venerdì 6 ottobre 2017

Fame

Ho un rapporto un pò particolare con i mendicanti.

Li ammiro moltissimo per la loro capacità di capire subito se la persona che gli passa davanti è generosa o meno.
Ci avete mai fatto caso?
Tra una decina di persone che passano per strada riescono ad individuare subito quella che può dare loro qualcosa.
Basta un solo sguardo. 
Dopo qualche anno di onorata professione acquisiscono quella straordinaria sensibilità per leggere nel cuore delle persone che attraversano il loro cammino, comprendendo subito se gli occhi che incrociano appartengono ad un cuore aperto o chiuso, riuscendo così a fare breccia nelle anime più generose.
E' la fame, credo, il motivo di questa speciale abilità.
Mi veniva da riflettere, allora, se io ho la stessa fame sul piano spirituale.
Se riesco a riconoscere, guardandole negli occhi, quelle anime che hanno particolarmente bisogno di aiuto, di conforto, nonostante spesso il loro atteggiamento esterno tradisca una autosufficienza che in realtà non hanno.
Vi farò pescatori di uomini, ha detto un giorno Qualcuno.
Ma per diventare veri pescatori bisogna sperimentare la fame.
E' per questo che la società contemporanea è spiritualmente così povera: ha smesso di avere fame e non si accorge più del prossimo che passa chiedendo aiuto, spesso solo con uno sguardo. 

15 commenti:

  1. Ottima riflessione. Lo penso anch'io. L'essere sazi da ogni punto di vista ci ha resi insensibili. Buona giornata, caro!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie Sonia: è sempre una gioia risentirti!!!
      Un abbraccio

      Elimina
  2. ".....sui mezzi pubblici delle città che attraverso colleziono volti e sguardi,perché è lì che scovo i personaggi delle mie storie ed è lì che si annida la mia felicità di un tempo e di un luogo. A volte sorrido a qualcuno,anche se non lo conosco,gettando nello sconcerto il malcapitato o la malcapitata, poi però vedo che qualcosa si scioglie e i tratti di un volto, prima accigliato,rivelano luminosamente che si impiegano più muscoli del viso per essere tristi che per sorridere(lo dicono anche gli scienziati)

    Mi sembra che stiamo dimenticando l'arte di essere felici,e che quando lo siamo,per paura che lo stato di grazia sia un'illusione,lo condanniamo a esaurirsi,come un giardiniere che non si fida del seme di rosa a causa della sua piccolezza e fragilità, e per questo decide di non curarlo.Quando guardo una rosa mi accorgo che non sono tenute a essere belle,eppure lo sono.Perché noi non riusciamo a raggiungere la bellezza di una rosa o dimentichiamo come si fa?Troppo concentrati sui risultati anziché sulle persone........"


    Alessandro D'Avenia...credo che tu lo abbia citato più di una volta,adesso sto all'inizio di questo libro e l'ho letto insieme a te,perché credo che tu riesca bene a comprendere queste parole...

    Buonanotte

    L.









    RispondiElimina
    Risposte
    1. le comprendo bene mia cara!!!
      Leggi in fretta perchè il 31 ottobre ne pubblicherà un'altro che ti piacerà moltissimo!!!
      Un bacio

      Elimina
  3. Quanta verità in quello che dici e penso però che quando facciamo la carità anche noi siamo attirati dal mendicante. La serietà del viso o il movimento della mano che si tende possono indurci a donare. Per la seconda parte del tuo bel testo, ritengo che la cosa sia molto più difficile da considerare. Ciao e buon fine settimana.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie del passaggio Elio!!!
      Buon week-end anche a te
      a presto

      Elimina
  4. Credo che non tutti possano diventare pescatori di uomini perché ognuno di noi non ha gli stessi strumenti di pesca. Comunque è una bellissima riflessione. Ciao Luigi da Stefano G.

    RispondiElimina
  5. Caro Luigi, buongiorno.
    È vero, loro riconoscono il passante che dona anche se magari non è esattamente di buon cuore...
    Non sempre doniamo (mi ci metto anch'io) ed il motivo non è unico. Forse perché crediamo che siano mendicanti sfruttati dalla malavita oppure perché siamo egoisti oppure perché siamo indifferenti o avidi...le ragioni sono molteplici...ma loro sì, riconoscono, anche chi è anziano e fa fatica a non donare, anche il ragazzo che ti parla con amicizia e si sente perciò obbligato a donare...
    Quanti siamo e quante diversità nel mondo.
    Rifletto spesso su tutto ciò anch'io...
    Ma forse si dovrebbe donare e si dovrebbe ricevere senza pensarci troppo, senza soffermarci sui perché. È il dono in sé ad essere importante, il resto è superfluo per me.
    Ti abbraccio forte, ciao e grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. carissima Pia, io mi sono reso conto che donare fa bene soprattutto a chi dona, perchè ci rende migliori e più felici!!!
      Un bacione grande

      Elimina
  6. Per favore chi ha scritto questo post?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Luigi Annunziata
      avvocato.annunziata@gmail.com

      Elimina
  7. Ho trovato questo post altrove e non comprendevo davvero chi fosse l'autore !!

    Un avvocato!Spero di cuore che tu sia motivato da questa fame spirituale e non da quella "fama" che molto spesso annienta l'UOMO!

    L.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. non c'è pericolo cara: la fama non mi sfiora neanche!!!
      A presto

      Elimina
  8. In fondo anche chi vive per "fama" ha la sua ragione di esistere,chissà! Solo che io ho un debole nel cuore per chi vive di fame spirituale,tutto qui..

    Un grande abbraccio e un ti voglio bene...

    RispondiElimina