martedì 3 maggio 2011

voce che inganna

E’ una di quelle poche persone al mondo che non può permettersi di dare prova che esiste, dal momento che la stessa prova dimostrerebbe l’esistenza del suo principale avversario.
Ha bisogno perciò di nascondersi con l’unico intento di nascondere Dio altrimenti non ha nessuna speranza di vincere.
Per questo non accetta mai lo scontro frontale ma invia i suoi emissari, cercando di fare terra bruciata delle speranze sulle quali riposa il cuore dell’uomo.
Soltanto quando il tempo che gli rimane comincia ad assottigliarsi allora decide di rischiare di essere riconosciuto, insinuando nella mente il sospetto del nulla.
“La tua vita sta andando incontro al nulla”, sussurra all’intelligenza.
Non c’era nulla prima; non ci sarà nulla dopo.
Siete tutti figli del niente.
Ma lui per primo ha sempre saputo che non è così: chi meglio di lui può saperlo?
Ecco allora che comincia a mostrarsi diverso da quello che è, sempre pronto a capovolgere la realtà: pieno di affettuose premure per sostenere il cuore dell’uomo con surrogati della speranza:
“venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io riempirò il vuoto della vostra anima con la felicità già su questa terra.
Smettete di soffrire e cominciate a godere; godete durante il giorno e godete durante la notte.
Cancellate dalla vostra vita tutto ciò che vi fa soffrire e cercate solo quello che vi fa godere. Fate di ogni minuto della vostra giornata un godimento e non sarete più soli”.
Quante volte anche noi ci comportiamo così, cercando di apparire diversi, sempre migliori, di quello che siamo, e non ci accorgiamo che stiamo facendo il gioco del nemico.
Ma è poi così imbarazzante mostrare la nostra vera faccia?

23 commenti:

  1. Per aprire la porta della casa e mostrare il proprio "io" così com'è, nudo e crudo , occorre tanta maturità, consapevolezza e rispetto di sè; occorre essere persone "risolte". Ed anche avendo tutto ciò capita, a volte, di essere smarriti.

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  2. Uh questa voce ingannevole credo l'abbiano sentita un pò tutti. Beh,Luigi il "godimento" (sono faziosa perchè spesso è usato da Luciano Ligabue) è sfruttare appieno ciò che la vita ci offre, in tutte le sue sfumature. E comunque, in effetti molte persone indossano una maschera per paura di loro stessi. O forse la maschera ce la fa indossare la società?

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  3. Caro Luigi, purtroppo, questa maschera la vedo in ognuno di noi.....e la cosa k mi fa + triste è k la indossano anke i bimbi.......siamo in tempi veramente difficili, i giovani sono così vuoti, il male li ha cavati.....

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  4. E' vero, Luigi, purtroppo è difficile non vedere maschere intorno a noi..e a volte anch'io paradossalmente mi trovo ad indossarne una, anche se aborrisco profondamente non essere me stessa! E' tutto ciò che ci circonda che ci porta a questo,il "normale" nell'immaginario collettivo....ma devo, dobbiamo lottare per non appiattirci a questa condizione, anche a costo di rimanere soli e non capiti...ma VERI!
    Grazie per le tue belle riflessioni, sei uno stimolo per non abbassare mai la guardia!
    Buona vita
    Cinzia

    P.S. Grazie anche per i tuoi complimenti, sono molto apprezzati!

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  5. @ Sandra: saremo mai persone "risolte" amica mia?
    Credo di si: forse un giorno tutto sarà chiaro; ma da soli non ce la facciamo...

    @ Laura: il godimento ingannevole, di cui tutti siamo un pò vittime, è quel cercare di riempire a tutti i costi, sempre e comunque, mani ed occhi pur di non guardare in faccia la realtà!!!

    @ Stefy: la tua inquietudine è anche la mia; in giro si vede sempre più una generale incapacità di sacrificarsi per raggiungere un obiettivo per il quale valga la pena lottare: e di questo malessere siamo anche noi feriti...

