martedì 16 luglio 2019

il Dio simpatico

Che simpatico il Dio di Tiziano Ferro.
Posso averlo anch'io???
E' "un Dio che ama, che custodisce e che non chiede pegno"!!!
Il suo mondo è fatto di gioia, di libertà, di godimento, senza più dolore né sacrificio.
E' un Dio molto diverso da quello cristiano, cinico al punto da pretendere che il figlio tanto amato venga inchiodato su una croce e conosca una morte orrenda, che non augurerei al peggiore dei criminali. 
Ma non si è accontentato di questo: ha preteso che a quell'orrendo spettacolo assistesse la madre addolorata, che ha versato tutte le sue lacrime davanti a quell'infamia.
Com'è lontano questo Dio dalla sensibilità moderna di Tiziano Ferro.
Che bisogno c'è del sacrificio quando c'è l'amore.
Tiziano, infatti, non ce l'ha con Cristo, ma con il crocifisso, giudicando inammissibile che in un paese laico "i crocifissi sono appesi ovunque: nelle case, nelle aule dei tribunali, nelle scuole e negli ospedali", davvero una cosa di cattivo gusto.
Hai proprio ragione Tiziano: il Dio cristiano è davvero un Dio antipatico.
il tuo Dio, invece, è molto simpatico.
E' paterno, comprensivo e disponibile a passare sopra le debolezze degli uomini.
Sono sicuro che se potesse impedirebbe anche la morte dei bambini uccisi nel ventre della madre prima ancora di vedere la luce.
Ci pensi: potrebbero essere adottati dalle famiglie arcobaleno!!!
Ma il Dio cristiano non vuole: "maschi e femmine li creò"; ma come si permette???
Adesso una persona non può scegliere neanche l'identità sessuale che più gli pare e piace!!!
Che antipatico però.










venerdì 5 luglio 2019

mammatus clouds

Mercoledì viaggiavo in auto verso Verona e, ad un certo punto, mi sono trovato in mezzo ad un classico temporale estivo.
Ho potuto ammirare, allora, un fenomeno atmosferico abbastanza raro dalle nostre parti a quanto pare: le nuvole a forma di mammelle.


Gli esperti definiscono "mammatus clouds" le nubi che si formano nella parte del temporale meno attiva, laddove è presente uno strato d'aria più secca.
Si trovano solitamente quindi lontane dal nucleo più intenso delle precipitazioni, risultando perciò più deboli perché non supportate da intense correnti ascensionali e discensionali.
È come se la nube provasse a far piovere ma incontrando uno strato d'aria molto secco non ci riuscisse».



Ogni mammatus, allora, rappresenta un rovescio formatosi nella nuvola che però evapora immediatamente; per questo sono sintomo di temporali molto potenti in formazione.


E' come se una forza trattenesse la pioggia già in cammino verso il basso e diretta ad irrigare la terra.
Un po' come succede a me certe volte!!!

sabato 1 giugno 2019

le campane di Nagasaki

Libro bellissimo questa biografia di Takashi Nagai raccontata da Paul Glynn.
Medico e docente universitario, Nagai è stato pioniere della radiologia nel Giappone del primo novecento.
Testimone di un'umanità autentica, ha saputo seminare pace e speranza dove la bomba atomica aveva distrutto il corpo e l'anima di un intero popolo: "Soltanto se uno ha sofferto e pianto può capire che cos'è la compassione e può confortare chi soffre. Se non hai mai pianto non puoi asciugare le lacrime di un'altro. Se non hai mai guardato la morte in faccia, se non ti sei mai sentito annientato dal suo orrore, non puoi aiutare un altro a risorgere per gustare nuovamente la gioia di essere vivo".
Parole che non hanno nulla di retorico per una persona che ha visto il corpo dell'amatissima moglie Midori carbonizzato dalle radiazioni della bomba atomica lanciata su Nagasaki.
Da ateo convinto scopre l'esistenza dello spirito immortale semplicemente guardando negli occhi sua madre morente, che gli trasmettono una specie di illuminazione: "corsi al suo capezzale. Respirava ancora. Tenne fissi gli occhi su di me e fu così che spirò. Mia madre con quel suo ultimo sguardo fece crollare tutta la sovrastruttura ideologica che mi ero costruito dentro. Questa donna che mi aveva messo al mondo e mi aveva allevato, negli ultimi istanti senza parlare mi disse parole molto chiare; i suoi occhi parlarono ai miei: "tua madre ti dice addio perché muore, ma il suo spirito non muore e resterà sempre accanto al suo bambino". Io che ero così convinto che non esistesse affatto una "cosa" che si chiamava spirito, ora ero costretto a crederci!
Gli occhi di mia madre mi hanno confermato che lo spirito umano continua a vivere dopo la morte".
Convertitosi al cattolicesimo, arriva a conquistare una fede così profonda da essere chiamato "il santo di Urakami", irradiando la sua luminosa spiritualità in tutto il mondo attraverso i suoi scritti e le sue poesie.
Un giorno, mentre era intento ad osservare al microscopio la perfetta conformazione dei cristalli di urea, sente un forte impulso a mettersi in ginocchio e pregare.
Pur conoscendo i rischi dovuti all'esposizione delle radiazioni generate dai macchinari radiologici, non cessò mai di fare visite, spesso fino a notte fonda, pur di curare i suoi pazienti.
Il 1° maggio 1951, giorno della sua morte a causa della leucemia che ne sconvolse l'organismo, suonarono tutte le campane degli edifici di culto di Nagasaki in onore del giovane medico volato in cielo a soli 43 anni.
Lascerà scritto ai suoi figli: "essere poveri di spirito e puri di cuore non vi procurerà forse molti soldi, ma vi darà qualcosa di più prezioso, la pace del cuore".
</ Qualche anno fa da questa storia è stato tratto un film: "all that remains", e quello che segue ne è lo splendido trailer



