venerdì 12 settembre 2014

la pietra d'inciampo dei geovani

Volete un argomento per mettere in crisi i Testimoni di Geova che bussano alla vostra porta?
Eccolo: Giovanni 6,52 e ss. 

Il fondamento su cui si regge tutta la fede cattolica è la celebrazione del mistero dell'Eucaristia:

la Chiesa crede che nelle specie del pane e del vino sia presente realmente il corpo e il sangue di Cristo: se si mette in discussione questa verità crolla tutto l'edificio della fede.

Ebbene,  i Testimoni di geova contestano, tra le altre cose, proprio questa verità di fede, affermando che le parole di Gesù nel brano del vangelo di Giovanni, capitolo 6 - versetti 52 e seguenti, non possono essere interpretate come fanno i cattolici, perchè il Signore avrebbe inteso attribuire soltanto un senso simbolico alla sua "carne e sangue".
Che Gesù abbia realmente promesso un vero cibo e una vera bevanda, che sono il suo corpo e il suo sangue, emerge però chiaramente da tre fattori:
a)    il realismo delle espressioni usate.

I termini utilizzati sono così vivi che non ammettono ambiguità o interpretazioni allegoriche.
Le espressioni  “mangiare la carne” e “bere il sangue”, specialmente se paragonate col il testo greco (troghein: masticare con i denti), significano un vero mangiare;
inoltre, queste due espressioni sono usate per ben tre volte univocamente (vv. 53, 54, 56).

b)    l'inammissibilità del senso metaforico.

Tutta la terminologia del capitolo VI è sacrificale e richiama continuamente le espressioni dell’ultima cena; analizzando lo stile biblico, le espressioni di Gesù, se intese simbolicamente, non avrebbero alcun senso.
Pensare che le parole di Gesù con simile significato morale potessero esprimere soltanto la necessità della fede in Lui è inconsistente, anzi è contro ogni regola di buona interpretazione attribuire un significato che egli non intendeva e che i suoi uditori stessi non comprendevano.

c)   L’atteggiamento degli uditori e dello stesso Cristo.

Il realismo delle espressioni considerate riceve ancora maggiore risalto dall’atteggiamento di Gesù di fronte ai suoi ascoltatori: giudei, discepoli, apostoli.

I giudei (increduli e avversari di Gesù) intesero le parole in senso letterale, cioè nel senso di cibo reale, e appunto per questo discutevano tra loro: “come può costui darci la sua carne da mangiare?” (v. 53).

La linea di condotta di Gesù, come si rileva da tutto il Vangelo, è sempre stata chiarissima: 

quando gli ascoltatori avevano male compreso le sue parole, poneva ogni cura nel dissipare l’equivoco (ad es. Giov. 3, 3-8, o Mt. 16, 6-12), ma quando le avevano comprese rettamente, senza però aderirvi per la difficoltà intrinseca del loro contenuto, non modificava il suo discorso, ma ribadiva in vari modi la stessa idea (per es. Mt. 9,2-7, Giov. 8,51-58; 10,31-38).

In questo caso però Gesù non modifica le sue affermazioni, ma per tre volte insiste sullo stesso concetto con maggior forza affermandolo anzi più esplicitamente e in maniera solenne ("in verità vi dico…" v. 53), ribadendolo con parole più realistiche e ripetendo per sei volte che la sua carne doveva essere vero cibo per la salvezza delle anime.

Non è possibile, perciò, che Gesù, se avesse voluto dare alle sue parole un senso metaforico, abbia ripetuto con tanta insistenza le stesse frasi così male interpretate dagli uditori per confermarli nel loro errore.

Ma v’è di più.

