venerdì 8 novembre 2013

Torneremo nelle catacombe

Un po' di tempo fa, in questo post, mettevo in guardia contro il rischio di perdere di vista il necessario legame che deve sempre intercorrere tra libertà e verità, con particolare riferimento all'orientamento sessuale degli esseri umani.
Mi sembrava essenziale chiarire un concetto fondamentale in questo campo:
o la natura umana (e la conseguente dignità) ha un preciso contenuto oggettivo, o tutto diventa lecito, senza nessun punto di riferimento che ci possa più indicare cosa è bene e cosa è male.


Quello che sta accadendo in questi mesi sembra purtroppo confermare le mie più fosche preoccupazioni. Ne cito solo qualcuna. Nel nuovo continente l'Associazione degli psichiatri americani ha declassificato la pedofilia come forma di "orientamento" sessuale e non come malattia o devianza. Che a notificarlo sia l'Associazione degli psichiatri americani conferisce un timbro di ufficialità scientifica e culturale difficilmente opinabile. Con risvolti pratici che vanno al di là del lettino di un camice bianco.

Non una sola voce contraria, ma un coro unanime. Certezza assoluta.

Se per caso vi fosse uno psichiatra negazionista su tale materia, potrebbe essere radiato dalla professione per ignoranza e comportamento anti-scientifico.

In Europa avviene anche di peggio.

Recentemente è balzata agli onori della cronaca la bozza di risoluzione dell’europarlamentare Edite Estrela dal titolo “Salute e diritti sessuali e riproduttivi”; ebbene, questa bozza (trasmessa dal Parlamento europeo alla Commissione per i diritti della donna e l’uguaglianza di genere) recepisce il documento “Standards for Sexuality Education in Europe” elaborato nel 2010 da 19 esperti – 16 donne e 3 uomini – e poi firmato dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute, un organismo del governo tedesco, e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sezione europea (Oms).

Si tratta di alcune linee guida utili ai “politici, alle autorità educative e sanitarie e agli specialisti” del settore per impartire, come Europa comanda, l’educazione sessuale ai minori di 53 paesi dell’area europea e zone limitrofe.

Cosa dice questo documento?

Afferma che per i bimbi dagli 0 ai 4 anni sono tra l’altro previste informazioni sulla “masturbazione infantile precoce” e gli educatori devono anche metterli in grado di esprimere i propri bisogni e desideri, ad esempio nel “gioco del dottore”»;

dai quattro ai sei anni si deve anche scoprire «l’amore verso persone dello stesso sesso»; a quelli tra sei e nove anni dovranno essere fornite informazioni sui «cambiamenti del corpo, mestruazioni ed eiaculazione», facendo conoscere loro «i diversi metodi contraccettivi»; a quelli tra nove e dodici anni dovranno essere comunicati i «rischi e le  conseguenze delle esperienze sessuali non protette»; agli adolescenti tra i dodici ed i quindici anni dovranno, invece, essere rivelati concetti quali «pianificazione familiare», «impatto della maternità in giovane età», «presa di decisioni», «gravidanze anche in relazioni omosessuali», «prostituzione e pornografia», e soprattutto si dovrà avvertirli di stare in guardia «dall’influenza della religione sulle decisioni riguardanti la sessualità».

E in Italia cosa succede?

Succede, per esempio, che colpito dagli strali dell’ideologia gender, l’Istituto Faà di Bruno, scuola cattolica di Torino, ha dovuto piegarsi all’intimazione delle associazioni gay ed a quelle di tre consiglieri comunali, che hanno minacciato di interrompere la convenzione stipulata con il Comune se non fosse stata annullata la conferenza “sulla bellezza della famiglia tradizionale”, subendo un atto di vera e propria censura preventiva da parte delle lobby gay; ed a sostenere tale opinione non è un esponente del mondo cattolico, più o meno tradizionalista, che timidamente ha difeso la legittimità dell’istituzione scolastica di assicurare la libertà d’espressione, ma Silvio Viale, presidente dei Radicali italiani: “Al posto della Faà di Bruno non avrei ceduto ed ha ragione l’Arcidiocesi a parlare di censura”, scrive.


  Siete pronti a ritornare nelle catacombe???

12 commenti:

  1. ad ogni caduta di civiltà si assiste prima ad un periodo di decadenza. Eccola.

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    1. voglio sperare che poi avremo la forza di rialzarci caro Stefano!!!
      Buona serata e bentrovato

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  2. Sono d'accordo. La nostra società è in disfacimento. Il suo iter è stato lungo e articolato, L'apoteosi è cosa passata, ora stiamo scendendo la china. Molti segnali, non ultimo questi che tu citi, ce lo affermano con certezza.

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    1. forse questa deriva culturale può servire a risvegliare molte coscienze addormentate!!!
      Io ho ancora questa speranza
      Buona serata

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    2. Ciao Luigi. Lascio qui la mia risposta al commento che hai lasciato da me.
      Perché no Verona? E' una cittadina splendida che si può girare a piedi, vedere piazze, vie e palazzi uno più bello dell'altro e, oltre a tutto, dove si può mangiare molto bene. Si vedrà.

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    3. così finalmente potremo conoscerci!!!

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  3. Avevo già letto questa notizia,alcuni anni fà (imtendo quella sull'educazione sessuale die Bambini)! E ne rimasi scioccata.
    Si ,é vero ,siamo proprio in un punto,dove la decadenza si vede un pò da tutte le parti! Culturalmente stiamo tornando indietro ,a grandi passi , e la gente non se ne avvede !
    Ma cosa possiamo fare noi ,contro i sistemi che governano il mondo !
    Caro Luigi , ti auguro una buona serata ,
    Un abbraccio Bianca

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    1. non dobbiamo mai perdere la speranza che alla fine la ragione pravalga!!!
      Un abbraccio a te Bianca

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  4. Non posso adattarmi a questi cambiamenti del concetto...

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    1. non ci adatteremo Titti: lotteremo fino alla morte se necessario!!!

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  5. Ciao Luigi, gli esseri umani in un verso o in un altro sembrano sempre incapaci di trovare la giusta misura che abbia come priorità il rispetto!
    Un abbraccio!

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    1. Dostoyeski ha scritto che "se Dio non esiste tutto è lecito"; parafrasando le sue parole possiamo affermare che "se la natura umana non esiste ogni manipolazione diventa lecita"!!!
      Buon week-end

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