sabato 18 febbraio 2012

gli esami non finiscono mai

Le riflessioni sulle differenze tra nord e sud che tanto impazzano in questi giorni al cinema e in televisione mi hanno fatto pensare a quale sia davvero il nocciolo della questione.
Nell’ultima commedia scritta da Eduardo, “Gli esami non finiscono mai”, senz’altro una delle più amare del repertorio del grande autore, ad un certo punto si assiste al dialogo tra i due principali personaggi femminili: Gigliola e Bonaria, rispettivamente moglie ed amante di Guglielmo, protagonista del racconto.
Bonaria, forse per giustificare l’immoralità della sua situazione, racconta l’infanzia difficile che ha vissuto nella famiglia di origine, immersa in una povertà materiale e morale davvero desolante, e descrive a Gigliola, signora dell’alta borghesia napoletana, come la madre la costringesse sin da bambina a sottostare alle attenzioni morbose dei suoi “amici” occasionali.
Alla fine del racconto, Bonaria, per sottolineare la differenza abissale che separa il mondo da cui ella proviene da quello, ben più rassicurante, di provenienza della rivale Gigliola, utilizza un’espressione che sintetizza in maniera geniale lo spirito di un intero popolo: “Quelli come voi sanno quello che vogliono; noi sappiamo soltanto quello che non vogliamo”.
Lo stato di necessità che ha caratterizzato per secoli la vita del popolo meridionale ha impresso nella mentalità della gente la spiccata propensione a procurare che la giornata di oggi sia migliore di quella di ieri, ma gli ha impedito di guardare più in là delle 24 ore.
In altre parole, si potrebbe esprimere meglio il concetto dicendo che noi “terroni” non siamo capaci di progettare il futuro perché troppo impegnati a sopravvivere nel presente.
Questo retaggio culturale ce lo trasciniamo dietro ancora oggi, nonostante siano mutate le condizioni storiche ed in parte anche quelle economiche nelle quali è maturato.
Tale mentalità presenta indubbiamente aspetti positivi e negativi allo stesso tempo.
Evitando inutili generalizzazioni che potrebbero essere smentite da svariate eccezioni, si può dire che gli aspetti negativi della “mentalità da sopravvivenza” possono intravedersi nella più o meno accentuata incapacità di perseguire obiettivi di medio e lungo periodo: siamo capaci soltanto di pianificare il raggiungimento di obiettivi di breve scadenza.
Sin da ragazzo non ho mai saputo cosa avrei fatto da grande; certo, avvertivo alcune inclinazioni caratteriali e, soprattutto, incontravo difficoltà e ostacoli, che mi hanno indirizzato verso un certo tipo di studi anzicché altri, ma da qui a comprendere o, meglio, pianificare il mio futuro professionale ce ne correva.
Quando ero al liceo l’unico mio obiettivo era conseguire il diploma ed uscire indenne da un ciclo di studi molto impegnativo.
Una volta all’università l’unica mia preoccupazione era quella di laurearmi più o meno dignitosamente, senza la più pallida idea di cosa avrei fatto per guadagnarmi da vivere.
Il rischio di una scarsa capacità di progettare il futuro è quello di trovarsi a quarant’anni senza sapere bene cosa si farà da grande.
È il rischio di non “stare” mai veramente in quello che fai e avere la sensazione di operare sempre scelte provvisorie.
E badate che non si tratta di incapacità di assumere decisioni definitive o compiere scelte durature, quanto piuttosto di una vera e propria impossibilità di preoccuparsi del futuro.
Vivere il presente senza preoccuparsi troppo del futuro può rendere notevolmente più gradevole una vita in cui troppe sono le preoccupazioni inutili che spesso ci tolgono la serenità per pensare alle cose che veramente contano.
Gli aspetti positivi della mentalità esaminata sono, infatti, altrettanto consistenti.
“Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”.
La maggior parte delle nostre preoccupazioni non ha ragion d’essere. Molti problemi che ci assillano, e che riguardano il futuro della nostra esistenza, non arriveranno mai sul nostro tavolo poiché, se riusciamo a mettere ordine nelle nostre preoccupazioni e li affrontiamo a tempo debito, si risolveranno da soli.
Ad una mamma che aveva osato avere nove figli, una donna domandò in tono di rimprovero: “ma come ha fatto signora ad avere tutti questi figli?”. “Uno alla volta” rispose saggiamente la prima.
Se cerchiamo di risolvere i problemi uno alla volta ne guadagneremo tanto in serenità e riusciremo a trovare tempo prezioso per pensare a tante altre cose che ci stanno a cuore.
Nel lavoro, poi, l’ordine nelle preoccupazioni è fondamentale per sopravvivere: se, infatti, abbiamo sulla scrivania tutte le pratiche da sbrigare per i prossimi dodici mesi, facilmente ci faremo prendere dall’angoscia; viceversa, se tiriamo fuori un fascicolo alla volta, quello più urgente, lavoreremo con molta più tranquillità e ci accorgeremo che molte di quelle pratiche che tanto ci spaventavano, se le esaminiamo a tempo debito, perderanno gran parte della difficoltà che ci incuteva tanto timore.
E non si tratta di essere imprevidenti, ma semplicemente di evitare le preoccupazioni inutili.
La stragrande maggioranza delle persone, peraltro, è angosciata da problemi assolutamente inconsistenti: possediamo un po’ tutti la tendenza a ricordare soltanto le cose che abbiamo fatto male, ad avere presente solo i nostri difetti ed i fallimenti che ci hanno accompagnato nella vita trascorsa; dimentichiamo, invece, molto in fretta le cose buone che abbiamo realizzato, i successi conseguiti ed i pregi del nostro carattere.
Dovremmo tutti imparare a valorizzare ogni giorno i lati positivi della nostra vita, che sono tanti, anziché ingigantire quelli negativi, che ci sembrano numerosi ma sono in realtà molto meno di quanto appaiano.
La visione pessimistica delle cose, infatti, tende a deformare la realtà, rendendola molto peggiore di quanto non sia effettivamente.
L’esperienza insegna che se assecondiamo tale pessimismo arriveremo a perdere il gusto delle cose più piacevoli della vita.
Ci sono purtroppo molte persone che non riescono a gioire più di niente e provano quasi un piacere sottile a trovare sempre cose che non vanno in ogni situazione anche piacevole della loro vita; la loro anima sembra trovare consolazione soltanto quando si scopre vittima di qualcosa o di qualcuno.
E’ lo stato d’animo descritto molto bene da Dostoevskij nel libro “Umiliati ed offesi”, e che almeno una volta nella vita ognuno di noi ha provato quando si è sentito offendere ingiustamente o si è visto bersaglio privilegiato della sfortuna.
E’ il piacere che si prova a scoprirsi “qualcuno” almeno nella sfiga, magra consolazione a cui talvolta ci si aggrappa per conquistare a tutti i costi l’attenzione degli altri.
La vita è molto più bella ed affascinante di quello che sembra e, spesso, sono gli occhiali con cui la guardiamo che sono inadeguati.

