sabato 30 novembre 2013

La salvezza del mondo

Se il mondo sapesse chiamare “Maria” sarebbe salvo.
A chi ancora crede, nel mondo, Io dico: La salvezza del mondo è in Maria.
Unico ponte che ricongiunge il cielo alla terra.
Maria è come la luna rispetto al sole.
Ne è illuminata e riflette su voi la luce che l’ha illuminata, ma addolcendola di quei mistici vapori che la rendono sopportabile alla limitata vostra natura.
Il demonio ha ancora più ribrezzo del nome di Maria che del mio Nome e della mia Croce;
l’eco soltanto del nome di Maria lo mette in fuga.
Se il mondo sapesse chiamare Maria, sarebbe salvo.
Quel nome è scudo e difesa contro tutte le insidie, quel nome è musica di Cielo, quel nome fa trasalire di gioia la Trinità.
Nessun mortale, per santo che sia, può comprendere cosa sia per tutto il Cielo Maria.
E’ la radice e l’Albero dei Viventi: il Padre l’ha creata, l’Amore l’ha fecondata, e dal suo midollo è venuta la linfa di Grazia che v'ha dato il Frutto che è la Grazia stessa.
Vero Albero di Vita, Ella tende i suoi rami, carichi del Frutto del suo Seno, perché voi ne mangiate.
Ella Genitrice universale, versa il suo latte di grazia sui suoi poveri figli peccatori, deboli, malati, paurosi, stanchi.
Giardino colmo di fiori e api d’oro!
Orto chiuso e fonte soave!
Se il Pane vero è Gesù, è ancor Maria Colei che ha della Parola fatto un Uomo per darlo agli uomini a redenzione e nutrimento.

Sapienza, Vita, Forza è questo Pane, ma è ancor Purezza, Grazia, Umiltà.
Perché se questo Pane è Gesù, questo pane è ancor Maria che ha fatto Gesù col fiore del suo corpo e col miele del suo Cuore. 
Pane che ricorda la Passione divina, Pane che ricorda il vero Corpo e il vero Sangue di Gesù Cristo.
S'è fatta fior di farina per vostro amore, per amor degli uomini, s'è immolata, s'è ridotta in polvere fra le mole dell’ubbidienza e del dolore, e l’amore l’ha consegnata alla macina in cui la Corredentrice è divenuta, da spiga, fior di frumento.
Vergine bella, umile, casta, paziente, amorosa, per volere di Dio Immacolata, per volere suo fedele alla Grazia, Dio decretò:  “Tu non morrai, non può morire Colei che ha dato alla terra la Vita”, ma anzi per aver dato il Frutto del tuo seno, per averlo dato onde fosse colto, preso, mangiato e spremuto, Pane, Vino, Sangue, Redentore, si apriranno i tuoi occhi e sarai come Dio avendo la conoscenza del Bene e del Male, per amare e insegnare ad amare, mirabile Maestra, il primo, e per combattere con le tue armi il secondo.
Se non fosse per le cure di Maria, per le preghiere di Maria, la razza umana non sarebbe più.
L’avrei cancellata perché veramente il vostro vivere ha toccato il profondo del Male e la Giustizia è ferita, e la Pazienza è colmata, e la punizione è pronta; ma c’è Maria che vi ripara con il suo manto, e se Io posso, con un volger di sguardo, far prostrare il Paradiso e tremare gli astri, non posso nulla contro mia Madre.
Sono il suo Dio, ma sono sempre il suo Bambino.

Su quel Cuore mi sono riposato nel primo sonno d’infante e nell’ultimo della morte, e di quel Cuore so tutti i segreti.
So, dunque, che punirvi sarebbe dare un trafiggente dolore alla Madre del genere umano, alla Madre vera, che sempre spera potervi condurre al Figlio suo.
Sono il suo Dio ma Ella è mia Madre ed Io perfetto in tutto, vi sono Maestro anche in questo: nell’amore per la Madre.
A chi ancora crede, nel mondo, Io dico: “La salvezza del mondo è in Maria”.

