sabato 20 ottobre 2018

Eroismi

L'eroismo di un uomo è l'atto improvviso che si presenta e che non da' tempo alla carne di mettere avanti le sue voci pavide.
L'eroismo di un uomo ha sempre, anche se egli non se ne accorge, due grucce: l'impulsività del carattere e il desiderio della lode.
L'eroismo del santo, invece, non è un atto improvviso: è la vita.
Tutta la vita.
Da mattina a sera. Da sera a mattina. Da un mese all'altro. Da un anno all'altro.
Per il caldo, per il freddo, per il lavoro, per il prossimo, per il riposo, per il dolore, per le malattie, per la povertà, per i lutti, per le offese.
Una collana della quale ogni minuto è una perla aggiunta.
Una perla che si è formata con le lacrime, la pazienza, la fatica.
Non scende dal Cielo questo eroismo, come una manna.
Deve nascere in voi.
In voi soli.
Il Cielo non vi dà più che non dia a tutti.
Non è aiutato dal mondo.
Anzi il mondo lo combatte e ostacola in tutti i modi.
Vero è che il suo combattere è il miglior coefficiente di formazione, perché sopportare il mondo con pazienza e amarlo per l'odio che vi dà è il nucleo principale di questo eroismo;
intorno ad esso si uniscono cellule di pazienza nella fame, sete, freddo, caldo, notti senza riposo, malattie, povertà, lutti.
Ma la cosa più importante è sempre sopportare il mondo e amarlo di amore soprannaturale.

Maria Valtorta, Diari.

sabato 13 ottobre 2018

Amanda


«Quel giorno in ospedale medici e infermieri ci facevano le condoglianze prima ancora che nostra figlia nascesse», ricorda Alberto Tagliaferro, marito di Vanna Pironato e papà di Riccardo e Amanda, la bambina di Verona venuta al mondo viva nonostante il parere dei medici.
I dottori da tempo erano stati chiari con i genitori: «Abortite, non ci sono speranze di sopravvivenza per questo feto».

Ma i due non si erano dati per vinti e su suggerimento di un’amica e di un dottore, già da tempo si recavano al santuario delle Grazie di Brescia per pregare papa Montini.
Mesi di speranze premiate il 25 dicembre 2014 con la nascita all’ospedale di Borgo Roma di Amanda.
Una volta nata, Amanda ha avuto bisogno della scienza per crescere in salute.
Settimane e settimane di terapia intensiva e cure di medici e infermieri fino all’11 aprile 2015, quando dopo quattro mesi, la piccola è stata dimessa in piena salute.
Proprio per tale miracolo Paolo VI sarà canonizzato domani in piazza san Pietro, alla presenza di Amanda, Riccardo e i suoi genitori.




martedì 2 ottobre 2018

messaggeri di luce

R: è diventato così faticoso amare qualcuno che scappa da noi con il cuore sempre più indurito, perché ci evitano sempre di più gli uomini?
C: perché abbiamo un nemico potente; gli uomini credono al mondo molto più che a noi.
R: E per potergli credere molto di più si sono creati un'immagine di ogni cosa. Con le immagini pensano di potersi liberare delle loro angosce, pensano di aver realizzato le loro speranze, appagato i loro piaceri, placato i loro desideri.
C: Gli uomini non hanno assoggettato la terra, ne sono divenati sudditi.
R: Ti ricordi, com'era facile un tempo? Siamo apparsi a loro e abbiamo instillato parole nei loro cuori, potevamo dire "non avere paura, perché io ti annuncio..." 
C: In un periodo in cui eravamo le uniche voci... oggi agli uomini vengono annunciate, giorno dopo giorno, nuove bugie, sempre più violente, volgari, pressanti, che li rendono insensibili e incapaci di dare ascolto al nostro messaggio.
R: Ma il cuore di questa gente è sprangato, i loro occhi sono serrati, e le loro orecchie odono a fatica, affinché non vedano con gli occhi, non ascoltino con le orecchie, e non comprendano con il cuore. 
C: Come vorrei essere per una volta uno di loro, vedere con i loro occhi, ascoltare con le loro orecchie, e decifrare come vivono il tempo, e subiscono la morte, come sentono l'amore e percepiscono il mondo, essere uno di loro per diventare un più luminoso messaggero di luce in questa epoca buia. 