Finito il discorso e allontanatisi i giudei, Gesù si trova di fronte all’incredulità dei suoi stessi discepoli, alcuni dei quali addirittura lo abbandonano scandalizzati; ma anche in questo caso, davanti al disagio intellettuale dei discepoli, Cristo non cambia nulla del suo discorso:  e neppure da altri passi del Vangelo (in colloqui privati con i discepoli) risulta che abbia attenuato la gravità delle sue parole; anzi, con la pazienza tutta sua verso chi non intendeva in buona fede, cerca di aiutarli a comprendere (vv. 61-63), ma non modifica le sue parole di una virgola: aggiunge solo una spiegazione ulteriore sul modo (cercando di spiegare loro che non gli sta chiedendo di diventare cannibali, perché la sua carne non può dare la vita se non è unita allo spirito; perciò quello che dovranno mangiare è carne animata dalla divinità: solo così essa darà la vita).

Gesù chiede in definitiva ai discepoli un atto di fede e di umiltà, ribadendo la necessità di mangiare la sua carne e bere il suo sangue, anche se ancora non ne comprendono il senso; la reazione dei discepoli però è per lo più di incredulità (da allora molti si ritrassero e non andavano più con lui: v. 66).

Non è possibile pensare allora che Gesù, se le sue parole avessero avuto solo un significato simbolico, abbia permesso tale disorientamento senza avvertire la necessità di chiarire il presunto malinteso.

Infatti, nei confronti degli stessi apostoli non cede di un millimetro: “anche voi volete andarvene?”; sembra addirittura provocarli.

Nè la spiegazione che danno i Testimoni di geova, secondo cui Gesù con questo particolare comportamento avrebbe voluto vagliare i veri discepoli dai falsi, risulta plausibile, perché se così fosse stato (e cioè se le sue parole servivano soltanto a provare i discepoli) Gesù dopo la prova avrebbe però chiarito che il senso di quelle parole era solo questo e non altro, e invece non lo fa mai, lasciando che la sua chiesa nasca,  cresca e si sviluppi sul fondamento dell’Eucaristia.

Condizione essenziale per seguire Gesù è l’umile assenso della mente a una verità superiore alla capacità di comprendere degli uomini.

Davanti a questa pietra di scandalo i giudei si ritirano; molti discepoli si allontanano; Giuda prepara il tradimento, ma Pietro, pur non avendo compreso neanche lui la portata delle parole di Cristo sull'Eucaristia, reagisce con umiltà e confessa: “da chi andremo Signore? Tu hai parole di vita eterna!”

E’ qui prefigurata la storia della Chiesa che, ferma e sicura con Pietro, suo capo visibile, professa costantemente la sua adesione a Cristo, pane di vita, in mezzo alla derisione dei nemici della fede ed alle negazioni degli eretici.




15 commenti:

  1. Faccio fatica a condividere il tuo pensiero, Luigi.
    I testimoni di Geova mi infastidiscono non poco, perché hanno quella vaga invadenza di fermarti per la strada o di salire a casa tua se trovano l'ingresso aperto, di domenica mattina, quando la portineria è chiusa
    Si tratta tuttavia di due interpretazioni diverse di uno stesso discorso. Ma una delle differenze fondamentali tra gli esseri umani è proprio quella di avere reazioni dissimili davanti a uno stesso fenomeno. Persino il messaggio che ci invia una persona guardandola negli occhi, viene recepito in modo diverso da due diverse persone. Entrambe le percezioni sono comunque giuste, perché tali sono per chi dentro di sé le ha formulate. Ma aggiungo che io credo che l'umiltà sia un dono che non tutti hanno ricevuto e si manifesta non necessariamente e non solo in "umile assenso della mente ad una verità superiore", ma anche nel riconoscere la pochezza dell'essere umano davanti al creato e a qualcosa (la verità) che, semplicemente, sfugge senza che la si riesca a formulare.
    Perdona la mia obiezione.