53 commenti:

  1. Ciao Luigi, questo post è n concentrato di saggezza e di temi sui quali fa bene riflettere, io mi sento meglio quando faccio una cosa per volta, pensando al presente...ma non per questo amo fermarmi e rimanere statica coi pensieri, ho bisogno sempre di progettare cose nuove per un futuro che non so come sarà...solo in questo modo la mia vita può essere vitale e assumere significato...

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  2. tu sei una sintesi perfetta tra nord e sud allora!!!
    Un abbraccio

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  3. Potrei prendere questa frase:
    "La vita è molto più bella ed affascinante di quello che sembra e, spesso, sono gli occhiali con cui la guardiamo che sono inadeguati."
    e metterla come motto del mio blog... in effetti è lo sguardo con cui guardiamo la vita a renderla più o meno colorata!

    PS. Vorrei invitarti al primo primo Giveaway: in palio c'è un libro ambientato a Venezia. Per saperne di più, ti lascio l'indirizzo della pagina:
    http://colorarelavita.blogspot.com/2012/02/giveaway-veneziano-la-verita-del.html

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    1. l'ho già visto Vele e avrei voluto tanto partecipare: il problema è che non sono iscritto a facebook!!!
      Un bacione

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  4. Il commento che hai lasciato da me mi ha stupito: due parole ma intense di significato. Spero di vederti anvocora nel mio blog, vi terrei... Grazie.

