mercoledì 4 novembre 2015

un cuore pensante

Non conosciamo il suo volto né il suo nome, eppure una parte molto profonda di noi ci fa intuire la necessità della sua presenza.
C'è un'ombra di nostalgia in fondo a ogni nostra azione.
Di notte dormiamo, ma il nostro cuore resta sospeso, vigile, veglia.
Non sappiamo se chiamerà forte il nostro nome, oppure se incroceremo i suoi occhi tra la folla.
Non sappiamo come faremo a sapere che quegli occhi sono davvero i suoi.
Quelli che ci cercavano.
Quelli che noi cercavamo.
All'inizio del cammino, l'unica cosa che ci è chiara è l'assenza, e che questa assenza molto rapidamente si trasforma in sete.
Una sete terribile che non viene soddisfatta da nessuna delle bevande che generosamente ci vengono offerte.
Anzi paradossalmente più beviamo, più abbiamo sete.
Non c'è aranciata, né gazzosa, né birra, non c'è bicchiere, né bottiglia, né botte in grado di dissetarci.
Per questo camminiamo, per questo andiamo avanti.
Per cercare la sorgente.
Susanna Tamaro, Un cuore pensante

La sensazione prevalente che mi ha assalito mentre leggevo questo libro è l'incredulità: non credevo ai miei occhi!!!
Molte frasi, descrizioni di stati d'animo e sentimenti le avevo già scritte io quasi identiche.
Possono esistere fenomeni di telepatia letteraria???

14 commenti:

  1. MI piace la Tamaro...certo che ci può essere empatia!!! Eccome! Ciao Luigi!!!

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    1. Bentornata Laura; nel mio caso si tratta di qualcosa di più di una semplice empatia: è una incredibile concordanza!!!
      Un sorriso

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  2. Più che di telepatia letteraria può esserci sintonia di sentimenti. E questo avviene ogni tanto con persone perfettamente sconosciute. Ho ancora ricordo di un incontro di tanti anni fa, una ragazza salita sul treno, che mi portava a Trento, alla stazione precedente. Avevamo parlato insieme forse un quarto d'ora, il tempo di un caffè, ma ancora non ho dimenticato la forte impressione che avevo avuto, di avere trovato la mia gemella. Non l'ho mai più rivista.
    Capisco tuttavia che la Tamaro parla del cammino della fede, che non può che essere condiviso da te.

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    1. anche a me è capitato con qualcuno che ho incontrato casualmente, Ambra; quando però la simbiosi riguarda pensieri e parole scritte, è più impressionante!!!

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  3. E' vero, ci sono incontri quasi telepatici e anche a me qualche volta sono capitati. Ma nel caso di cui parli, Luigi, penso che si tratti anche del potere dell'arte (letteratura, musica ecc.) che, se trova un fruitore ricettivo, sa svegliare in lui una vita che già possiede e di cui talora non è consapevole. Se poi, come nel tuo caso, questa consapevolezza c'è già, allora la sintonia sarà piena e leggere sarà come ritrovare se stessi.
    Grazie!!!

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  4. Eh sì, il bello della letteratura è proprio questo: ritrovare le emozioni che ci fanno sognare (o anche arrabbiare), scritte nero su bianco. Anche a me è capitato spesso :-)

    PS: la tua storia sull'antologia è deliziosa. Hai trovato davvero un espediente bello e originale per raccontare l'immagine di Cristina!

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    1. sono contento che ti sia piaciuta!!!
      Un sorriso

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  5. non ho mai letto nulla di suo...
    è una vita che mi riprometto di farlo!

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    1. questa è l'occasione giusta Fede!!!
      A presto

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  6. Il primo libro che ho letto in italiano è di lei, Susanna Tamaro... sembra bellissimo anche questo. Anche perché è uguale di quello che hai scritto...
    Buona giornata

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  7. Parto dalla fine...bella e dolcissima la musica che hai scelto, Luigi! L'ho apprezzata molto, più anche della Tamaro di cui lessi un libro tanti anni fa, ma che, ricordo, non mi aveva conquistato. Sulla sintonia, quella specie di "telepatia" come tu la descrivi, ci sarebbe tanto da scrivere. Quante volte mi è capitato, leggendo un libro, di rispecchiarmi completamente nelle parole dello scrittore e quante volte ascoltando una persona ho sentito che avrei potuto dirle io quelle stesse cose. E' un'emozione intensa che forse non capita poi tante volte quanto ho detto...la sensazione di non essere soli, di essere profondamente compresi. Ciao, buona settimana!

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    1. in effetti i Magic Numbers sono realmente magici Ninfa: non mi stancherei mai di ascoltarli!!!
      Un sorriso

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