domenica 7 ottobre 2012

I nuovi sentimenti

 
Qualche anno fa, eravamo nel 2006, un gruppo di scrittori veneti pubblicò un libro dal titolo emblematico: "I nuovi sentimenti", a cura di Romolo Bugaro e Marco Franzoso.
Si trattava di una serie di racconti, prevalentemente autobiografici, che avevano come punto di partenza una riflessione comune: "di cosa parliamo quando parliamo di sentimenti e delle passioni? Ci è stato insegnato che l'amore è una certa cosa, via via trasformatasi e rinnovatasi, senza cambiare natura. Ma oggi siamo davvero sicuri che l'amore sia ancora quel che era un tempo? Non sarà che, senza che noi ce ne accorgessimo, a forza di trasformarsi e reinventarsi abbia subito una mutazione, abbia cambiato specie? Come posso, ad esempio, immaginare di amare una persona per tutta la vita, quando vedo che ormai quasi nessuno ama più per tutta la vita? Siamo così instabili, noi tutti, oggi, così privi di centro. Possiamo immaginare che questo essere "senza centro" non sia la causa del nostro malessere, ma l'escamotage che abbiamo inventato per sopravvivere - se non indenni, almeno non troppo malinconici - al cambiamento incessante?"
Devo confessare che all'epoca comprai il libro per la bellissima copertina ed il titolo intrigante, ma il contenuto non mi entusiasmò granchè: le storie raccontate avevano infatti quasi tutte un fondo di malinconia e mancanza assoluta di speranza.
Mi colpì, in particolare, il racconto di Marco Bellotto, dal titolo "Tradimento". Mi colpì la disarmante sincerità con cui raccontava il fallimento della sua vita, con queste parole: "il mio amico Romolo Bugaro si è inventato una versione da terzio millennio dello stoicismo o dell'esistenzialismo. Si chiama titanismo, è una forma di cinica crudeltà con se stessi che si può permettere solo chi ha talento. Anche il titano è destinato alla sconfitta, naturalmente, ma la sconfitta del titano è gloriosa. Che la tua disfatta sia splendente, titano Romolo.
Noi tutti avevamo talento, ognuno a suo modo. Dio aveva posato la sua mano sulla nostra testa. E ognuno di noi lo ha dissipato in modo infame. I tempi sono quelli che sono, l'epoca, il tramonto dei valori...
Stronzate, nessuno di noi può essere perdonato. Molte generazioni prima della nostra hanno vissuto sull'orlo dell'abisso. La verità è che esistono epoche dolci ed epoche schifose. Epoche dure e maledette, in cui puoi solo affrontare il tuo tempo e batterlo. Essere più grandi del mostro, inventare un nuovo giardino e nuovi sentimenti. Oppure tradire con disonore. Noi abbiamo gettato al vento la nostra possibilità. Io ho scritto un romanzo, è vero, e ne sto scrivendo un altro, ma tutto quello che volevo dalla vita era diventare un uomo buono e forte, e invece sono un debole. Combatto il dolore con l'alcol o accendendo un computer, ma sto fallendo e questo è tutto quello che posso dire di me stesso".
Ricordo che questa confessione di Marco mi toccò nel profondo perchè mi parve di trovare finalmente qualcuno che dei propri fallimenti incolpava soprattutto se stesso e non il sistema, la società o l'epoca difficile che aveva trasformato i sentimenti in qualcosa di fragile e precario.
Finalmente qualcuno si assumeva le proprie responsabilità e riconosceva che l'uomo è sempre l'artefice del proprio destino: il nemico è dentro di noi non fuori.
Marco Bellotto purtroppo non potrà scrivere più niente su questa terra: si è suicidato sabato scorso; aveva la mia età.
Io voglio sperare che il Dio della misericordia lo avrà accolto nelle sue braccia, se non altro per la sincerità che ha avuto nel raccontare senza pretesti la sua lotta interiore contro il mostro che tutti abbiamo dentro.

23 commenti:

  1. Ciao Luigi, i tuoi post toccano sempre il cuore...grazie...

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    1. grazie a te Laura, per il cuore grande che hai!!!