    @ Cinzia: "soli ma veri"; mi piace molto questa tua espressione ed è bello poter condividere queste riflessioni con te!!!

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  6. ciao Luigi hai ragione, non dobbiamo dimostrare niente a nessuno, quindi essere sempre se stessi e' la cosa migliore, ci si arriva con il tempo, quando si capiscono tante altre cose importanti della vita, cose che contano veramente e non lasciano il tempo che trovano, ci vuole sempre coraggio e bisogna credere in noi stessi, grazie bel post a presto rosa buona serata.)

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  7. la parola vergogna credo sia quella giusta. In una società come la nostra, se si è sedotti dal Male si fa un "figurone". Se si è guidati dal Bene si passa per sciocchi.

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  8. Bè, alla domanda finale mi viene una risposta affermativa, sono così poche le persone che vivono senza indossare una maschera...
    In quanto al nemico, non c'è arma piu' potente per distruggerlo che imparare a rimanere dentro il momento del dolore, invece di sfuggirlo...
    Un abbraccio!
    Dony

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  9. @ Rosa: spesso l'ansia nasce dal fatto di dover dimostrare continuamente qualcosa a sè stessi; non finiamo mai di fare i conti con il nostro cuore!!!

    @ Turista: hai proprio ragione, il successo in questo mondo spesso è incompatibile con la sincerità...

    @ Dony: parole sacrosante cara; quando decidiamo di prenderlo di petto tutto diventa più semplice!!!

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  10. Son vere queste tue parole...come sà ammaliare il male...alle volte è proprio la persona che più ti piace...che si insinua dentro il tuo vissuto con belle parole..e che tempistica...proprio quel giorno che ti sentivi tanto giù..ecco che arriva la telefonata. Ma, se hai la fortuna della razionalità e sei certo di chi sei...sai leggere dentro te stesso...ti accorgi che ciò che ti viene offerto non è un aiuto, ma l'inizio del baratro. Ecco,nel momento stesso in cui te ne rendi conto, hai vinto la battaglia.
    Bella riflessione, grazie Luigi...sereno giorno a te..
    Dandelìon

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  11. niente succede per caso: anche nel male!!!
    Grazie a te per la sensibilità e il coraggio

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  12. Ciao Luigi. Sai io credo che non sia tanto l'imbarazzo che ci spinge a mostrare un altro volto, ma piuttosto la paura. Paura di essere feriti da un giudizio poco benevolo su di noi, la nostra personalità, il nostro mondo. In fondo siamo fragili e come dice Sandra spesso non siamo "risolti".
    Un abbraccio.

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  13. Come si fa a cancellare subito subito subito tutto quello che ci fa soffrire?

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  14. Caro Luigi mi sa che quella voce di cui parli la sentiamo un pò tutti e penso anche che forse più che imbarazzante, mostrare davvero il proprio io, è complicato. A volte è una difficoltà inconscia che nasce dalla paura di non essere parte attiva della società, la paura di essere tagliati fuori fa uscire un io di noi falsato perchè siamo per primi noi a non accettare davvero la nostra vera natura. Ma per quanto riguarda i giovani che sono tutti vuoti come dice Steffy, non sono d'accordo, anche perchè non mi piace generalizzare e i giovani sono frutto della società dove vivono. E poi ci sono molti giovani in gamba che lottano per un mondo migliore. Lo penso veramente. Un abbraccio sincero.

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  15. Ciao Luigi forse abbiamo troppa paura del giudizio degli altri per mostrarci veramente come siamo ed anche se dovremmo infischiarcene è la competitività di questa società che ci pone dei grossi limiti...sembra che l'unico modo per riuscire nella vita sia mostrarsi diversi per sembrare migliori e va a finire che ci crediamo così tanto da adottare questo sistema anche nella vita privata
    Un abbraccio a presto

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  16. Parole importanti,anche se solo apparentemente facili!
    Un saluto,Costantino

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  17. @ Ambra: forse è per paura di perdere il consenso degli altri che in qualche modo sostiene la nostra identità!
    Un abbraccio a te

    @ Eva: il godimento sempre e comunque può diventare come un narcotico che attenua il dolore di vivere!!!

