venerdì 1 aprile 2016

ALTROVE

Ecco una parola che non si sente pronunciare quasi più.
Forse perché un luogo che deve rimanere irraggiungibile per continuare ad essere pensato, sognato, immaginato, non appaga più in un mondo in cui i desideri devono essere esauditi, le mete raggiunte e i sogni realizzati subito o al più presto.
Si può però portare l'altrove con sé, luogo interno, stato d'animo, come un vento che di colpo trascina lontano, e allora lo si scopre tra le strade della propria città, in un paesaggio noto che all'improvviso si accende per una voce, un odore, una luce.
Il vero mezzo di trasporto è l'immaginazione, senza la quale non c'è distanza capace di trasformarsi in qualcosa che resti dentro di noi: i viaggi funzionano solo se la scintilla è già scoccata, qualcosa da cercare, qualcuno da incontrare, un'idea, un'ipotesi covata a lungo o solo intuita da verificare sul campo, non importa se si troverà tutt'altro.
La felice scoperta per caso, è il vero obiettivo di ogni ricerca.                    
Maria Pace Lucioli Ottieri (per la rivista Touring).

Queste belle riflessioni, attinte da una rivista di viaggi, mi hanno fatto riflettere su quello che è forse il problema principale dell'essere umano: pensare la felicità come un luogo collocato sempre altrove da dove siamo, immaginarla sempre come qualcosa d'altro da ciò che possediamo, identificarla sempre con una persona diversa da quella che ci sta accanto.
E non ci rendiamo conto che tale atteggiamento sta all'origine di ogni alienazione.
E' proprio quello che succede al figliuol prodigo della parabola evangelica: c'è un giovane che vive con un padre buono in una casa in cui non gli manca niente, e tuttavia sogna una felicità altrove.
Una volta abbandonata la casa, però, scopre che da solo non riesce a trovare pace in nessun luogo e si scopre a mangiare il cibo dei porci.
A questo punto la parabola dice che il giovane "rientrò in sé stesso" e si ricordò di suo padre, riconoscendo il valore di tutto ciò che aveva perduto.
Questa storia è il paradigma della condizione dell'uomo sulla terra: non riuscire a riconoscere i doni che possiede e cercare la propria realizzazione sempre altrove, salvo poi scoprire quanto importanti erano quei doni adesso che li ha rifiutati e perduti.

16 commenti:

  1. Sono d'accordo con te. Una delle caratteristiche che maggiormente crea infelicità e "alienazione" è proprio l'incapacità di vedere, di sentire il bello e il buono dentro e intorno a noi. Volutamente non ho usato il verbo accontentarsi perché significherebbe svilire quello che ci appartiene e che non vediamo.

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    1. è proprio così Ambra: dovremmo imparare a valorizzare molto di più quello che abbiamo e ciò che siamo, questo è il segreto della felicità!!!

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  2. La tua riflessione è perfettamente in linea con il mio pensiero, caro Luigi. Ciò che desideriamo è sempre "altrove", ma anche quando riuscissimo a raggiungiungerlo quell'altrove sarà sempre ... altrove.

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    1. purtroppo questo meccanismo psicologico sta alla base anche di molte crisi familiari Carla, ed allora occorre scoprirlo e combatterlo per non perdersi!!!
      Buon fine settimana

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  3. Luigi ciao.
    Letto il tuo bellissimo post mi hai fatto riflettere su ciò che sto facendo io in quest'ultimo periodo con gran consapevolezza.
    Sto cercando qualcosa, risposte...dico con consapevolezza perché l'ho fatto volutamente ed ormai tali risposte so quali sono e ne sto avendo anche la certezza.
    Per fortuna finora sono positive.
    E l'altrove quasi non lo cerco più.
    Però continuerò ad avere sogni anche se irrealizzabili purtroppo, almeno per ora. Abbraccio carissimo. Grazie!

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    1. continua a sognare amica mia e scoprirai che la realtà supererà tutti i tuoi sogni!!!
      Un bacione

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  4. "Il tesoro nascosto è sotto la stufa di casa". Non ricordo esattamente chi abbia espresso questo concetto, mi pare Martin Buber, ma non vorrei dire una sciocchezza.
    L'Altrove che cerchiamo è dentro di noi.
    Ciao!!!

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    1. quanto è vero Annamaria: se riconoscessimo i doni di Dio!!!
      Un sorriso

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  5. veramente ispirato questo post...

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    1. grazie di cuore e... benvenuta!!!
      A presto

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  6. Hai ragione, si riconosce la felicità dopo che si è persa...
    Che bellissimo posto, grazie.

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    1. grazie a te Titti!!!
      Buona settimana

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  7. Grazie per i tuoi post Luigi. Quando visito il tuo spazio mi rilasso e leggo.

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    1. Mi fa molto piacere Laura: anche il tuo blog è un'oasi di serenità!!!
      Un abbraccio

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  8. Quanto tempo ho bisogno per recuperare i magnifici post che ho perduto? Queste considerazioni e l'equilibrio con cui le hai espresse alleviano il triste concetto di un altrove inconsciamente cercato al di fuori di noi Bello Luigi... riflessione toccante per una inquieta quale io sono. torno presto grazie

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    1. Grazie a Te Gingi, per la sensibilità!!!
      Un sorriso

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