mercoledì 1 maggio 2019

quello che veramente ami...

Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d’inferno,
Quello che veramente ami e’ la tua vera eredita’
La formica e’ un centauro nel suo mondo di draghi.

Strappa da te la vanità, non fu l’uomo
A creare il coraggio, o l’ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo
Nella misura dell’invenzione, o nella vera abilità dell’artefice,
Strappa da te la vanità,
Paquin strappala!
Il casco verde ha vinto la tua eleganza.
“Dominati, e gli altri ti sopporteranno”
Strappa da te la vanità
Sei un cane bastonato sotto la grandine,
Una pica rigonfia in uno spasimo di sole,
Metà nero metà bianco
Né distingui un’ala da una coda
Strappa da te la vanità
Come son meschini i tuoi rancori
Nutriti di falsità.
Strappa da te la vanità,
Avido di distruggere, avaro di carità,
Strappa da te la vanità,
Ti dico strappala.
Ma avere fatto in luogo di non avere fatto
questa non è vanità

Avere, con discrezione, bussato
Perché un Blunt aprisse
Aver raccolto dal vento una tradizione viva
o da un bell’occhio antico la fiamma inviolata
Questa non è vanità.
Qui l’errore è in ciò che non si è fatto, nella diffidenza che fece esitare.


Ezra Pound                Canti Pisani

mercoledì 17 aprile 2019

Segni dei tempi



"Dio è un genio della comunicazione.
Di fronte alla generazione umana più distratta di tutta la Storia, cosa fa per catturare la nostra attenzione all’inizio della Settimana Santa?
Lascia bruciare una delle chiese più belle che abbiamo costruito per Lui. 
Per me è come se ci dicesse: “Guarda che anche il capolavoro più straordinario che mi dedichi, non vale niente se poi ti dimentichi di me, passi davanti a quella chiesa e ti occupi solo delle tue cose, distratto.
A me interessi TU. Io voglio te. Tu sei la mia cattedrale”.
Notre Dame che brucia ci lascia senza alibi, nei giorni di Pasqua, mentre ci chiediamo che cosa, veramente, regge l’urto del tempo.”

