venerdì 22 gennaio 2021

Vi ricorda qualcosa?

Avete già sentito parlare della Laminina?

Si tratta di una proteina fibrosa, contenuta nella matrice extracellulare, svolge funzioni principalmente adesive, favorendo il congiungimento delle cellule epiteliali con la lamina basale.

Insomma, in termini del tutto profani, sarebbe il collante che tiene insieme tutta la struttura delle cellule che compongono il corpo degli esseri umani.

Il ruolo che svolge questa proteina è fondamentale anche nello sviluppo della psiche umana: è definita la "molecola della maturità" o la "proteina del giudizio", poiché è determinante nella fase del passaggio dall'adolescenza all'età della ragione, come ha dimostrato uno studio effettuato da alcuni scienziati dell'Università di Yale, secondo cui la Laminina avrebbe non solo il compito di organizzare le cellule in tessuti ma soprattutto quello di mettere ordine nelle sinapsi concitate degli adolescenti e "tranquillizzare" i neuroni agitati dei ragazzi.

Osservando la proteina al microscopio, infine, molti biochimici sono rimasti a bocca aperta: la sua conformazione tridimensionale infatti non sembra per nulla casuale.

Vi ricorda qualcosa?

lunedì 28 dicembre 2020

Viaggio nella vertigine

Ci sono dei libri che vengono a cercarti e ti chiedono di leggerli.

Viaggio nella vertigine di Evgenija Ginzburg è stato uno di questi.

Nata a Mosca da famiglia ebraica, Evgenija Ginzburg (1904-1977), intellettuale di livello e docente universitaria, comincia giovanissima a occuparsi di politica.

Nel 1937, quando Stalin avvia il criminale processo di epurazione di quasi tutti i dirigenti del partito comunista, allo scopo di realizzare senza opposizione la sua folle dittatura, Evgenija viene processata per attività anti-rivoluzionaria e condannata a morte, pur essendo assolutamente innocente.

La pena viene poi commutata in una lunga detenzione ma Evgenija viene privata di tutto: marito, figli, lavoro, parenti e amici. Passa da un carcere all’altro, fino a giungere nelle terre più desolate della Siberia, dove passerà la maggior parte dei suoi dieci anni di prigionia.

Sottoposta ad interrogatori estenuanti (anche per sei giorni e sei notti ininterrottamente, senza dormire, bere e mangiare) al fine di indurla a firmare una dichiarazione falsa nella quale ammetta di aver svolto attività di opposizione al regime, si rifiuta eroicamente di andare contro la propria coscienza ed accusare ingiustamente altre persone.

Nel 1947 è una delle poche persone a cui è concessa la libertà; per essere riabilitata, tuttavia, dovrà attendere la morte di Stalin e il disgelo.

Il libro è una testimonianza incredibile dell’odissea di una donna che, mentre le cadono lentamente dagli occhi le scaglie dell’ideologia comunista, diventa capace di trarre insegnamento da ogni esperienza che attraversa, per quanto dolorosa e terribile possa essere.

Questo libro è prezioso per comprendere un'epoca cruciale per il destino dell'Europa.

Indimenticabili sono le pagine in cui la protagonista descrive l’estasi che prova quando torna a rivedere il cielo, dopo mesi di cella sotterranea; o la gioia che la prende quando legge per ventitré ore di seguito nella semioscurità, dopo un lunghissimo tempo in un cui non poteva avere accesso a nulla di scritto; o quando inaspettatamente entra nella sua cella di isolamento una compagna con cui non riesce più a smettere di parlare, tanto è grata di avere qualcuno con cui condividere quello che sta vivendo.

Dal libro sono stati tratti due film: Viaggio nella vertigine del 2009, con una grandissima Emily Watson come protagonista, e Cominciò il viaggio nella vertigine del 1972 di Toni De Gregorio, anche questo molto bello.

Peccato che questa donna coraggiosa e onesta non abbia vissuto abbastanza per vedere il crollo del regime comunista avvenuto formalmente 14 anni dopo la sua morte, il 25 dicembre (giorno di Natale) del 1991.






mercoledì 2 dicembre 2020

Poteva accadere, doveva accadere, è accaduto

Poteva accadere

doveva accadere

È accaduto
prima, dopo
Più vicino. Più lontano.
È accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
a un passo, a un pelo
da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’attimo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta
come mi batte forte il tuo cuore.