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    1. anch'io ci tengo!!!
      Buona settimana

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  5. Il Sud vive grazie ai caldi battiti del cuore, il nord grazie ai lineari fori del naso. Questa la differenza.

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    1. non ci avevo mai pensato cara!!!
      Un abbraccio

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  6. Riflessione forte e profonda. Da uomo del nord, con pregi e difetti, non posso fare che tornare a meditare grazie alla tua pacata saggezza, su un rapporto fatto di dinamiche diverse. Eleganti i rimandi culturali ad uno spessore dal disarmante volto umano (Eduardo docet)
    Buona giornata.
    Massimo

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    1. grazie Massimo e bentornato!!!
      Buona settimana

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  7. Credo nella capacità di gustarsi l'attimo, il presente.
    Non sarei tanto sicura che non rientri nelle corde dei meridionali la mentalità progettuale per il futuro, è difficile e sicuramente sbagliato generalizzare....
    tuttavia è propria dei meridionali la predisposizione ad accontentarsi, a non avere quello spirito di iniziativa che comporta anche il rischio, il meridionale è più stanziale anche nelle sue scelte e nelle dinamiche mentali. Il meridionale sa accettare, del resto ha subito così tante dominazioni nel corso della storia .... ed ha imparta a gustarsi la vita anche con l'umorismo, con la semplicità e nella forza dei valori.
    si capisce che sono una terruncella?? :-))

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    1. anche tu secondo me coniughi perfettamente il calore e la simpatia meridionale con la spiccata capacità imprenditoriale dei polentoni!!!

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  8. Caro Luigi .
    Si può nascere al nord come al sud poca importa . Ma due cose sono indispensabili per avere almeno il minimo di dignità e rispetto : salute e autonomia economica, tutto il resto sono accessori piacevoli ma non indispensabili per vivere.
    CIAO E BUONA DOMENICA LINA

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    1. hai ragione Lina: siamo tutti italiani!!!
      Un sorriso

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  9. mi è piaciuto il tuo pensiero........il domani nn ci appartiene e l'affanno ci consuma ugualmente......bello, mi fai riflettere.....grazie...ti auguro una buona domenica,stefy

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    1. grazie Stefy: un abbraccio forte forte!!!
      A presto

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  10. Ciao luigi sono d'accordo con te, bisogna andare avanti valutando man mano le cose, se ci assilliamo la mente con tutti i problemi esistenti, andiamo fuori di testa, ci viene l'ansia, alla fine ognuno trova la propria strada, seguendo il proprio istinto, ciao grazie bel post, interessanti allacciamenti e riferimenti, a presto rosa buona domenica.))

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    1. ciao Rosa: alla fine troveremo tutti la nostra strada; grazie per questo tuo pensiero!
      Un sorriso

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  11. Hai fatto un'analisi molto approfondita delle caratteristiche peculiari di un'Italia con due storie diverse alle spalle e due mentalità, analisi con la quale concordo almeno in parte.
    Oggi guardare più in là del domani è difficile anche per una "nordica" come me. Il futuro non sembra talmente allettante in particolare per le generazioni più giovani. Allora meglio concentrarsi sull'"hic et nunc".

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    1. è vero Ambra: i tempi che viviamo costringono ciascuno di noi a rivedere le proprie mete di breve o lunga scadenza che siano!!!
      Buona settimana

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  12. Passo dopo passo è il mio motto, l'insieme mi ha sempre spaventata. Un saluto Luigi

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    1. siamo molto simili allora amica mia!!!
      Un sorriso

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    2. La calma e i piccoli gesti hanno sempre portato a grandi cose no? Un salutone!

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  13. Che belo posto... mi sembra di togliermi un peso...
    Grazie!

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  14. e che simpatico il tuo italiano Titti!!!
    Un sorriso

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  15. Quanta saggezza. Mi ci ritrovo proprio nella pacatezza delle tue parole. E la sensazione di non "stare" mai in quello che fai è davvero logorante...ma si può superare, un passo alla volta e cercando di mettere a fuoco ciò che veramente fa stare bene liberandosi di pesi ed orpelli inutili.