Maria Valtorta, Diari

sabato 23 novembre 2013

Segni dei tempi

"Gli uomini sono segnati dal peccato originale.
La vita è il tempo che abbiamo (solo quello!) per la nostra conversione, e per gli sposati il luogo della conversione è esattamente il loro rapporto.
Uomini e donne sono diversi, come è osservabile a occhio nudo.
Noi donne abbiamo un enorme potere: quello di indirizzare l’uomo, verso il bene, come Maria, o verso il male, come Eva.
“Dio affida l’umanità alla donna”, scrive Giovanni Paolo II nella Mulieris dignitatem. Questo talento educativo, che Dio ci ha dato per prenderci cura dell’essere umano, a volte tendiamo a usarlo per controllare, manipolare, formattare l’uomo.
Lui da parte sua tende a essere egoista o sfuggente, a tenersi sempre qualcosa per sé senza dare tutto, e per imporsi a volte usa la prepotenza, in certi casi estremi la violenza.
Se la donna lavora su di sé, la sua dolcezza e l’umiltà riescono a non mettere in moto il mister Hyde che spesso dorme nei maschi, e che è etologico, perfino zoologico.
La bontà della donna, in alcuni casi, tira fuori il meglio dell’uomo.
Se la cosa riesce è un salto di civiltà".

Ricordate Costanza Miriano ed il suo libro "Sposati e sii sottomessa"?
Ne avevamo parlato anche in questo blog, sottolineando il tentativo da parte dell'autrice di promuovere un nuovo femminismo.
Ebbene, con il titolo "Casate y sé sumisa" il libro è uscito recentemente anche in Spagna e quella parola contenuta nel titolo ha fatto andare su tutte le furie le donne spagnole, tanto che addirittura tre partiti politici, PP, PSOE e IU, cioè Izquierda Unida, ne hanno chiesto il ritiro dal mercato, e contro il libro sta dilagando una petizione che avrebbe superato rapidamente le sessantamila firme; come se non bastasse, il consiglio comunale di Granada avrebbe chiesto alla Procura di intervenire per vietarne la vendita, imputando all'autrice il reato di istigazione alla violenza sulle donne. Istigazione che ovviamente nel libro non è neppure vagamente adombrata.
Il capo di imputazione, l’unico, sarebbe l’uso della parola sottomessa, peraltro copiata da san Paolo.
L'autrice ha replicato sul suo blog, con vari post, e l'ultimo, di cui ho riportato uno stralcio all'inizio, lo trovate qua;
Il titolo è emblematico: "lassù qualcuno ci ama".

venerdì 8 novembre 2013

Torneremo nelle catacombe

Un po' di tempo fa, in questo post, mettevo in guardia contro il rischio di perdere di vista il necessario legame che deve sempre intercorrere tra libertà e verità, con particolare riferimento all'orientamento sessuale degli esseri umani.
Mi sembrava essenziale chiarire un concetto fondamentale in questo campo:
o la natura umana (e la conseguente dignità) ha un preciso contenuto oggettivo, o tutto diventa lecito, senza nessun punto di riferimento che ci possa più indicare cosa è bene e cosa è male.


Quello che sta accadendo in questi mesi sembra purtroppo confermare le mie più fosche preoccupazioni. Ne cito solo qualcuna. Nel nuovo continente l'Associazione degli psichiatri americani ha declassificato la pedofilia come forma di "orientamento" sessuale e non come malattia o devianza. Che a notificarlo sia l'Associazione degli psichiatri americani conferisce un timbro di ufficialità scientifica e culturale difficilmente opinabile. Con risvolti pratici che vanno al di là del lettino di un camice bianco.

Non una sola voce contraria, ma un coro unanime. Certezza assoluta.

Se per caso vi fosse uno psichiatra negazionista su tale materia, potrebbe essere radiato dalla professione per ignoranza e comportamento anti-scientifico.

In Europa avviene anche di peggio.

