venerdì 20 aprile 2018

gratitudine che rigenera

Riesci a essere grato per ogni cosa nella tua vita? Intendo dire, in ogni circostanza, situazione o persona che ti mettono in difficoltà o in sfida?
La gratitudine non è frutto delle circostanze, non è un sentimento valido solo quando tutto funziona alla grande.
Essere grati è un modo di vedere il mondo, la tua realtà, la vita stessa.
Questo accade a chi vive nella gratitudine autentica e ha compreso il vero potere di un atteggiamento grato.
Riesci a essere grato veramente per tutte le volte che le cose non vanno come vorresti o come ti saresti aspettato?
In queste situazioni anziché pensare che “sarebbe potuto andare meglio” accogli con fiducia cosa accade.
Qualunque cosa sia è ciò di cui hai bisogno anche se non ne hai immediata percezione.
E se una persona ti ferisce, riesci a provare un sentimento di gratitudine? Invece di restare in balia della vergogna o del rifiuto, sposta la tua energia nella bolla dell’apprezzamento.
Le persone che ti feriscono ti stanno facendo un grande dono: l’opportunità di creare una migliore relazione con te stesso, con ciò che sei e con ciò che vuoi essere. 
Presta attenzione alle parole che ti hanno ferito di più: proprio li potresti cogliere degli insegnamenti.
Stai vivendo una situazione sfidante dal punto di vista finanziario?
Ricordati sempre che la tua ricchezza è un tema molto ampio che non si limita al denaro.
La tua condizione finanziaria migliora se non diventa il metro di valutazione di te stesso o la modalità con cui misuri il tuo potenziale.
Non tutto può andare come desideri.
Ma ogni cosa può assumere l’aspetto di ricchezza. Dipende da te. Dipende dalla tua percezione del presente ma anche del passato.
Lascia andare ciò che hai perso.
Non portare la tua attenzione su ciò che è andato altrimenti rischi di offuscare la tua vista e di perderti la meraviglia che c’è intorno a te.
Quando sei solo, pensa che hai del tempo per allenare la connessione con la parte più intima di te. Sii grato agli attimi di solitudine e fanne motivo di crescita.
Tutti sperimentiamo tristezza, rabbia, paura, dolore, ansia. Siamo umani e non potrebbe essere diversamente.
Ma il fatto che tu possa provare queste emozioni non significa che tu debba giudicare ciò che le provoca come situazioni negative.
Nel momento stesso in cui giudichi qualcosa o qualcuno stai uscendo dal terreno dell’amore.
E la gratitudine è compagna dell’amore. Nasce dal cuore e si espande ovunque si scelga di portare la propria attenzione.
Fai il pieno di gratitudine. Vedrai la tua vita fiorire.

Assunta Corbo                 (http://thatsgoodnewsblog.com/fai-il-pieno-di-gratitudine/#more-8894)




venerdì 13 aprile 2018

nuvole

L’uomo seduto sulla panchina guardava rapito un gruppo di nuvole bianche che continuava a svilupparsi espandendo la propria eterea circonferenza a velocità siderale.
Pareva estasiato dalla visione di quel grandioso affresco che il sole illuminava in modo sorprendente, mentre nuove onde di bianco sempre più vivo crescevano dal di dentro. Quell’esplosione di vapore candido evocava orizzonti misteriosi e sconfinate maree spumeggianti di vita. 


lunedì 26 marzo 2018

palloni gonfiati

Ciascuno di noi si illude di essere "qualcuno" in qualcosa o, perlomeno, "qualcosa" per qualcuno, e depone il proprio cuore in simili surrogati della felicità.
Vorremmo eccellere allora in qualche capacità fisica, intellettuale o morale, o almeno in qualche abilità tecnica, artistica o sportiva, e tutto per richiamare l'attenzione su di noi; per trovare un po' di quell'affetto capace di riempire il vuoto che ci disorienta.
"Soffriamo tutti di 'mancanza di essere'; uno dei bisogni più profondi dell'uomo è il bisogno di identità: ho bisogno di sapere chi sono, ho bisogno di esistere ai miei propri occhi e agli occhi degli altri.
Tutti nasciamo con una ferita profonda che viviamo come una mancanza, una mancanza di essere. A questa mancanza cercheremo di rimediare per compensazione: ogni essere umano cercherà così di costruirsi un'identità compensatoria, diversa dall'uno all'altro, a seconda della sua ferita.
Ognuno si fabbricherà dunque un 'ego', diverso dal 'sé' vero, come un grosso pallone che si gonfia" (Jacques Filippe, libertà interiore).
Siamo tutti dei palloni gonfiati; basta una piccola puntura di spillo per andare in mille pezzi!
Ma allora qual è, in definitiva, l'unica cosa che resta e che meriti di essere conservata della nostra identità?
L'amore è ciò che resta quando, al di là dei nostri fallimenti, delle nostre divisioni, delle parole cui sopravviviamo, sale dal fondo della notte come un canto appena udibile, la certezza che al di là dei disastri delle nostre biografie, al di là della gioia, della pena, della nascita, della morte, esiste uno spazio che niente minaccia, che niente ha mai messo in pericolo e che non corre alcun rischio di venire distrutto, uno spazio intatto, quello della capacità di amare e di essere amati, su cui è stato fondato il nostro essere.