lunedì 10 settembre 2018

la piccola via

Talvolta la sacra scrittura ci mette in crisi, quasi sfidandoci a trovare un significato più profondo di quello che le parole sembrerebbero suggerire.
Prendete questa frase:
"Il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono"; (Matteo 11,12).
Sembrerebbe che il Paradiso possa essere conquistato solo con la spada e il sangue, da persone prepotenti e irascibili.
Guardando la vita dei santi, tuttavia, si coglie come quella violenza di cui parla Gesù possa essere solo quella che viene talora definita come “santa violenza” ed è praticata da coloro che sono “violenti” verso sé stessi, ingaggiando una dura battaglia ascetica contro le proprie cattive inclinazioni e le seduzioni del male.
Al riguardo, non vi parlerò di Francesco che si tuffa nel roveto per respingere una tentazione particolarmente insidiosa; e nemmeno di Caterina che arriva a bere il liquido purulento di una piaga per vincere il ribrezzo che prova nel curare un'anziana malata, ingrata e capricciosa.
Questi sono esempi molto lontani dalla nostra sensibilità "moderna".
Vi parlerò invece della piccola Teresa, che è diventata una grande santa cercando di "ricamare" di amore di Dio le piccole cose della vita quotidiana; anche a lei tocca di assistire una suora anziana, ingrata e capricciosa, ma impara a reagire sempre con un sorriso ai rimproveri; con un gesto di gratitudine alle offese e con un atto di umiltà ai giudizi malevoli nei suoi confronti.
Teresina è la santa "moderna" che possiamo imitare, perchè chi cerca di unirsi a Dio con piccoli atti d'amore quotidiani, che nessuno nota, non è meno santo di chi compie gesta eroiche ed eclatanti.
Di Teresa abbiamo anche delle foto che colpiscono per la loro espressività: ve ne propongo tre, che manifestano la maturazione della sua anima attraverso il cammino delle piccole cose.
L'ultima è impressionante, perchè ci mostra uno sguardo che vale più di mille parole; l'epressione di quel viso manifesta in maniera sorprendente la statura spirituale di una ragazza che è passata dalla spensieratezza dell'età infantile alla maturità di un'anima che si è forgiata attraverso il fuoco dell'amore di Dio.
 



martedì 28 agosto 2018

la luce esiste

In tempi prosperi, tranquilli e in ascesa, ci si può permettere il lusso di crogiolarsi in un malinconico pessimismo esistenziale… e diosolosa quanto questa sarebbe la mia condizione ideale! – ma in tempi incerti, in discesa e insicuri, il vero lusso è non lasciarsi intrappolare dal negativo e trovare motivi per un ottimismo realista che apra bene gli occhi su ciò che di buono esiste.
E questo lusso lo cerco e lo coltivo. Mi costa fatica, ma perseguo l’idea che la vita è bella. Sorrido e distolgo la mente dal nero diffuso: è un vero e proprio esercizio, che compio con ordine e diligenza; a volte non riesce, ma ricomincio.
Il nero esiste, non lo dimentico, però ho letto che è così non perché la luce non esiste, ma perché viene trattenuta e non raggiunge l’occhio… dunque ecco già una buona notizia: la luce esiste!
C’è chi dice che la civiltà occidentale stia per concludere la sua parabola: forse sì e quindi i tempi sono incerti e insicuri, siamo in discesa dunque; ma cerco di non rotolare a velocità elevata senza opporre resistenza…
È faticoso. Ma mi merito di non subire questo tramonto di civiltà piuttosto amaro.
Mi merito di vedere tutto il bello e il bene e il buono che c’è. Mi merito di non essere sopraffatta dal rancore, dalla cattiveria, dal cinismo, dalla paura, dalla superficialità, dall’inutilità."

Questo splendido post è tratto dal blog: ognigiornotuttigiorni.wordpress.com/2018/08/14/esercitarsi/

sabato 28 luglio 2018

Desiderare il bene degli altri

Che cos'è la benevolenza?
La filosofia ha risposto così:
delectatio in felicitate alterius.
Rallegrarsi della felicità di un altra persona.
Bellissimo concetto. Ma mi domando, questo è possibile?
Non ritiene piuttosto la mentalità comune che la felicità dipenda da quello che riceviamo e non da ciò che siamo capaci di dare?
E' pertanto possibile rallegrarsi della felicità di un altro?
Gesù ci rassicura su questo tema: "c'è più gioia nel dare che nel ricevere"; Atti, 20,35, e l'apostolo Paolo afferma "Dio ama chi dona con gioia".
La benevolenza libera l'essere umano dall'autoreferenzialità dei propri istinti.
Riuscire ad amare qualcuno per se stesso, non per la soddisfazione che egli mi da, è specifico dell'essere umano.
Il bene oggettivo che riesco a causare con le mie azioni può diventare realmente il centro della mia felicità.
La benevolenza, perciò, ha come conseguenza la piena realizzazione di me stesso come persona; lo sviluppo, cioè, di quella potenzialità che è specifica della persona umana, e che ci consente di amare ed essere amati per se stessi. 

 Joachìn Navarro Valls
 

lunedì 9 luglio 2018

Maria Maddalena

Abbiamo la terribile capacità di abituarci a ricevere ogni giorno uno dei doni più preziosi che esistono al mondo.
"Considera ciò che di più bello e di più grande c'è sulla terra..., ciò che piace all'intelletto e alle altre facoltà..., e ciò che è godimento della carne e dei sensi...
Considera il mondo, e gli altri mondi che brillano nella notte: tutto l'Universo.

Ebbene, tutto ciò, unito a tutte le follie del cuore soddisfatte..., non vale niente, è niente e meno di niente, a confronto di questo Dio, mio! —tuo!—, tesoro infinito, perla preziosissima, umiliato, fatto schiavo, annichilito in forma di servo nella grotta dove volle nascere, nella bottega di Giuseppe, nella Passione e nella morte ignominiosa... e nella pazzia d'Amore della Santa Eucaristia"; Josemaria Escrivà, Cammino, punto 432.
Tutto questo Maria Maddalena l'aveva compreso molto bene e perciò piange inconsolabilmente quando si reca al sepolcro e lo trova vuoto.
In quel pianto mi identifico spesso, quando ho la sensazione di non riuscire ad amare mai con la passione che serve a spazzare via una volta per tutte la tendenza ad  abituarmi a stare a contatto ogni giorno con l'Inconcepibile.