Recentemente è balzata agli onori della cronaca la bozza di risoluzione dell’europarlamentare Edite Estrela dal titolo “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”; ebbene, questa bozza (trasmessa dal Parlamento europeo alla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere) recepisce il documento “Standards for Sexuality Education in Europe” elaborato nel 2010 da 19 esperti – 16 donne e 3 uomini – e poi firmato dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute, un organismo del governo tedesco, e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sezione europea (Oms).

Si tratta di alcune linee guida utili ai “politici, alle autorità educative e sanitarie e agli specialisti” del settore per impartire, come Europa comanda, l’educazione sessuale ai minori di 53 paesi dell’area europea e zone limitrofe.

Cosa dice questo documento?

Afferma che per i bimbi dagli 0 ai 4 anni sono tra l’altro previste informazioni sulla “masturbazione infantile precoce” e gli educatori devono anche metterli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel “gioco del dottore”»;

dai quattro ai sei anni si deve anche scoprire «l’amore verso persone dello stesso sesso»; a quelli tra sei e nove anni dovranno essere fornite informazioni sui «cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione», facendo conoscere loro «i diversi metodi contraccettivi»; a quelli tra nove e dodici anni dovranno essere comunicati i «rischi e le  conseguenze delle esperienze sessuali non protette»; agli adolescenti tra i dodici ed i quindici anni dovranno, invece, essere rivelati concetti quali «pianificazione familiare», «impatto della maternità in giovane età», «presa di decisioni», «gravidanze anche in relazioni omosessuali», «prostituzione e pornografia», e soprattutto si dovrà avvertirli di stare in guardia «dall’influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità».

E in Italia cosa succede?

Succede, per esempio, che colpito dagli strali dell’ideologia gender, l’Istituto Faà di Bruno, scuola cattolica di Torino, ha dovuto piegarsi all’intimazione delle associazioni gay ed a quelle di tre consiglieri comunali, che hanno minacciato di interrompere la convenzione stipulata con il Comune se non fosse stata annullata la conferenza “sulla bellezza della famiglia tradizionale”, subendo un atto di vera e propria censura preventiva da parte delle lobby gay; ed a sostenere tale opinione non è un esponente del mondo cattolico, più o meno tradizionalista, che timidamente ha difeso la legittimità dell’istituzione scolastica di assicurare la libertà d’espressione, ma Silvio Viale, presidente dei Radicali italiani: “Al posto della Faà di Bruno non avrei ceduto ed ha ragione l’Arcidiocesi a parlare di censura”, scrive.


  Siete pronti a ritornare nelle catacombe???

domenica 3 novembre 2013

Non è più tempo

Certi giorni sappiamo essere felici inconsciamente, quasi ingenuamente verrebbe da dire; ma noi non siamo di quelli che si aspettano il successo dagli avvenimenti, come una ricetta, e non si tratta di grande sacrificio, perché sappiamo bene che il successo non basta a rendere felici.
Bisognerà, un giorno o l'altro, desiderare la conversione che dobbiamo vivere più fortemente di ogni altro; o la decisione di distaccarci, di liberarci dal peso di noi stessi, da questa esigenza sempre frustrata che cerca ovunque un appiglio vano, e desiderare di essere felici di ogni invenzione della vita per quanto riguarda la nostra esistenza, fino alle pesanti fecondità della sofferenza.
La vita soprannaturale fiorirà  se l'accetteremo per se stessa: la disperazione è il peccato più grave perché è il rifiuto di trarre profitto dalle apparenti infecondità dell'insuccesso.
Scopriremo poco a poco le sfere più riposte dell'amore.
Non si tratta soltanto della giovinezza ritrovata in una nuova infanzia, quell'atmosfera così distante dagli adulti e dalle loro cattive abitudini.
C'è la ferita della solitudine.
E' necessario che ci siano dei giorni in cui gioiremo e sorrideremo con tutta la freschezza intatta della nostra giovinezza.
E poi, ce ne saranno altri di più mesti, nei quali ci sentiremo molto avanti nella vita.
E allora non sarà più tempo di giocare ai ragazzi.
L'amore umano insegna molte cose riguardo alle vie dell'amore divino.
 
Emmanuel Mounier, lettere del 1931/34