Paolo Pugni


venerdì 29 marzo 2019

Interruzione volontaria dell'intelligenza


Se Dio non esiste tutto è permesso afferma Ivan Karamazov nel famoso capolavoro di Dostoevskij.
Oggi potremmo parafrasare quest'affermazione dicendo che: se la natura non esiste tutto è permesso.
Purché ci sia l'amore s'intende.
Siamo passati dall'eresia della verità all'eresia dell'amore.
Se c'è l'amore tutto è lecito, persino la manipolazione della natura umana.
La prima eresia ha generato il relativismo etico: la verità non esiste; tutto è negoziabile dalle maggioranze parlamentari, persino il massimo valore costituzionalmente tutelato, la vita.
E' cosi che il peggior crimine che si possa commettere: l'uccisione di un essere umano fragile e indifeso nel ventre della madre viene trasformato da reato di omicidio punito dal codice penale a esercizio di libertà.
La seconda eresia ha generato l'amore arcobaleno.
Purché ci sia l'amore tutto è consentito.
E' così che alla famiglia naturale si sovrappone la famiglia "transgender", altrettanto idonea ad accogliere figli e ad educarli in maniera equilibrata.
E' semplice intuire dove condurrà questa "conquista di civiltà".
Se la natura non esiste non c'è più nessun punto di riferimento che ci possa dire cosa è bene e cosa è male.
Se il diritto naturale non esiste tutto sarà permesso, dall'eutanasia al suicidio "assistito"; ogni "amore" sarà consentito, ogni attrazione si potrà assecondare, da quella verso il proprio figlio, o verso il padre o la madre, o verso il fratello o la sorella, o verso la moglie del migliore amico, o verso l'insegnante o l'allievo...
E non pensiate che tutto questo processo sia il risultato di un naturale "sviluppo" della società.
E' stato tutto pianificato e studiato a tavolino circa 50 anni fa dai gruppi di potere che "muovono" i fili dell'opinione pubblica.
E l'obiettivo di questa gente non è certo l'emancipazione della società o i diritti umani: alle multinazionali frega "un'emerita minchia" dei diritti degli omosessuali.
Pensate davvero che la gigantesca campagna mediatica sviluppatasi in questi anni a favore delle famiglie arcobaleno sia il frutto di iniziative genuine e spontanee?
Il vero motivo che ha condotto questa gente ad investire miliardi di euro per distruggere la famiglia è il più grande business mai realizzato sulla faccia della terra: la manipolazione genetica; "costruire" i bambini ad immagine e somiglianza del committente, senza bisogno dell'unione sessuale naturale.
Benvenuti nella realtà.


mercoledì 20 marzo 2019

Teologia applicata all'igiene dentale

Qualche tempo fa riportavo alcune considerazioni di C.S. Lewis sulla sofferenza.
L'autore delle Cronache di Narnia (e Diario di un dolore) partiva dalla constatazione che un Dio perfettamente buono non smette per questo di incutere timore: "mettiamo di aver a che fare con un chirurgo che ha a cuore solo il nostro bene. Più sarà buono e coscienzioso, più sarà inesorabile nel tagliare. Se cedesse alle suppliche, se interrompesse l'operazione prima della fine, tutto il dolore provato fino a quel momento sarebbe stato inutile. Che cosa vogliono dire quelli che proclamano: "non ho paura di Dio, perché so che è buono"?
Non sono mai stati da un dentista?".
Ecco appunto, il dentista.
Ho un caro amico dentista che ha una passione per la teologia, tanto da aver creato un nuovo genere letterario: la dentoteologia.
Prende spunto, cioè, dalla cura dentale per spiegare argomenti teologici: è talmente bravo che ha influenzato anche me.
Qualche settimana fa, infatti, mentre mi recavo appunto dal dentista, ho fatto il proposito di offrire tutti i dolori che avrei sopportato per la salvezza delle anime che ne avevano bisogno.
A quel punto mi sono chiesto: ma dopo la mia offerta soffrirò di più o no?
Ho pensato che, siccome ci sono molte anime che hanno bisogno di essere salvate, il Padreterno avrebbe approfittato della mia offerta per salvarne quante più possibile, aumentando le mie sofferenze.
Molte persone, infatti, si tengono lontane da Dio per paura di soffrire, quasi sperando di passare inosservate; ricordiamo al riguardo la famosa frase di santa Teresa d'Avila che, provata da tante tribolazioni, si lamentava con Dio, e il Signore le rispose: "Teresa, è cosi che tratto i miei amici"; al che la santa rispose: "capisco allora perché ne hai così pochi".
Poi però ho concluso che avrei sofferto in misura esattamente uguale, perché Dio non può premiare un atto di buona volontà con una maggiore sofferenza; un tale modo di fare, infatti, scoraggerebbe nuovi atti di generosità, anche alla luce di quelle parole del Vangelo secondo cui il Signore: "fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti"; Mt. 5,45.
Non basta, pertanto, tenersi lontani da Dio per non soffrire, dal momento che la vita serba per tutti gli uomini una dose di dolori proporzionata alla loro capacità di sopportazione; ciò che fa la differenza è il senso che diamo al nostro soffrire.
Se ci ribelliamo ad esso considerandolo inutile  esso può condurci alla pazzia; se lo sopportiamo per amore di Dio e delle anime può diventare un tesoro prezioso.

p.s. per la cronaca: quel giorno dal dentista ho sofferto molto meno delle altre volte...