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  16. è proprio vero Sandra: quanta zavorra inutile ci trasciniamo dietro e sarebbe davvero un sollievo liberarcene!!!
    Grazie per la sensibilità

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  17. Ho letto con interesse il tuo colto e insolitamente lungo post. Dico insolitament eperché generalmente il linguaggio informatico tende ad abbreviare e questo toglie aria ai pensieri di più largo respiro come quelli che invece tu hai esposto in modo ineccepibile.
    Pur concordando in linea di massima coi tuoi pensieri mi permetto di aggiungere qualcosa di mio.
    Come tu hai sottolineato il pensiero predominante al sud è un pensiero quotidiano, che non supera le 24 ore e aiuta a sopravvivere. Questo è verissimo e se c'è bisogno di sopravvivere è senza dubbio il pensiero migliore. Un ragazzo di 15 anni assorbito da un ciclo di studi impegnativo non può spendere risorse domandandosi cosa farà dopo. In quel caso il restare concentrati sul presente per viverlo al meglio è fondamentale. Ma se la situazione non è di sopravvivenza si tratta di un pensiero deleterio. Conosco persone che pur sapendo che si stavano avvicinando tempi economicamente duri dissipavano tutti i loro averi sotto la bandiera del "ci penserò quando sarà il momento". Io ritengo che avrebbero fatto meglio a cercare di accantonare qualcosa come fece il faraone di Giuseppe durante i 7 anni di vacche grasse (chi non avesse presente l'aneddoto lo cerchi nella Bibbia, senza necessariamente dare alla cosa una valenza religiosa resta una bella storia quella di Giuseppe).
    Perché è troppo facile attendere la difficoltà per poi mettersi a piangere che si è stati sfortunati, che ci si sente "umiliati e offesi", che il mondo ce l'ha con noi.
    Qualora non si viva una situazione di forte disagio bisogna agire guardando al futuro, questo non per ammassare pratiche e pratiche sulla scrivania, ma per fare in modo che quando non si abbia lavoro immediato si possa iniziare a sbrigare qualche faccenda che altrimenti andrebbe a oberarci in periodi più neri.

    Con simpatia

    Tarta

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    1. sono completamente d'accordo con te: l'ideale rimane sempre una sintesi tra le due scuole di pensiero!!!
      A presto

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    2. Come per tutto in medio stat virtus.
      Riguardo al non affannarsi su compiti troppo grandi ti lascio una frase che purtroppo non ricordo perfettamente nella sua forma originale
      "anche il più lungo dei cammini parte con un piccolo passo"

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    3. la tua frase me ne ricorda un'altra che forse non c'entra niente ma che mi ha sempre colpito: "anche un orologio rotto segna l'ora giusta due volte al giorno"!!!

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  18. Mi sembra che la tua conclusione dica tutto: "La vita è molto più bella ed affascinante di quello che sembra e, spesso, sono gli occhiali con cui la guardiamo che sono inadeguati."
    Bravo!

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    1. grazie Adri: ho visto che le recensioni del disco cominciano a fioccare; a quando un concerto a Verona???

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  19. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  20. Che belle e interessanti riflessioni Luigi. Trovo che avere uno sguardo al futuro sia sempre giusto nei limiti dei nostri bisogni e sicurezze, ma occorre imparare di più a vivere il presente in maniera vera e consapevole e saper godere di ciò che la vita ci offre. A presto, Barbara

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    1. sono molto in sintonia con te Barbara!
      A presto

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  21. Credo proprio tocchi combattere giorno per giorno contro la tendenza a vedere solo ciò che non vogliamo o ciò che temiamo accada. E' molto umano

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    1. è vero, amica mia, è una battaglia quotidiana a cui non dobbiamo rinunciare mai!!!
      Un sorriso

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  22. Ho vissuto quasi tutto quanto hai scritto, dall'esperienza scolastica al "cosa farò da grande". Forse non è più una questione di latitudine, ma generazionale. Anch'io "terrone" (anche se molto lontano da quanto questa parola voleva significare) rimasto qui nella speranza di un cambiamento che non arriva e che, alla fine, inconsciamente, spero non arrivi mai. E così, esistiamo.....un giorno dopo l'altro.