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  2. è vero che si tratta di due interpretazioni diverse dello stesso discorso, cara Ambra, ma necessariamente una è vera e l'altra è falsa: non ci sono altre vie d'uscita, poiché giungono a conclusioni diametralmente opposte!!!
    Io credo che di fronte ad un testo storico l'interprete debba usare tutti i mezzi che ha a disposizione per sviscerarne l'esatto significato dal punto di vista logico e teleologico, e questo indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose.
    Ora, se noi facessimo leggere questo testo ad un interprete imparziale, magari ateo, ma che abbia un minimo di intelligenza, questi non potrebbe che interpretare le parole di Gesù nel senso più logico possibile, che è esattamente quello che ho cercato di dare io.
    E l'argomento più inconfutabile di una tale conclusione è proprio la reazione degli ascoltatori di fronte alle parole di Cristo.
    L'evangelista non ha nessuna remora a dire che nessuno di loro, che pure vivevano fianco a fianco con Gesù, riesce a comprendere la portata delle sue parole.
    La stessa comunità dei primi cristiani, nella quale c'erano ancora gran parte degli apostoli, comincia subito a celebrare il mistero eucaristico come lo celebriamo noi dopo duemila anni.
    Ma ti pare che su una cosa così importante, sulla quale si è fondata, si fonda, e si fonderà, la fede di miliardi di persone a partire dalla morte di Cristo sino alla fine dei tempi, Cristo stesso avrebbe permesso che tutti si sbagliassero e non avrebbe, invece, spiegato almeno ai suoi fedelissimi il vero senso delle sue parole?

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    1. Vuol dire che quando mi capiterà nuovamente di essere assediata da qualche testimone di geova mi ricorderò di questo tuo scritto.

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  3. qui in argentina ma credo in tutta l'america latina ci sono un sacco di testimoni di geova e evangelici/mormoni/sette varie.

    Io in italia praticamente non ne conosco, mentre conosco molti atei. qui è il contrario, almeno per la mia esperienza

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  4. purtroppo anche in Italia stanno proliferando Federica: a noi il compito di dare ragione della nostra fede, con la massima comprensione verso le persone, ma con ferma determinazione sui contenuti!!!
    Buona domenica

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  5. Sì, molto chiaro, carissimo Luigi. Su diversi punti il cattolicesimo è opinabile, ma su questo no. Per questo motivo resto cattolica. Ti abbraccio forte.

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    1. ti abbraccio anch'io Sonia: buoni nuovi giorni!!!

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  6. Ciao Luigi.
    È giusto ciò che hai fatto. Cioè mettere i puntini sulle i.
    Leggere bene la Bibbia dando la giusta interpretazione è il nostro compito, se c'è un dubbio, meglio chiarirselo subito con l'aiuto di teologi e sacerdoti adeguati.
    Solo così ed affidandosi a Lui non sbaglieremo.
    Grazie, prendo appunti, come sempre faccio quando passo qui da te.
    Ti abbraccio forte.

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    1. non merito tanto amica mia: ti sono grato però della stima, seppur immeritata!!!
      Un bacione

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  7. "La musica può donare delle ali ai vostri pensieri e illuminare la vostra anima di una luce eterna" Platone
    Buon Inizio di settimana!

    ೋღ♥ღೋLuce nel cuore
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    ೋღ♥ღೋLuce nel cuore

    “La música puede donar alas a vuestros pensamientos e iluminar vuestra alma de una luz eterna! Platón
    ¡Feliz semana!

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    1. fantastica settimana anche a te cara Mirta!!!
      Abrazos

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  8. Ho imparato molto da questo posto, grazie.
    Buona giornata!

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    1. grazie a te Titti: in realtà tutte le eresie moderne inciampano su questa pietra angolare, compresi i protestanti (siano essi anglicani, luterani o calvinisti).
      L'Eucaristia continua ad essere pietra di scandalo anche oggi
      Buona serata

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  9. Non sopporto i testimoni di Geova.... Son contenta che anche tu parteciperai all'incontro blogger a Milano. A presto allora, e buon fine settimana.

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    1. anch'io sono contento che ci sarai anche tu Erika!!!
      A prestissimo

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