    @ Valentina: hai ragione cara; per fortuna ci sono ancora persone che lottano ogni giorno per smascherare i surrogati della speranza!!!
    Un bacione

    @ Eva Q: è un pò un meccanismo di autodifesa in una società basata più sull'apparire che sull'essere!
    Un abbraccione

    @ Costantino: è vero amico mio; non è per nulla facile scoprire sempre l'inganno!!!
    A presto

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  18. Ciao luigi grazie per gli auguri e per aver partecipato alla festa:) a presto rosa buona giornata

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  19. Hai mai pensato (e sia detto davvero senza alcuna polemica) che esiste anche una "terza via"? Intendo quella rappresentata da quella parte di umanità silenziosa che cerca di vivere "bene" semplicemente per scelta personale, senza bisogno di aspirare a meravigliose ricompense o di temere dannazioni eterne? E per vivere "bene" intendo il vivere sforzandosi di essere se stessi, cercando di essere onesti, di rispettare il prossimo, di essere aperti verso gli altri e se possibile aiutare chi ne ha bisogno, di avere dei valori morali ben saldi e adoperarsi per rispettarli, di trasmettere ai propri figli gli stessi valori, etc. etc. etc. Esattamente ciò in cui credi tu. L'unica differenza è che per me il "bene" è un valore trasversale alle religioni, e personalmente non ho mai sentito il bisogno di associarlo ad alcunchè. Dentro di me sento che è giusto perseguirlo e mi basta, e quando sgarro mi bastano il rimorso e la vergogna che provo per aver tradito i principi che ho scelto.
    Tutto questo nonostante io sia fra quelli che sospettano che non ci fosse nulla prima e non ci sarà nulla dopo. :)

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  20. Assolutamente no!!!
    In qualsiasi maniera bisogna sempre essere se stessi... appunto per non indossare maschere come buona parte delle persone che si celano per nascondere il proprio "io"... vuoi per paure.. vuoi per apparire migliore degli altri... vuoi per mancanza di personalità.. ci sono migliaia di motivazioni... ma il fatto resta e quindi meglio combatterlo...
    Ciao Luigi un sorriso per augurarti uno splendido fine settimana!!!

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  21. @ Dona: ci ho pensato spesso cara; è vero che si può fare del bene anche senza credere all'esistenza di Dio; è però anche vero che per molte persone, me compreso, il fatto che ci sia Qualcuno a cui rendere conto della propria vita è tutt'altro che indifferente; io, per esempio, se fossi convinto che dopo questa vita non c'è più niente, mi sarei fatto molti meno scrupoli di coscienza in tante circostanze.
    Certo, si dovrebbe fare il bene per amore e non per timore di un castigo; tuttavia, noi uomini siamo così poco capaci di amare in maniera limpida e disinteressata, e soprattutto di essere fedeli e perseveranti nel bene, che Dio si serve anche del timore per salvare più anime possibili dove manca la misura sufficiente di rettitudine d'intenzione!

    @ Paola: è una lotta quotidiana impegnativa quella di tirare fuori sempre la nostra vera identità; vale la pena, tuttavia, tirare fuori le nostre migliori energie per combatterla!!!
    Buon week-end anche a te

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  22. Sai Luigi,
    una delle mie frasi ricorrenti (bagaglio di perle di saggezza della mia compianta mamma) è:
    "il vero coraggio è essere sè stessi..."

    (Ti chiedo scusa se x una settimana sono stata "uccel di bosco", ma ho avuto problemi alla vista a causa dell'allergia stagionale...
    ...ma ora sono di nuovo in pista !
    Passi a trovarmi?
    Sei e sempre sarai il benvenuto! )

    Un abbraccione!

    Maddy

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  23. Hai letto Le lettere di Berlicche? Si tratta di un librettino molto simpatico in cui lo zio divaolo esperto dà consigli e istruzioni al nipote diavolo alle prime armi...

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