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  2. Argomento profondo. L'amore, però, è per sempre.

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    1. è vero Costantino: l'amore, quello vero, è per sempre!!!

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  3. Bellissimo post davvero dolce e profondo, l'ho letto con molto piacere!
    Torna presto a trovarmi: Cosa mi metto???
    Vinci la tua cover per iPhone preferita!!!!!

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    1. grazie Fabri!!!
      Che aria tira a Napoli???

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  4. Che stretta al cuore ho provato nel sentire che Marco Bellotto si è suicidato. Non ho mai letto niente di lui, ma questo stralcio che tu hai riportato è pieno di una tensione dolorosa che colpisce profondamente. Bellissimo post.

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    1. pensa Ambra che ho saputo per caso della sua morte da un amico comune: ma forse niente avviene per caso!!!
      Un abbraccio

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  5. Un 'autoanalisi struggente e vera: la vita può essere bastarda, non sempre si ha la forza per combatterla.
    Un post che lascia un po' d'amaro.
    Si, l'amore sarà per sempre, ammesso di trovarlo.
    Ciao caro, un abbraccio:))!!

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    1. è amaro soprattutto per me Anto: pensa che quando uscì quel libro mi venne voglia di scriverne un altro dal titolo "i veri sentimenti"!!!
      Un abbraccio a te

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  6. Ciao Luigi, comunque sia la luce sepolta ne esce fuori sempre. Blog davvero interessante. Ti seguo.

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  7. Onore al merito di chiunque guardi le cose lucidamente e si assuma le proprie responsabilità. Detto questo, io credo che siamo artefici della nostra vita in ottima parte, ma non completamente. Bisogna pur sempre fare i conti con le variabili indipendenti dalla nostra volontà.

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    1. è vero, però le variabili non arrivano mai al punto di toglierci completamente la libertà di scegliere!!!

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  8. Ciao...volevo passare solo per un saluto...ma sono stato "intrappolato" dal tuo post...è struggente!
    Merita qualche riflessione un pò più accurata e quindi probabilmente tornerò con un po più di tempo a disposizione!
    Ciao Luigi...mi spiace essere ripassato da te in un momento così...o forse no!

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    1. ciao Pino: le tue visite sono sempre gradite!!!
      A presto

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  9. Ma non ho parole... mi dispiace per lui, ma il suo racconto mi tocca il cuore... grazie per questo bellissimo posto...

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    1. grazie a te Titti!!!
      Un sereno week-end

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  10. Lo ammiro perché con il suicidio è rimasto coerente con sè stesso. Mi dispiace veramente che abbia preso questa decisione, ma probabilmente aveva le sue ragioni e mi dispiace per te che eri suo amico. Quando succedono questi fatti il dolore è per chi resta e vedrai che sarà ugualmente accolto dove tu speri. Ciao.

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    1. in realtà non l'avevo mai conosciuto personalmente Elio: avevamo un amico in comune!
      Se avessi potuto incontrarlo gli avrei detto che Dio concede sempre un'altra possibilità!!!

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    2. Io glielo avevo detto.
      Ma non mi ha creduto.
      Sicuramente ora è tra le braccia di quel Padre al quale, nonostante i suoi dubbi, tante volte l'ho visto rivolgere imprecando, gridando, piangendo i suoi perchè.
      A noi che restiamo la fatica di andare avanti giorno per giorno cercando di capire che questa strada misteriosamente e dolorosamente segnata dalla sua assenza è ciò che ci è dato da vivere affidandoci ogni passo.

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    3. grazie di cuore Gloria: mi conforta sapere che qualcuno, pur lottando contro le inevitabili tentazioni della disperanza, riesce ancora a trasmettere fiducia alle persone che ama!!!
      Un abbraccio

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  11. Che grande tristezza ,quando una persona si prende la vita ,mi fa molto male ,solo il pensiero,di come abbia sofferto questo scrittore nella sua breve vita.
    io penso che in tutto c'é alla fine sempre una porticina che ti porta un aiuto,basta solo aprirla !
    il suo blog é molto interessante ,e così sarò felice di seguirlo . Bianca

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