venerdì 16 marzo 2018

Human

In fondo sono solo un essere umano
una manciata di fango vivificata dalla grazia
abbiate pazienza con me

venerdì 2 marzo 2018

Libera me, Domine

Líbera me, Dómine, de morte ætérna,
in díe ílla treménda:
Quándo caéli movéndi sunt et térra:
Dum véneris judicáre saéculum per ígnem. Trémens fáctus sum égo, et tímeo dum discússio vénerit, átque ventúra íra.
Quándo caéli movéndi sunt et térra:
Díes ílla, díes íræ calamitátis et misériæ,
díes mágna et amára válde,
Dum véneris judicáre saéculum per ígnem. Réquiem ætérnam dóna éis Dómine,
et lux perpétua lúceat eis.


mercoledì 7 febbraio 2018

come un amante geloso

"L'anima, se non è morta del tutto, ama spontaneamente il suo Creatore.
Anche se voi non ve ne accorgete, questa vostra luce, questa vostra fiamma, nascosta entro le opache barriere della carne, tende con nostalgia al Cielo da cui è venuta e sospira all'unione con la sua Origine.
Si trova persa fra estranei l'anima sulla terra e cerca la vicinanza con l'Unico che la rende sicura".
Che emozione leggere queste parole rivelate nei diari di Maria Valtorta, perchè riecheggiano in maniera sorprendente quanto avevo scritto in uno dei post a cui sono più legato: Nostalgia.
Occorrerebbe rileggerle tutte le volte che sentiamo questo senso di vuoto nell'anima che niente sembra poter colmare; quando la solitudine ci assedia a tal punto da far sorgere il sospetto che Qualcuno stia creando il deserto attorno a noi affinchè ritoniamo ad alzare lo sguardo al cielo cercando il suo volto, come un'amante geloso che pretende ogni attenzione e affetto, e si preoccupa di eliminare la più piccola occasione di tradimento del suo amore appassionato.

sabato 20 gennaio 2018

la luce

Un giorno ho visto un frammento della sua essenza nell'anima bella e raggiante di mia madre santa.
L'ho vista a mezzogiorno, come una grande farfalla bianca, camminava sulla pietra tiepida della mia finestra e sui marciapiedi scorreva, pietosa e clemente, come latte tiepido appena munto, che la sera da orizzonte a orizzonte diventava una striscia, quasi fiumi di giacinto, o formava nei cieli sereni vasche di sogno in cui s'infiammavano piccole isole di ninfee.
La Luce è la sposa del mio Pensiero, la figlia di Dio, è il vino della gioia dell'Universo, che una sera sgorgò come torrente dal fianco di Gesù, sgorgò come Perdono, laggiù, nei calici vuoti della disperazione degli uomini, radunati intorno alla tavola del Peccato.
La Luce è il sangue della natura, la corona della notte e la veste del giorno, è il marmo delle miniere celesti con cui l'arte, nel suo sogno immortale, scolpisce divinità dai candidi corpi.
Nel suo grembo la Sapienza è un canto, che nel profondo della notte i poeti bevono dalle stelle per suonarlo durante il giorno agli uomini.
Essa si dona a tutti, con tutti si frange e come ostia rimane indivisa.
Essa è l'ostia che scende ogni mattina sui nostri altari, nel mistero insanguinato dell'incarnazione, e io vado alla sorgente della luce...
Quante migliaia, quante migliaia di anni dovrò ancora camminare?

Daniel Varujan, Canti pagani