio e iniziare a parlare con Lui, non credi?
Ti ringrazio se, superando quelle paure che tutta l’indagine provoca fin dal principio, vorrai vedere TERRA DI MARIA. Se uscirai dalla sala come quando sei entrato, avrai vissuto come in molti altri film, un momento di intrattenimento. Ma se il film provocherà in te qualcosa di più del semplice divertimento, ti incoraggio a condividerlo con altre persone, cominciando magari da quelle che non hanno mai avuto l’opportunità di conoscere la verità sull’amore che Dio ha per noi.
Su www.terradimaria.it troverai le immagini, il trailer e tutte le informazioni riguardo alle proiezioni del film in Italia.
Nel sito si può richiedere che il film sia proiettato nella propria città. Tante più richieste perverranno, maggiori saranno le possibilità che si proietti.
Un grande abbraccio e grazie mille!

Juan Manuel Cotelo         L’avvocato del diavolo