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    1. anch'io avrei voluto restare ma il destino ha deciso diversamente!!!
      Grazie della sensibilità

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  23. Ciao Luigi, gli occhiali sono inadeguati perché li abbiamo presi in prestito, ognuno di noi li dovrebbe costruire da solo e scegliere di vivere la propria vita come una cicala o come una formica, senza paura di essere giudicato e consapevole che lo stato in cui viviamo offre a tutti pari opportunità! Nella differenza di "scelta di vita" in sé, non c'è per me il meglio o il peggio, nel modo in cui invece gli individui sono trattati invece si, gli esami non finiscono mai e per qualcuno sono più difficili degli altri.
    E' un post bellissimo che meriterebbe una più accurata riflessione e nello spazio di un commento diventa veramente difficile!
    Un abbraccio!

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    1. hai proprio ragione cara: per alcuni sono più difficili di altri, perchè non gli viene regalato niente!!!
      Un abbraccio

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  24. Non so proprio cos'altro aggiungere, perchè stavolta sono d'accordo con te su ogni singola parola. Bellissima analisi, complimenti sinceri. :)

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  25. Ciao Luigi, step by step si giunge al compimento delle cose...
    un abbraccio Elisabetta

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    1. un abbraccio a te Eli: buon fine settimana!!!

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  26. bellissimo post,analisi accurata,io sono terrona di adozione e ho,in parte, assobito la filosofia del vivere appieno il presente ,godendo anche delle piccole cose,ma sono pure convinta che un minimo di progettualità è necessaria,soprattutto per i giovani e ti assicuro che ce ne sono molti che non si adagiano,aspettando che altri provvedano al loro futuro.
    L'importante è non piangersi addosso e saper affrontare le inevitabili difficoltà della vita,una alla volta..quando è possibile.Un abbraccio affettuoso

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    1. tu si che sei saggia Graziella!!!
      Buona domenica

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  27. "Vivere il presente senza preoccuparsi troppo del futuro può rendere notevolmente più gradevole una vita in cui troppe sono le preoccupazioni inutili che spesso ci tolgono la serenità per pensare alle cose che veramente contano."

    Un giorno acquisisce valore solo se Vissuto intensamente...
    l'attimo che stiamo Vivendo, senza pensare a cosa ci aspetta più tardi...
    si è perduto il senso delle cose...
    le sensazioni che ci procura una piacevole passeggiata...
    il rito del caffè al mattino...
    e il lavoro, come l'hai ben descritto Tu...una pratica alla volta...
    come per i nove Figli...
    "come ha fatto?"
    uno alla volta...
    non accanirsi a pensare a lunedì, mentre è iniziato da poche ore il week end...
    se riusciamo a godere di ogni momento, la sensazione che il tempo ci sfugge, sfumerà...
    è pur vero che ci son persone che non sanno agire in previsione del futuro...
    ma lo vivono giorno per giorno, sentendosi protagonisti della propria esistenza, non fine a se stessa, ma fruttuosa di emozioni e concreti Vissuti...
    grazie Luigi...
    siano giorni gentili per Te..
    un caro saluto..
    dandelìon

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    1. grazie per le tue parole sempre discrete e attente, amica mia; ti auguro giorni pieni di pace e gioia.
      A presto

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  28. Ciao, ma come mai non scrivi più? Tutto ok? Ti aspetto ancora da me. Ciao

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    1. ti ho preso subito in parola e ho scritto un nuovo post!!!
      Un sorriso

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  29. Ciao Luigi, non sono al corrente di queste diatribe televisive perché, pur avendo la parabola puntata sull'Italia, è un pezzo che non la uso, vista la pochezza delle trasmissioni televisive. Se ho ben capito la rivalità tra polentoni e terroni ritorna di moda. Ed io che speravo fosse finita. Quando ci si renderà conto che l'Italia è unica ed indivisibile (alla faccia di Bossi e compagni)? Quando si arriverà ad installare nel sud dei posti di lavoro che non dipendano esclusivamente dai poteri politici che alle volte sono collusi con la mafia? Mi dirai che ormai è una cosa impossibile, ma non bisogna scoraggiarsi e prima o dopo si potrà vivere in un'Italia migliore non fatta di caste o di nordisti e sudisti. Stammi bene ed un cordialissimo saluto.

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