Wisława Szymborska

giovedì 12 novembre 2020

La tenerezza di Dio

Qualcuno mi ha chiesto "se Dio esiste perché non si manifesta"?

Non è l'onnipotenza di Dio a minacciarci, ne quella che viene chiamata la sua Gloria.

Quello che bisogna temere è la sua dolcezza.

Ciò che la sua carità sottrae alla nostra vista è la folgorazione essenziale dell'infinito che si contrae in una inconcepibile umiltà.

E' l'eterna e limpida innocenza di Dio a spezzare i cuori.

Egli non può apparire senza che diamo di noi stessi, immediatamente, un giudizio ed una condanna senza appello, né remissione.

Ed è proprio quello che non vuole.

Ogni cosa ha in lui la sua ragione di carità.

L'uomo non è solo.

Il mondo in cui viviamo non è che un leggerissimo riflesso dell'immensa realtà invisibile, spirituale, splendente che lo attraversa, lo avvolge, lo aspetta.

Andrè Frossard


martedì 27 ottobre 2020

le mani

"Nonna, come si affronta il dolore?"

"Con le mani, tesoro.

Se lo fai con la mente il dolore invece di ammorbidirsi, s'indurisce ancora di più."
"Con le mani nonna?"
"Si. Le nostre mani sono le antenne della nostra anima. Se le fai muovere cucendo, cucinando, dipingendo, suonando o sprofondandole nella terra invii segnali di cura alla parte più profonda di te.
E la tua anima si rasserena perché le stai dando attenzione. Così non ha più bisogno di inviarti dolore per farsi notare."
"Davvero le mani sono così importanti?"
"Si, bambina mia. Pensa ai neonati: loro iniziano a conoscere il mondo grazie al tocco delle loro manine.
Se guardi le mani dei vecchi ti parlano della loro vita più di qualsiasi altra parte del corpo.
Tutto ciò che è fatto a mano si dice che è fatto con il cuore. Perché è davvero così: mani e cuore sono connessi.
I massaggiatori lo sanno bene: quando toccano il corpo di un'altra persona con le loro mani creano una connessione profonda.
E' proprio da questa connessione che arriva la guarigione.
Pensa agli innamorati: quando le loro mani si sfiorano fanno l'amore nel modo più sublime."
"Le mie mani nonna... da quanto tempo non le uso così!"
"Muovile tesoro mio, inizia a creare con loro e tutto dentro di te si muoverà.
Il dolore non passerà. Ma si trasformerà nel più bel capolavoro. E non farà più male.
Perché sarai riuscita a ricamarne l'essenza."
Elena Bernabè

martedì 6 ottobre 2020

il valore divino dell'umano

Non possiamo essere divini senza essere molto umani.
La frase del Vangelo "siate perfetti come è perfetto il Padre vostro che è nei cieli" Mt. 5,48, non vuol dire siate impeccabili: modelli glaciali che si possono ammirare ma non si possono imitare, perché questo sarebbe disumano; significa invece siate pienamente uomini, secondo il progetto di umanità presente nella mente di Dio che il peccato originale ha alterato, ma che la grazia consente di ricostruire.
Non potremo mai diventare santi senza prima diventare pienamente uomini, dal momento che la santità consiste esattamente nella piena realizzazione della natura umana.
"La divinità si incontra quando l’umanità diventa così integra e profonda, quando si vede una persona senza difese e senza potere che è capace di darsi totalmente.
Questo è il momento in cui il Gesù umano ci apre gli occhi a tutto ciò che significa Dio e ci permette di vedere tutto ciò che Dio è.
Non è attraverso il divino che noi sperimentiamo l’umano; piuttosto il contrario, è dall'interno dell’umanità che sperimentiamo il divino".
John Shelby Spong

mercoledì 16 settembre 2020

Milagrosa

Una giovane ragazza rimane incinta ma è costretta dalla madre ad abortire al quinto mese di gravidanza.

Il feto viene messo in una busta per essere buttato via ma scoppia un violentissimo temporale che impedisce a madre e figlia di uscire.

Durante la tempesta il feto comincia a dare segni di vita...

E' così che inizia la storia meravigliosa di amore e perdono raccontata in questo video