Costruire un’altra bellezza è forse l’unica strada verso una pace vera.
Dimostrare di essere capaci di rischiarare la penombra dell’esistenza, senza ricorrere al fuoco della guerra.
Dare un senso, forte, alle cose senza doverle portare sotto la luce, accecante, della morte.
Poter cambiare il proprio destino senza doversi impossessare di quello di un altro; trovare una dimensione etica, anche altissima, senza doverla andare a cercare ai margini della morte;
incontrare se stessi nell’intensità di luoghi e momenti che non siano una trincea.
Una reale, profetica e coraggiosa ambizione alla pace io la vedo soltanto nel lavoro paziente e nascosto di milioni di artigiani che ogni giorno lavorano per suscitare un’altra bellezza, e il chiarore di luci, limpide, che non uccidono.
È un’impresa (forse) utopica, che presuppone una vertiginosa fiducia nell’uomo. Ma mi chiedo se mai ci siamo spinti così avanti su un simile sentiero.
Riusciremo, prima o poi, a portar via Achille da quella micidiale guerra.
E non saranno la paura né l’orrore a riportarlo a casa. Sarà una qualche, diversa, bellezza, più accecante della sua, e infinitamente più mite.
Alessandro Baricco Iliade
Una riflessione delicata ma potentissima.
RispondiEliminainfatti, ha colpito anche me. Buona festa dell'Epifania Sara!!!
Eliminac'è un gran bisogno di artigiani di bellezza e pace.
RispondiEliminae concordo, bellezza e pace coincidono o dovrebbero coincidere.
massimolegnani
nel nostro piccolo anche noi cerchiamo di contribuire caro Massimi. Buoni giorni
RispondiEliminaBaricco mai scontato.. certo non dovremmo riempirle noi per primi, quelle trincee, nè imbracciare quelle armi; lo facciano quelli che lo vogliono, e tra di loro.
RispondiEliminaBaricco partiva dal presupposto che nella mitologia greca la guerra era crudele ma epica e, pertanto, consentiva di rompere la monotonia della vita quotidiana. Oggi invece la guerra ha perso anche quella dimensione poetica: genera solo morte e disperazione!!!
Eliminamalgrado ci siano stati anche nel secolo scorso esempi di eroicità, descritti benissimo da Bedeschi in Centomila gavette di ghiaccio!!!
RispondiEliminaUna riflessione bella e profonda, temo però che la guerra non sia mai epica per la gente comune.
RispondiElimina